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Quando la Treves Blues Band anticipò il mito dei Deep Purple
La TBB in apertura delle date italiane dei Deep Purple

L’occasione era ghiotta ed il palco dava segnali evidenti di eccitazione. Così come il pubblico arrivato in massa per l’esibizione dei mitici Deep Purple al Forum, oggi, sabato 31 ottobre 2015. Una band nata alla fine degli anni ’60 ed ancora, anche se con la scomparsa di Jon Lord, in piena attività. Ma su quel palco, prima dell’immortale band inglese (qui a destra nella foto), è arrivato un folletto milanese, un artista che ha saputo dare un senso ed una forza al blues, un genere musicale che in Italia è stato introdotto proprio lui.
Stiamo parlando, ovviamente, di
Fabio Treves, per tutti il ‘puma di Lambrate’ (con richiamo a John Mayall, il ‘leone di Manchester’). È stata infatti la Treves Blues Band ad aprire la serata milanese dei Deep Purple e, dato l’evento, non stato “uno scherzetto” ma un grande momento di musica blues che ha prodotto l’immancabile terremoto sonoro agli spettatori presenti. Chi ha calcato un palco con Frank Zappa non può temere nulla, ovviamente artisticamente parlando, e la tenuta della scena da parte di Treves è stata come sempre impeccabile nello sciorinare i brani ad una platea in attesa di un suono certamente più duro e potente.
Ma il blues, quando è suonato e proposto con la passione della TBB non teme rivali né confronti, perché è musica intrisa di pathos, di sudore, di storie della vita quotidiana, di sonorità ancestrali e senza tempo. Sonorità che sono racchiuse nel profondo di ciascuno ed il blues è quella musica che riesce, attraverso le sue canoniche battute, a fare emergere l’oscurità interiore che cerca la luce. Ed il blues, alla fin fine, è proprio questa ricerca della luce.

Per questo il palco dei Deep Purple, in maniera metaforica, è stato “benedetto” dalla musica della TBB, lo ha trasformato in una sorta di campo di battaglia dove gli unici morti o feriti sono la nostalgia e la capacità di ammaliare, il luogo da cui ogni nota si trasformata in una sorta di raggio di luce che ha raggiunto ogni spettatore presente al Forum. Treves è presente nel mondo musicale da oltre quarant’anni eppure si presenta sempre come un artista che ha ancora tanto da imparare, senza spocchia né alterigia ma con la consapevolezza che quando sei un fedele seguace del blues ed hai come unica “arma” una serie di armoniche per incantare il pubblico, se ci riesci sei davvero un figlio del Delta, anche se sei nato a Milano… leone o puma, la differenza la fa il pubblico che applaude ed apprezza quel pathos potente e profondo senza il quale il blues si sgonfia e si trasforma in semplice intrattenimento. Ipotesi che per Treves è simile ad una bestemmia.
Cari Deep Purple, avrete compreso che musicisti abbiamo a Milano dove al posto del Mississipi abbiamo il Naviglio. Eppure, a Treves, per costruire le storie e le battute del blues, quel Naviglio, basta ed avanza…

Servizio fotografico
a cura di Renzo Chiesa
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