Il luogo è suggestivo: la sala
del Grechetto della Biblioteca Centrale del Comune di Milano (dove De Andrè
studiò i Vangeli Apocrifi in latino e francese per “La Buona Novella”). L’occasione
ghiotta: la presentazione del libro Evaporati
in una nuvola rock (edizioni Chiarelettere), curato da Guido
Harari e Franz Di Cioccio. Le memorie sono condivise: il racconto
della tournèe di Fabrizio De Andrè e della PFM.
Gli ospiti memorabili: Dori Grezzi, Cristiano De Andrè, Franco Mussida, Lucio Fabbri, Gino
Lazzaroni (tour manager dell’epoca per la band milanese). Preceduto dalla
nostalgica scansione di immagini di Faber e PFM (tutte di Harari) sulle note di
Andrea, la presentazione del libro è
stato un viaggio nella memoria, in un tempo dove poteva accadere che il
pubblico presenziasse alle prove, dove era possibile che Fabrizio si facesse fotografare
con i tecnici al lato palco prima di un concerto, dove i camerini erano spogli
di orpelli ma ricchi di sogni. Dove gli spostamenti da concerto a concerto
vedevano la PFM accalcata
su un pulmino a discutere del concerto appena concluso, magari recriminando su
una nota fuori tempo. Dove era possibile incontrare per la strada un
autostoppista, caricarlo sul medesimo pulmino e poi scoprire che la sera prima
aveva lanciato un bicchiere di vetro sul palco (a Brescia) ed “allungato” un
bicchiere di vino di Fabrizio con una sostanza stupefacente con le immaginabili
conseguenze.
Le fotografie di Guido Harari, fotografo ufficiale di quel tour, proiettate
sullo schermo della sala, sono state il viatico per raccontare di un tempo
lontano, turbolento, difficile eppure straordinario e fecondo. Harari ha potuto
documentare, con la sua riconosciuta maestria, gli angoli più nascosti di un
incontro musicale straordinario in cui la poetica di Fabrizio De Andrè incontrò
la potenza del rock, in cui la personalità del cantautore genovese incontrò la
forza coesa di un gruppo, in cui una scommessa un po’ folle divenne una
meraviglia di cui ancora oggi godiamo il beneficio artistico. Una scommessa
hanno sottolineato i musicisti presenti ed in particolare Mussida, che ha
ricordato il suo lavoro per selezionare diciassette canzoni da trasformare con
gli arrangiamenti della PFM (tutte accettate da Fabrizio senza battere ciglio,
a suggello della fiducia di cui godeva la band, con l’inclusione di un’altra
scelta da lui) e di come avvenne che l’arrangiamento de La canzone di Marinella, dopo tre giorni di blocco artistico: «Una
sera bussò alla porta una ragazza che io e mia moglie Loredana seguivamo e
quando aprii la porta vidi che era Marinella e la canzone si sbloccò…». Due ore
di parole, di immagini, di memorie, di arte purissima, di sogni, di storie
irripetibili per ricordare un tour nel pieno di un’Italia con il cuore
straziato dagli anni di piombo, dagli interminabili cinquantacinque giorni che
andavano da Via Fani a Via Caetani. Un tour che un genovese colto e generoso,
una band di impareggiabili musicisti ed un fotografo pieno di idee e poesia resero,
forse senza neanche averne coscienza, insuperabile. (Rosario Pantaleo)
“Evaporati in una nuvola rock”: le foto di Guido Harari per il tour di De Andrè e la PFM
Autore: Luca Barachetti
