Ancora una notte insieme, nei negozi da venerdì scorso 8 maggio, è
l’album con cui i Pooh si congedano
dal loro storico batterista Stefano
D’Orazio che dopo trentotto anni ha deciso di lasciare la band. L’album non
è una semplice raccolta bensì una rilettura di tutti i brani che il gruppo ha cantato
a quattro voci nel corso della sua vita artistica in comune, più un omonimo brano
inedito che sancisce questa dolorosa ma serena separazione. Al momento i tre
superstiti assicurano di non aver preso alcuna decisione sul loro futuro
musicale e, per bocca di Roby Facchinetti, commentano così la fuoriuscita di D’Orazio:
«Stiamo vivendo una cosa assolutamente inedita, questo periodo è molto strano
non capiamo se sia sogno o realtà. Non avevamo mai immaginato che andasse così,
abbiamo sempre pensato che la nostra fine sarebbe stata condivisa e non per
scelta di uno di noi. Una vita, quarant’anni lo sono, come questa ti prende
molte energie. Due anni fa circa Stefano ci raccontò di questo suo desiderio e
nel tempo ci siamo accorti della serietà
della cosa, abbiamo quindi pensato di accompagnarlo con questo disco e con il
tour verso la fine della sua avventura con noi».
Il tour partirà il diciotto luglio dalla Reggia di Caserta, attraversando poi
l’Italia durante l’estate per terminare a Milano il ventotto settembre. Sulle
voci riguardanti dissidi interni al gruppo Dodi Battaglia commenta: «I Pooh
stanno affrontando questa scelta di vita di Stefano in maniera rilassata e
diversa dalle brutte cose che ci capita di leggere sui giornali quando i gruppi
si sciolgono magari per una donna o per soldi. E’una maniera molto nostra di interpretare
questa cosa alla Amici per sempre,
questo titolo è ancora oggi molto calzante. Non c’è nessuno stress tra di noi,
non c’è nessuna liquidazione milionaria. Siamo curiosi di vedere che effetto
farà al pubblico ma soprattutto a noi vivere questo tour sapendo che sarà
l’ultimo che faremo tutti e quattro insieme». E come vivrà invece D’Orazio questo lungo
addio? «Sapendo che non vivrai più certe emozioni immagini già che ti
mancheranno, sicuramente ci sarà un’atmosfera diversa. Cercherò di osservare i
dettagli come ad esempio le facce della gente che non mi troverò più davanti.
Ora mi prenderò venti minuti o dieci anni sabbatici, al momento davvero non lo
so ma l’entusiasmo è venuto a mancare e da parte mia sarebbe stato disonesto
continuare. I Pooh hanno portato avanti tutta la loro carriera avendo come
valore l’onestà ed ho voluto continuare
ad agire così». (Claudia Piras)
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