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E’ morto ieri sera a Roma Stefano Rosso. Nato nella Capitale il 7
dicembre 1948, Stefano Rossi, questo il vero nome del cantautore, aveva
esordito nel 1969 insieme al fratello, formando il duo Remo e Romolo che incise
il 45 giri Io e il vagabondo.
Passato alla carriera solista, nel 1974 Rosso scrive due brani interpretati da Claudio Baglioni (C’è un vecchio bar nella mia città e Valentina) mentre è di due anni successivo il suo esordio con il 45
giri Letto 26 su etichetta RCA, disco
che anticipa l’uscita del primo e più famoso lp di Rosso, Una storia disonesta (1977), ad oggi il suo lavoro più conosciuto
che lo inserisce nel filone della cosiddetta scuola romana. La title-track del
disco, tracciando ironicamente un tipico quadretto post-sessantottino, cita per
la prima volta in un testo di una canzone italiana la parola “spinello” e
riceve il Telegatto di Sorrisi e Canzoni di quell’anno. Nel 1978 Rosso pubblica un nuovo
disco, …e allora senti cosa fo, che
contiene canzoni come Odio chi e Bologna ’77, quest’ultima dedicata a
Giorgiana Masi, uccisa l’anno prima durante una manifestazione del Partito Radicale
a Roma; mentre è del 1979 Bioradiografie,
a cui collabora anche Gianni Marchetti
(autore di tante musiche per Piero Ciampi): il disco sancisce la rescissione
del contratto con la RCA e il passaggio di Rosso alla Ciao record, con la quale
incide nel 1980 il quarto disco Io e il
signor Rosso
, che contiene la canzone L’italiano
portata al Festival di Sanremo di quell’anno. Dopo due ulteriori dischi (Vado, prendo l’America e torno del 1981
e Donne del 1982) la carriera di Stefano
Rosso attraversa un periodo di crisi che lo porta ad arruolarsi nella legione
straniera e a tornare alla musica suonata solo nel 1985, per la Polygram, con l’omonimo
Stefano Rosso e quattro anni dopo
con Femminando, che però riscuote
poco successo.
Nel 1997 la RCA raccoglie i suoi più grandi successi nell’antologia Il meglio, che include anche tre
inediti, ma intanto Stefano Rosso inizia una nuova stagione all’insegna della
musica strumentale, diventando un buon esponente della chitarra fingerpicking.
Già nel 1983 aveva inciso il disco La
chitarra fingerpicking di Stefano Rosso
e sono di questi anni nuove
incisioni lungo questa scia: Live at the
station
(registrato nella sala d’aspetto di una stazione, del 1999), Fingerstyle guitar e Live at the Folk Studio (2003), Banjoman (2004), Lullaby of birdland (2006), Mortacci
(2007) e Piccolo Mondo Antico
pubblicato quest’anno. Canzoni di Stefano Rosso sono
state cantante da Mia Martini (Preghiera, nel 1976) e da Tonino Carotone, che nel 2005 ha inciso
insieme agli Arpioni una nuova versione di Una
storia disonesta
. Da alcune ore è possibile lasciare sul sito www. stefanorosso. net un ricordo dell’artista.