“Che tracce lasceremo se ci vengono a cercare?”
Otto anni di distanza, riempiti da progetti e lavoro, otto canzoni nel nono disco, un millennio da raccontare: questo è 302, l’ultima opera della cantautrice bolognese Angela Baraldi, che, per festeggiare i sessant’anni, ha deciso di pubblicare l’esito delle proprie ricerche, che si potrebbero definire filosofico – musicali, tanta è la profondità con cui vengono trattate le tematiche presentate. È stato determinante, in questo, l’apporto di Francesco De Gregori, di cui ha aperto i concerti la scorsa estate, e che, dopo aver ascoltato i brani, le ha proposto di incidere per la Caravan, la sua etichetta. Baraldi ha trovato così una nuova casa, in cui si sente a proprio agio, libera di scegliere le tinte con cui vestire le canzoni, due delle quali composte interamente da lei.

Tra le otto gemme che compongono il disco, non è possibile sceglierne una in particolare, anche perché il filo conduttore, pur non costituendo un concept album, le lega in modo molto stretto. Dall’omaggio sottotraccia a Lucio Dalla in Cosmonauti, a una Preghiera della sera che sfiora il baratro senza cadervi, alla riflessione esistenziale, densa di citazioni, in Bellezza dov’è, tutti i brani sono racchiusi all’interno di uno scrigno, suggellato da due canzoni che segnano il percorso. La profonda, impegnativa 3021 in apertura, e la disinvolta, scanzonata Saturno, che chiude il disco, esprimono un desiderio di guardare in alto, di farsi prendere dalla distanza siderale, evocata dall’immagine del millennio che intercorre tra noi e il titolo, senza dimenticare la realtà che stiamo vivendo. L’aspetto contemporaneo è incarnato dai suoni, che riflettono l’identità di una cantautrice coerente, profonda, che ha dentro sé un’importante esperienza, artistica e umana, e in questo progetto un ruolo importante è svolto da Federico Fantuz, le cui chitarre donano una dimensione spaziale aperta a ogni viaggio nel tempo (ascoltare Corvi, o La vestizione, per capirlo) e dalla programmazione di Ale Sportelli, anche basso in Saturno, che dà un tocco anni Settanta molto accentuato e perfettamente in linea con la frantumazione delle usuali barriere spazio-temporali, che costituisce il nucleo del disco. Perché la storia di un’artista come Baraldi non può che essere colta in modo inusuale, e perché questa storia ci coinvolge, tutti, la dimensione ideale per continuare il percorso è il live. Noi siamo pronti per viaggiare con lei verso il prossimo millennio.

Angela Baraldi
Serraglio Edizioni Musicali / Caravan
01. 3021
02. Cosmonauti
03. Bellezza dov’è
04. La preghiera della sera
05. Cuore elettrico
06. Corvi
07. La vestizione
08. Saturno
Angela Baraldi, Federico Fantuz e Ale Sportelli
Angela Baraldi: voce, cori, piano (in 3021 e La vestizione), synth (in Corvi) e archi synth (in Saturno) - Federico Fantuz: chitarre, basso, basso synth (in La preghiera della sera), piano (in Cuore elettrico), organo (in Bellezza dov’è), batteria (in La vestizione), clavinet (in Cuore elettrico) e cori (in Cosmonauti) - Daniele Buffoni: batteria - Ale Sportelli: programmazione (in La preghiera della sera, Cuore elettrico e La vestizione) e basso synth (in Saturno) - Susanna La Polla De Giovanni Synth (in La preghiera della sera) - Giovanni Fruzzetti: piano (in Bellezza dov’è) e basso (in La preghiera della sera e Corvi) - Tim Trevor Briscoe: sax tenore (in Saturno) - Andrea Zucchi: sax baritono (in Saturno) - Daniele Buffoni: batteria
2025
25:00
