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Arisa con Controvento vince la 64 edizione. Nei Giovani la vittoria va a Rocco Hunt, mentre De André e Zibba ricevono il Premio della critica
Venerdì la serata dedicata alla canzone d'autore

E anche Sanremo 2014, con la sua inevitabile coda di polemiche, nastrini, paillettes e musica (a cercare bene, visto che è facile dimenticarsene, c’era anche quella), ha chiuso i battenti. Ma cosa ci resterà di questa 64ª edizione del Festival della Canzone Italiana? Proviamo a fare il punto a caldo.

Polemiche, (finti? ) suicidi, buonismi e cattiverie
Panico generale in Rai quando si scopre che Beppe Grillo ha comprato due biglietti per la serata inaugurale. Verrà con Casaleggio? Interromperà il Festival? Il Leader del Movimento 5 Stelle, in realtà, si limiterà (? ) ad uno show/comizio fuori dall’Ariston e poi si siederà tranquillo in platea col figlio. Assiste ad una mezzoretta di spettacolo, quindi, annoiato, si alza e se ne torna a Genova. L’indomani ha l’incontro con Renzi. Fazio tira un sospiro di sollievo.  
D’altronde come dar torto all’ex comico genovese, quando probabilmente, l’emozione più grande della prima serata è stato il sipario che non si è alzato! Be’, sì, ci sarebbero anche gli aspiranti suicidi – operai (con albergo pagato dalla Rai, versione mai smentita categoricamente). Ma per quello non avevamo già dato con Pippo Baudo?

Altre polemiche e cattiverie nelle giornate successive: Fazio si arrabbia in sala stampa ("Basta darmi del buonista, questa storia mi ha proprio rotto le palle"); Riccardo Sinigallia viene eliminato dalla finale. Aveva cantato la sua Prima di andare via in pubblico mesi prima. È probabilmente la prima vittima sanremese di Youtube!

Ligabue e Creuza de ma 
Inizio thrilling. Prima il sipario che non cala. Poi gli aspiranti suicidi. Quindi l’improbabile genovese di Ligabue. Piovono tweet scandalizzati dal capoluogo ligure. A memoria – e lo scrivo da genovese – non mi viene in mente altro momento in cui noi genovesi (il popolo meno dialettofono d’Italia) abbiamo così con forza rivendicato la purezza della nostra favella!

Crollo Share
Ascolti in forte calo in tutte e cinque le serate (in alcune possiamo dire che più di caduta si è trattato di una picchiata verso il basso). Fazio dà la colpa (anche) alla concorrenza delle altre reti. Per l’anno prossimo si pensa di abbinare  al Festival Chi l’ha visto!

I Big in gara
Possiamo scriverlo? Un po’ di delusione c’è. Ok, Sanremo è sempre Sanremo ma si poteva sperare in meglio. Ma non aspettatevi da noi pagelle, perché quelle sono come le formazioni dell’Italia di calcio: ognuno ha la sua! Ad aggiudicarsi il Premio della Critica Mia Martini è comunque Cristiano De André con Invisibili, il brano escluso. Qualcosa ancora una volta non torna!

I Giovani
La loro finale c’è il giovedì sera, tra le 22,30 e le 23,30. "Li abbiamo fatti suonare presto per dar loro la giusta visibilità", chiosa convinto Fazio. Peccato che le due sere precedenti (oltretutto, quando ci sono tutti e otto in gara) le Nuove proposte passino ben oltre la mezzanotte! L’abbinamento delle semifinali non premia il pur bravo Filippo Graziani (che resta escluso dalla finale dietro Zibba e Diodato). Fosse stato inserito il giorno dopo, avrebbe avuto ben altre possibilità. E invece in finale vanno Rocco Hunt e The Niro.
Mentre Zibba si porta a casa il premio della Critica Mia Martini e il Premio Sala Stampa Lucio Dalla, non vince la canzone più bella, ma certamente quella più ruffiana: il rap pseudoecologista-buonista Nu Juorno Buono di Rocco Hunt… D’altronde, davvero curiosa è la composizione della Giuria di qualità (? ): due soli musicisti (i grandi Rocco Tanica e Paolo Jannacci) e poi attori e registi. Un po’ come far decidere il Leone d’Oro a un direttore d’orchestra. magari bravissimo, per carità, ma pur sempre preposto a conoscere meglio il suo mondo rispetto ad un’altra nobilissima arte.

Sanremo Club
Anticipato dalle (quasi) inevitabili polemiche, il Festival ha deciso di omaggiare quest’anno la canzone d’autore e, quindi, il Club Tenco. Qualcuno storce il naso. Qualcuno apprezza. Invitato in prima fila – e a modo suo è un fatto storico – Enrico de Angelis, Responsabile Artistico del Club Tenco, accompagnato da altre due colonne dello staff organizzativo, Antonio Silva (storico presentatore) e Graziella Corrent, che dal 1974 danno vita "all’altra" manifestazione sanremese. Le differenze tra il festival e la Rassegna Tenco rimangono (e ci mancherebbe), ma finalmente qualcosa si è mosso. Non mondi che si sovrappongono, come aveva detto Fazio; ma mondi che si intersecano, come ha precisato de Angelis. Se venerdì qualcuno trasforma pezzi storici in siparietti da karaoke, di contro qualcun altro regala grandi emozioni. Di certo ci rimarranno negli occhi (e nelle orecchie) le esibizioni di Ron (che ha interpretato Cara di Lucio Dalla) e di Cristiano De André (nella rivisitazione della paterna Verranno a chiederti del nostro amore). Ma soprattutto la classe di Gino Paoli  (accompagnato al piano da Danilo Rea) che omaggia la "scuola genovese".

Lutti
Il Festival si apre pochi giorni dopo la notizia della morte di Roberto Freak Antoni e si chiude con la scomparsa di Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso. Una settimana nerissima per la musica italiana.

Ah, quasi dimenticavo: il 64esimo Festival della Canzone Italiana è stato vinto da Arisa con Controvento. Lo abbiamo saputo, una decina di minuti prima della proclamazione ufficiale, da un tweet del Corriere della Sera…

Sipario.