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Mancava solo la Targa Tenco per
il Miglior disco dell’anno per dare ai Baustelle
la palma di trionfatori del 2008. E’ arrivata, insieme alle ottime vendite di Amen, ad un tour a dir poco riuscito
che li ha portati a suonare anche in Germania e ad una popolarità sempre più
crescente, a partire dal pubblico giovanile. E proprio agli adolescenti è
dedicato il primo singolo tratto dal disco, Charlie
fa surf
, una critica piuttosto diretta («cattiva» la definisce il leader
Francesco Bianconi, l’unico dei tre componenti del gruppo a parlare in
conferenza stampa) al conformismo di massa dei giovani, che proprio quella
fascia di pubblico paradossalmente ha portato al successo: «Il successo di Charlie fa surf tra gli adolescenti mi
ha stupito, ma dall’altro lato ne sono anche felice, perché spero che tra i
tanti giovani che ai nostri concerti vengono a cantare sotto il palco quel
brano qualcuno colga l’aspetto di critica che c’è nel testo e possa riflettervi
sopra». All’Ariston questa sera si presenteranno in una veste che loro
definiscono “da camera”, ovvero senza sezione ritmica ma con l’accompagnamento
di un quartetto d’archi: «E’ una formazione che stiamo portando in giro negli
ultimi tempi e di cui siamo molto innamorati», dice ancora Bianconi, «Dopo il “rumore”
del tour, dove gli arrangiamenti erano meno barocchi di quelli del disco ma
comunque molto elettrici, avevamo bisogno di un po’ di silenzio». E a chi li
considera come il gruppo di punta della “nuova musica italiana”, sottendendo
anche una certa giovinezza anagrafica e musicale, il cantante del gruppo
toscano risponde citando la propria carta d’identità: «Sono nato nel 1973,
quindi non sono così tanto giovane. Anzi, mi considero un uomo di mezza età».
Il pubblico ride divertito, che lui scherzi o meno non è dato sapere, certo è
che i Baustelle nascono nella seconda metà degli anni novanta ed esordiscono su
disco otto anni fa, cosa che se da un lato non li rende sicuramente un gruppo
storico, dall’altro non li fa essere neanche una formazione di primo pelo. Ma
per quanto riguarda la musica d’autore quali sono gli ascolti del gruppo e in
particolare del suo leader? Enrico De Angelis, che conduce la conferenza,
ricorda un bell’intervento di Bianconi sul libro “Il mio posto nel mondo”
dedicato a Tenco e il cantante conferma: «Tenco è uno dei miei cantautori
preferiti. Ricordo bene la prima volta che lo sentii in tv e chiesi a mio padre
chi fosse quell’uomo che cantava parole così diverse dalle solite canzoni che
si sentivano e lui mi disse che prima di tutto dovevo sapere che quell’uomo era
un poeta. Da lì cominciai a scoprirlo». Ma più ancora che per Tenco, l’amore di
Bianconi va a Piero Ciampi: «E’ il cantautore che più apprezzo, ha scritto
parole bellissime e le ha cantate con una voce sgarbata, oserei dire violenta.
Sono un fan assoluto anche di Gianni Marchetti e delle musiche così
cinematografiche e leggermente jazzate che scrisse per Ciampi, che è stato una
vera e propria anomalia nel panorama musicale italiano». Tenco, Ciampi, ma
stasera l’omaggio dei Baustelle andrà a Giorgio Gaber, del quale proporranno una
rilettura del brano Dopo l’amore.   (Luca Barachetti)