Dunque si comincia. E con il
Festival cominciano anche una serie di interventi del sottoscritto, che dalla
sala stampa seguirà le cinque serate dell’Ariston e dirà la sua a riguardo.
Come avrete già letto nell’introduzione a questo Speciale, L’Isola che non
c’era a Sanremo parlerà soprattutto di musica, lasciando da parte tutto il
resto, in particolare il gossip e le polemiche – anche quelle sui cachet di
conduttori e ospiti, che certamente ci fanno pensare, ma che allo stesso modo
ci pare siano affrontati con atteggiamenti da soloni puntualmente mancanti in
altri ambiti (il calcio, ad esempio). I motivi della nostra scelta per la
musica sono pochi e semplici. Prima di tutto siamo da quasi tredici anni una
rivista di musica (italiana), e non ci trasformeremo di certo per il Festival
in qualcos’altro. Secondo, è abbastanza evidente da anni (per non dire da
sempre) che al Festival si parla di tutto fuorché della musica, quindi diciamo
che “tocca” a noi l’ingrato compito. Terzo, punto più importante tra quelli
fino ad ora elencati, siamo convinti – forse in modo un po’ idealistico – che
se il Festival può avere nel 2009 ancora una sua dignità, questa dignità può
esserci solo grazie alla musica. I direttori artistici, gli ospiti, il contorno possono aiutare –
soprattutto i direttori artistici: a quando uno davvero competente in campo
musicale? – ma sono appunto contorno e il contorno, si sa, svanisce alla
svelta, e con esso gli ascolti, soprattutto quando il modo di fare tv cambia e
si allontana dal varietà, mentre Sanremo questo continua ad essere: un
contenitore, per dirla in gergo tecnico, con dentro anche le canzoni. A tal proposito gli ascolti sono
stati, polemiche sul cachet a parte, l’argomento cardine della giornata di
ieri. Sinteticamente: nella conferenza stampa quotidiana il direttore di Rai
Uno Fabrizio Del Noce ha detto che se gli ascolti non premieranno questa
edizione del Festival si dovrà aprire la crisi. Bonolis ha risposto che non può
essere lui il medico di Sanremo. Entrambi insomma mettono le mani avanti quando
la kermesse non è ancora cominciata. Che sappiano già come andrà a finire? E’
possibile. D’altra parte tra i cantanti in gara i nomi attira-pubblico sono
davvero due o tre e fra gli ospiti, accanto ad alcuni (pochi) nomi grossi, gli
altri paiono messi lì giusto per non lasciare buchi (ma un buco c’è, domani
sera, mentre giovedì arriva Kevin Spacey, a fare cosa non si sa). Colpa della
crisi e dei tagli al budget, va bene, ma colpa anche di un approccio a Sanremo
che punta solo all’ospite grosso perché il pubblico possa fare «oooh!»,
ritrovandosi poi con un pugno di mosche quando mancano i denari per chiamare i
nomi grossi e tocca arrangiarsi – fermo restando poi che, dati d’ascolto alla
mano, il pubblico pare non aver più tanta voglia di fare «oooh!». Vedremo
comunque come andrà: stasera Mina in video e Benigni, domani sera l’omaggio a
De André con Accorsi e Santamaria, giovedì Allevi, venerdì le conigliette di
Playboy e sabato Annie Lennox. E poi ogni sera molte altre cose dei più diversi
tipi di cui vi riferiemo giorno per giorno, sperando che in mezzo a tutta
questa roba salti fuori anche qualche
buona canzone. Se così sarà, noi saremo qui, pronti a segnalarla e
approfondire. (Luca Barachetti)
