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Secondo Bjork la musica non è questione di stile, ma di sincerità. E Franco Mussida, fondatore e presidente del CPM Music Institute di Milano, ha esordito con questa citazione nella conferenza stampa di presentazione del progetto “Sento dunque suono”, tenutasi lo scorso 14 luglio presso l’auditorium dell’istituto.

 

Che cosa vuol dire, per un musicista, essere “sincero”?

“sento Dunque Suono”: Al Cpm La Formazione Musicale Parte Dalla Consapevolezza Emotiva
Foto di Omar Cantoro

Secondo Mussida significa riuscire a dare corpo a quell’ologramma inafferrabile che è il nostro mondo interiore attraverso l’atto di suonare, comporre, interpretare. E questo diventa particolarmente importante oggi, nell’ambito della formazione musicale, con l’avvento dell’intelligenza artificiale, in un contesto in cui il confine tra ciò che è autentico e ciò che è ricreato o “fasullo” diventa sempre più labile.

 

Nato nel 1984, il CPM è ora una scuola di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) equiparabile ad un Conservatorio (un “innovatorio”, in realtà, come Mussida ama definirlo), dove è possibile seguire sia corsi pre-accademici che accademici di primo e secondo livello. Negli anni Ottanta la formazione musicale si basava unicamente sugli studi classici, ma Mussida creò, insieme a un gruppo di docenti “pionieri”, un istituto in cui i giovani potessero scegliere di accostarsi a tutti i generi, dal pop al rock e dal jazz alla fusion. Filosofia della scuola è sempre stata quelle di mettere al centro del processo di insegnamento-apprendimento la figura dell’allievo con la sua individualità, tramite un metodo, sviluppato e consolidato nel tempo, di “Formazione Musicale Integrale” (FMI). Ora, dopo oltre quarant’anni di attività, il CPM è pronto ad affrontare le sfide del terzo millennio offrendo ai suoi utenti un approccio ancora più innovativo, che nasce sia dall’esperienza di quattro decenni che da una serie di progetti. Questi ultimi, promossi dallo stesso Mussida e rivolti alle persone in situazione di fragilità sociale, hanno permesso di comprendere come la musica sia fondamentale per sviluppare la consapevolezza emotiva dell’individuo.

 

La FMI guida gli studenti ad ottenere una comprensione più profonda di quanto appreso nell’iter di studi musicali, affiancando alla preparazione tecnica una maggiore coscienza di sé. Essa opera in tutte le aree: dall’ascolto alla lettura delle partiture, dall’esecuzione all’interpretazione, dalla composizione all’improvvisazione. Partendo dall’assunto che il musicista lavora con le emozioni suscitandole, governandole e trasmettendole, e che studiare musica sia un atto di conoscenza e autoconoscenza, Mussida ha illustrato il diagramma dell’approccio “integrale”: alla base c’è lo studio teorico e tecnico degli strumenti, al centro la consapevolezza e al vertice l’espressività del musicista. Per conseguire questo obiettivo è necessario includere nel percorso didattico elementi emotivi ed immaginativi.

 

“sento Dunque Suono”: Al Cpm La Formazione Musicale Parte Dalla Consapevolezza EmotivaQuesti principi, che il fondatore del CPM ha trattato a più riprese nella propria produzione editoriale (ricordiamo, tra i tanti volumi da lui pubblicati, “Il Pianeta della Musica” edito da Salani e giunto alla sesta edizione), hanno preso forma anche nel progetto “CO2”, sviluppato a partire dal 2013 all’interno di alcuni penitenziari italiani. Se il primo laboratorio musicale in un carcere venne realizzato proprio da Mussida nel 1987, nella casa circondariale milanese di San Vittore, “CO2” ha coinvolto migliaia di detenuti in 12 istituti di pena, tra cui lo stesso San Vittore, Secondigliano e Rebibbia, oltre che gli ospiti della comunità riabilitativa di San Patrignano. Sono state create delle audioteche di musica strumentale suddivise in 27 stati d’animo e sono state messe a disposizione dei detenuti, che avevano la possibilità di selezionare ed ascoltare i brani più in sintonia con la propria condizione emotiva. L’iniziativa – realizzata con il contributo della psicologa Francesca Viacava e di Fabio Ceravolo, docente dell’università di Pavia – ha ottenuto un elevato indice di gradimento e, a detta degli stessi soggetti coinvolti, li ha aiutati a raggiungere una condizione di maggiore consapevolezza delle proprie emozioni, a volte facendo loro acquisire, sia pure nello spazio limitato dell’ascolto, equilibrio e serenità interiore: «quando entro a “CO2” – ha dichiarato un detenuto – divento una persona».

 

Dall’esperienza maturata attraverso “CO2” è nata l’idea di estendere un approccio analogo anche agli studenti che, a partire dal prossimo anno accademico, frequenteranno i corsi del CPM. Si proporrà agli allievi un modo di vivere l’esperienza musicale in maniera piena e coinvolgente, unendo competenze tecniche, consapevolezza emotiva e capacità interpretativa. I nuovi iscritti verranno invitati, come è avvenuto per i fruitori del progetto nelle carceri, a percepire il proprio stato d’animo e ad imparare a definirlo tramite l’ascolto di brani. A loro disposizione ci saranno audioteche di musica strumentale di generi e stili diversi, organizzate in 9 “famiglie emotive” per una pratica di ascolto consapevole della relazione tra suono ed emozioni. Questo aiuterà, nel tempo, i futuri musicisti a fare un lavoro di ricerca interiore profonda e ad acquisire un “vocabolario di suoni” per arricchire la musica da loro composta o interpretata.

 

A disposizione degli studenti ci saranno inoltre strumenti didattici all’avanguardia: supporti per lo studio della lettura musicale, metodologie ludiche per affrontare lo studio di teoria e armonia, app per migliorare l’intonazione dei cantanti e lo sviluppo della loro musicalità, test per identificare la propria identità emotiva in relazione al rapporto individuale con la musica. Questo test potrebbe essere uno strumento utile anche a persone in contesti difficili o ragazzi con deficit di attenzione per esplorare un passaggio precognitivo che faccia capire perché si hanno determinate reazioni. La formazione musicale ed emotiva potrebbe così diventare uno strumento che aiuti i genitori di figli adolescenti a capire meglio i loro bisogni.

 

Per Franco Mussida la musica è il più evoluto tra i codici per la comunicazione delle emozioni; è una lingua universale che mette in relazione la sfera razionale con quella affettiva e uno straordinario strumento per l’educazione emotiva. Con la Formazione Musicale Integrale il CPM offrirà agli studenti che vogliono fare della musica la loro vita un importante contributo, attraverso gli innovativi approcci che saranno implementati a partire dal prossimo ottobre.

 

“sento Dunque Suono”: Al Cpm La Formazione Musicale Parte Dalla Consapevolezza Emotiva