Durante la conferenza stampa dell’Organizzazione
(Bonolis, Noce, Mazzi) viene specificato che il criterio minimo per potere fare
parte della giuria demoscopica è aver acquistato almeno due dischi in un anno.
Ora è tutto più chiaro riguardo alle esclusioni di Tricarico e Afterhours. A parte ciò ancora due riflessioni
sulla serata di ieri sera. La prima: almeno ad un primo ascolto, il livello
delle canzoni pare piuttosto basso. Qualche pezzo decisamente radiofonico (Dolcenera, Carta, Alexia-Lavezzi
anche Povia), qualche episodio a dir
poco imbarazzante (Leali, Albano, Zanicchi, Pupo e
compagnia), qualche delusione (Renga,
Pravo) e una manciata di canzoni
medie che potrebbero giocarsi la vittoria con le più radiofoniche (Masini? Nicolai–Di Battista? ) o
il successo commerciale nelle prossime serate, ma che difficilmente ci
ricorderemo oltre i prossimi sei mesi. Come ho già detto, le mie preferite sono
Tricarico e Afterhours. Ma quando penso che queste sedici canzoni dovrebbero
rappresentare la musica italiana mi viene da dare ragione alla collega Paola De
Simone di Popon. ti (testata che come noi si occupa di musica italiana), la
quale durante la conferenza stampa dell’Organizzazione fa notare che la musica
italiana è un’altra cosa. Ha ragione, peccato che Bonolis di fatto non le
risponda (dice che molti artisti snobbano il Festival) e che la questione cada
nel vuoto. Tanto lo share è alto. Seconda riflessione: le canzoni delle
Proposte 2009 invece paiono promettenti. E’ vero, come si diceva ieri in sala
stampa, che alcune rispecchiano molto lo stile degli (importanti) autori che le
hanno scritte, però si sente almeno un po’ di freschezza, Malika Ayane e Simona
Molinari in primis. Peccato che in scaletta stiano in fondo e ieri sera siano
state relegate a tarda notte: speriamo vada meglio stasera, ma dubito vista la
scaletta anche stasera chilometrica. (Luca Barachetti)
