E’ in corso a Los Angeles (H)it Week, festival della cultura e musica italiana che si tiene nella città californiana fino al 18 ottobre. Molti gli artisti che si esibiscono: dagli Afterhours, Franco Battiato, Negrita, Piero Pelù, Giovanni Allevi, Linea 77, Le Vibrazioni, fino ai Calibro 35, The Niro, Belladonna, Amana Melomè, e Marco Fabi così da restituire agli americani una visione a 360 gradi della musica che si fa in Italia. Marco Fabi è quella che si dice una “giovane promessa”del nostro cantautorato, con un primo cd all’attivo, “La Scelta”, pubblicato nel 2005 che ha riscosso un buon successo tra gli addetti ai lavori, aggiudicandosi anche vari riconoscimenti. Lo abbiamo raggiunto alla vigilia della partenza per l’America per farci raccontare di questa esperienza.
Come
sei stato coinvolto in questa avventura americana?
In
realtà sono io che ho scoperto che stavano organizzando un festival
di musica e arti italiane in America e ho fatto avere il mio cd
all’organizzatore (Francesco Del Maro n. d. r. ) il quale ha
apprezzato il mio lavoro e mi ha voluto tra gli artisti.
Prima
di passare definitivamente all’uso dell’italiano le tue canzoni
erano tutte in inglese, rispolvererai i vecchi testi per l’occasione
o lascerai i pezzi nella versione in italiano?
Di
base vorrei esportare la mia italianità quindi credo che canterò
soprattutto in italiano, magari facendo qualche strofa in inglese.
Con
quale formazione andrai, band completa o in acustico?
Vado
con Andrea Di Cesare, che mi accompagna da anni suonando il
violino e, all’occorrenza, anche altri strumenti.
Cosa
ti aspetti da questi due concerti? Ti sei immaginato come saranno?
Non
so cosa aspettarmi in verità; di certo sono molto curioso di vedere
da chi sarà frequentato questo festival. La promozione è stata
fatta in maniera capillare cercando di proporre uno sguardo il più
ampio possibile sulla musica italiana. L’intento è quello di
cercare di avvicinare un pubblico vasto; se questo dovesse veramente
avvenire mi piacerebbe ci fosse un’approvazione dal punto di vista
culturale del mio modo di fare musica. Già se un pubblico
internazionale accettasse la mia musica senza, tra l’altro,
riuscire a capirne le parole sarebbe per me una cosa molto bella.
Se per caso invece, dovesse essere un festival frequentato
soprattutto da italiani mi piacerebbe, visto il cast di artisti così
importanti, risultare all’altezza e fare un buon concerto. Una
parte di me è fiduciosa e sognatrice nel pensare che il pubblico
americano possa affezionarsi maggiormente alla canzone italiana.
Trovo interessante vedere che reazioni avranno ad una lingua a cui
non sono abituati.
A
che punto sei con la preparazione del nuovo album? E’uscito “Solo
le nuvole” arrangiato dai Quintorigo, il resto del disco quando
sarà pronto?
Il
disco è a buon punto. Volevo farlo uscire prima di Natale però i
prossimi impegni un po’ mi allontaneranno dalla chiusura.
Quest’anno mi hanno invitato a tornare a suonare al Premio
Ciampi (dopo averlo vinto come “Miglior Debutto” nel 2006,
n. d. r. ) e mi fa molto piacere, ci sono un altro paio di impegni
promozionali da qui a dicembre per cui l’uscita del disco slitterà
un po’. La fase della chiusura richiede sempre tempo.
La
collaborazione con i Quintorigo come è nata?
Loro
hanno sentito il pezzo attraverso intermediari e gli è piaciuto. Ne
hanno buttato giù una prima versione che mi hanno fatto sentire e
che mi è piaciuta molto, avevano fatto un arrangiamento che
enfatizzava in maniera particolare, a mio parere, la canzone. Per la
fase conclusiva sono stato a trovarli un paio di volte in studio
perché prima di fare il missaggio abbiamo aggiustato delle parti
lavorando anche un po’ insieme.
Il
riscontro è stato buono, soprattutto da parte della critica.
Si,
molto buono ed è piaciuto anche alla gente comune. Non è un brano
facile ma chi l’ha sentito lo ha apprezzato e mi ha fatto molto
piacere.
Ho
letto che hai fatto la cover di “Daddy’s Dream” di Demetrio
Stratos, farà parte del nuovo cd?
Di
sicuro andrà nel disco, però è uno dei brani che ho già missato e
ho deciso di farne una stampa da portare in America, un cd singolo
stampato che però non è commercializzato ancora. Non so se si
potrà ascoltare prima che esca il disco. Magari lo metterò su
MySpace o su I-tunes.
Marco Fabi
