Parte, riparte, la grande kermesse sanremese. Non che la faccenda ci tolga il sonno la notte, ma per chi come noi vuole seguire le vicende musicali di casa nostra a trecentossesanta gradi, il mese di febbraio porta nel groppone il festivalone. Rima a parte, siamo sempre stati abituati a non sottrarci – per partito preso -verso il Festival di Sanremo.
E lo faremo anche quest’anno, guardandolo innanzitutto, per poi poterne parlare senza veli e senza reticenze, cercando di darne un taglio critico e poco gossipparo alle cinque giornate che prendono il via stasera. Abbiamo dato questo compito ad Ambrosia J. S. Imbornone (nella foto), una delle penne più preparate che si muovono sulla rete da ormai molti anni, e che dal suo divano in terra pugliese avrà un suo spazio giornaliero per raccontarci voci, suoni e immagini di questa nuova edizione. A lei si affiancheranno Davide Pilla e Paolo D’Alessandro, che seguiranno la kermesse in diretta sulla nostra pagina Twitter e nella nostra sezione apposita.
Partiamo quindi con un suo articolo introduttivo e vi diamo appuntamento a domani dopo aver visto la prima serata, nella speranza che il super-molleggiato (ma per molti versi anche troppo super-valutato) non accentri tutta l’attenzione intorno a sé. Confidiamo in Rocco Papaleo, un artista lucano che avrà modo – finalmente – di ampliare notevolmente la sua visibilità dopo anni di teatro, musica e cinema. Un buon motivo per ricordare a tutti che la Basilicata esiste davvero….
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Sanremo de-mummificato, tra popular e collisioni di stelle di Ambrosia J. S. Imbornone
di Ambrosia J. S. Imbornone
Che Festival sarà quello della 62° edizione? Beh, in primis l’impressione è che sia stato de-mummificato: eccezion fatta per il caso a sé dei Matia Bazar, gruppo storico di peso purtroppo ora molto lontano dagli eclettici tempi d’oro delle sperimentazioni elettroniche e rock, nel cast dei Big del secondo Sanremo targato Morandi si registra l’incoraggiante assenza di artisti sopravvissuti a loro stessi, di vecchie glorie che si trascinano stancamente tra sagre paesane ed esibizioni da karaoke in trasmissioni televisive nostalgiche.
Dopo la vittoria del Professor Vecchioni, lo sdoganamento del cantautorato che può ambire a (nazional)popolarizzarsi prosegue con nomi raffinati e preziosi (Samuele Bersani, il “cantautore ribelle” Eugenio Finardi, in gara comunque con un brano non suo, ma di Roberta Di Lorenzo) o a vocazione già pop (Francesco Renga). Peccato che tutti e tre siano in procinto di riassumere la loro carriera con una raccolta, piuttosto che lanciare dischi nuovi. C’è aria di rilancio insomma, ma pazienza, tanto di cappello.
La captatio benevolentiae dei giovani continua solo attingendo al parco ex-talent show (e Carone porta con sè pure il neo-patron Dalla); Irene Fornaciari torna in cerca di un’affermazione, Arisa per rinnovarsi, Dolcenera forse per dimostrare una maturità artistica. Sempre in campo femminile, benvenuta tra i Big è Nina Zilli, mentre si attende il battesimo sanremese di Chiara Civello, seppure la soluzione dell’affaire del suo brano già nelle corde vocali di Daniele Magro lascia qualche perplessità (l’aveva cantato anche a Rai International…e poi non avrà mai firmato borderò per le sue esibizioni live? Mah). La coppia pericolosamente monstre D’Alessio-Berté si preannuncia la mina vagante del festival, mentre i Marlene Kuntz, osteggiati per la loro scelta dai fan, eppure orgogliosi di prescindere dalla loro approvazione e dal prevedibile, approdano all’Ariston come gli outsider in pectore dell’edizione.
Molto interessante sarà saggiare la bontà o meno delle alchimie di universi vocali, sonori, culturali e geografici diversi nei duetti sulle note di brani italiani famosi all’estero, così come valutare quel quid in più, gradevole o meno che sia, che apporteranno gli ospiti italiani per nuove versioni dei pezzi in gara, da Mauro Ermanno Giovanardi che accompagnerà Arisa a Davide Van De Sfroos con
Grande attesa mediatica per l’unico ospite sicuro al di là dei duettanti, quel Celentano elevato e temuto in Rai quasi a mo’ di novello Santoro (? !? ), più che convocato come cantante-leggenda. Certamente è un caso da studiare che viale Mazzini e gli sponsor del mega-evento della città dei fiori (di cui il ben più nobile qualitativamente elevato Premio Tenco è ancora il fratello povero) siano in fin dei conti “costretti” dal Molleggiato a fare beneficienza. Sicuramente in linea con i tempi più dello sperpero di miliardi che regge la kermesse comunque.
Queste sono le premesse che vediamo in campo sulla riviera. Osservata anche quest’anno con orecchio e occhio attento ahinoi solo dal divano. Vedremo quali sviluppi ci riserveranno le cinque giornate di Sanremo.
