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Quattro chiacchiere con Fabio D’Amico, chitarrista e coautore (insieme alla voce Eleonora Tosca) dei brani degli Ariadineve sul loro disco d’esordio Buone vacanze, piccolo manuale di pop radiofonico ben fatto che a fronte di una ricerca del ritornello perfetto fin troppo insistita dimostra doti di songwriting di tutto rispetto.

Ci racconti in breve come è nato il progetto e quali sono stati i passi
principali che hanno portato alla pubblicazione di “Buone vacanze”?
Ariadineve nasce circa tre anni
fa da un’idea di Fabio ed Eleonora. Formato la band insieme a Luca, Maurizio e
Stefano non abbiamo fatto altro che impegnarci al massimo, suonando tanto,
inviando mille demo etc. etc. Nata la collaborazione con Artevox siamo arriva
all’uscita di “Buone vacanze”. Il disco arriva dopo l’ottimo riscontro del singolo D’estate. Ha cambiato le aspettative nei
confronti del disco?
Sentire la propria canzone in
radio è un’emozione indelebile, ma non avevamo e non abbiamo aspettative di
nessun tipo su questo disco. Siamo convinti di aver fatto un buon lavoro e da
qui in poi tutto quel che arriva sarà accolto con grande gioia. Sicuramente
passare nelle radio aiuta molto il percorso del disco e ne siamo felici. Come è nata la collaborazione con Paolo Benvegnù e Lele Battista, i due
produttori dell’album? Paolo Benvegnù
e Lele
Battista
sono sempre stati artisti di riferimento per noi, fin dai tempi
degli Scisma e dei La Sintesi. Abbiamo avuto la fortuna di
conoscerli lungo il nostro percorso e siamo riusciti a convincerli a lavorare
sul nostro disco. Siamo orgogliosi e felicissimi di avere avuto due produttori
come loro. Brani come Lo specchio e Nuvolare infatti risentono un po’
dell’influenza di Scisma e La Sintesi…
Sicuramente la mano di Paolo e
Lele si sente un po’ in tutto il disco. Lo specchio è influenzata dagli
arrangiamenti che caratterizzavano gli Scisma. Su Nuvolare invece non sono d’accordo,
il sound che la influenza è quello della new-wave inglese anni ’80, che è un
altro punto di riferimento della nostra musica. Altra collaborazione importante quella con Mauro Ermanno Giovanardi.
Come è nata?
La collaborazione con Joe nasce grazie ad Eleonora, da sempre
sua grande fan, ne è diventata amica da qualche anno. Gli abbiamo fatto
ascoltare il brano e gli è piaciuto molto. Con la sua partecipazione ha
realizzato un sogno Eleonora ed è stata per tutti un’esperienza
indimenticabile. Nella recensione del vostro disco, ho segnalato alcune cose sulle quali
vorrei un vostro parere. Prima di tutto mi pare ci sia una forte ricerca di
ritornelli contagiosi, molto orecchiabili. Nulla di male in se, ma a fronte di
ciò mi sembra che tutto il resto sia stato un po’ sacrificato. Tu come la vedi?
E di rimando, ci spieghi con quale metodo scrivete i brani, sempre che ce ne
sia uno univoco?
I brani partono tutti da me, per
poi essere rivisti e corretti insieme ad Eleonora. Sono cresciuto ascoltando Beatles e pop italiano anni sessanta,
per poi passare alla new-wave inglese anni ottanta, tutti stili dove il
ritornello è il cuore della canzone. Quindi scrivere in questo modo fa parte
del mio imprinting artistico, nulla di cercato o preparato, i brani vengono
fuori così in modo molto spontaneo. Trovo comunque che il resto non sia stato
sacrificato, il lavoro sugli arrangiamenti è stato molto lungo e minuzioso e
abbiamo sempre cercato di valorizzare tanto le strofe quanto i ritornelli.
Certo che poi è il ritornello che deve spaccare! Il mio modo di scrivere poi
non ha regole precise, a volte parto da un giro di accordi, altre volte da un
testo, altre volta ancora da un motivo o da una melodia. A livello di arrangiamenti ho
trovato il vostro disco molto chitarristico, sei d’accordo? Immagino ci siano
dietro un certo tipo di influenze…
In realtà sei il primo che ci
dice che il disco suona chitarristico. Durante la produzione siamo partiti
dalle tastiere, utilizzandone tante e di diverso tipo tra synth, pianoforti,
organi vintage e rhodes. Solo dopo abbiamo ragionato sulle chitarre, cercando
di utilizzarle in modo da arricchire gli arrangiamenti di tastiera. In ogni
caso dobbiamo ammettere di essere molto influenzati dalle band inglesi di ieri
e di oggi, che sicuramente non fanno sentire la mancanza delle sei corde. Ho trovato invece Lo specchio
e Sentire due canzoni molto intense,
a partire dalle liriche. I testi nascono da un preciso lavoro sul linguaggio o
la scelta delle parole è libera? E chi ritieni vi influenzi nella scrittura?
Lo specchio gode del contributo di Paolo anche nella scrittura del
testo, mentre Sentire è completamente
nostra. Non c’è una scelta precisa di utilizzare un certo frasario o
vocabolario, nasce tutto il modo molto spontaneo dal mio vivere quotidiano.
Sicuramente ognuno di noi ha più confidenza con un certo tipo di parole, e
quelle più ricorrenti in questo disco sono proprio le mie. Ho diversi modelli
fra gli autori, italiani e non, che mi danno ispirazione, ma non cerco di
imitarli nel mio modo di scrivere. Parlo di Luigi Tenco, Sergio Endrigo,
Gino Paoli e tutti i grandi autori
italiani degli anni sessanta e settanta. A margine dei brani, ma molto ben integrato con essi, c’è il booklet
del disco, molto curato, sia graficamente che a livello di immagini. Ce ne vuoi
parlare?
Il booklet è frutto della grande
sensibilità artistica di Silva Rotelli,
che ci ha studiato ed è riuscita a capire come rappresentare la nostra musica
su carta. Siamo felicissimi del risultato, crediamo che Silva sia una splendida
fotografa e siamo felicissimi di aver lavorato con lei.

Ora siete in tour, come sta andando? Hai qualche particolarità da
raccontarci?
Il live sta andando molto bene e
ne siamo felicissimi. Il pubblico risponde molto bene e questo ci riempie d’orgoglio.
Lo spettacolo è molto influenzato dalle esperienze teatrali di Eleonora, che
utilizza molti espedienti scenografici per arricchire il concerto. Dal punto di
vista musica le canzoni suonano pièù rock, più tirare ed aggressive, mantenendo
ovviamente la verve pop che abbiamo messo su disco. Stiamo anche preparando una
cover di Aristocratica di Antonella Ruggiero, una delle canzoni
che amiamo di più.

(19/05/2009)
Artista:
Ariadineve