
Disco di platino in una settimana e miglior debutto di un album nell’era digitale. Basta questo per inquadrare il nome di Kid Yugi all’interno del mercato musicale italiano. Non sono i risultati di un semplice rapper, ma di un artista che ha riscritto le regole del gioco.
Kid Yugi, all’anagrafe Francesco Stasi, è il principale esponente della nuova scena rap italiana. Trova ispirazione in artisti come Salmo, Guè e soprattutto Noyz Narcos. Si distingue per un rap crudo, pesante e ricchissimo di citazioni, le quali diventeranno in breve tempo uno dei suoi marchi di fabbrica. A differenza degli atri rapper non si limita a raccontare con flow e barre, ma crea un vero e proprio immaginario. Ogni suo album ha un concept ben preciso, espresso e narrato attraverso una profonda conoscenza culturale, dovuta alla grande passione per la letteratura.

Con il primo album “The Globe” (2022) stupisce tutti portando in rima il teatro tra realtà e finzione. La sensazione è quella di sentirsi colpiti da una ventata d’aria fresca: mai un rapper era stato capace di unire un’attitudine street a un mondo umanistico così complesso. Con il secondo album “I nomi del diavolo” (2024) soddisfa le aspettative del pubblico e si conferma un campione di streaming. Ora ogni sua uscita è attesa ed il suo nome è sulla bocca di tutti.
AGEM (Anche gli Eroi Muoiono) è l’epilogo necessario al suo percorso. Kid Yugi, l’anti idolo, il nome del diavolo che ha conquistato l’Italia a suon di barre e citazioni, racconta la sua fine. Non è un caso che la copertina del disco mostri il rapper sdraiato in una bara.

Push it è il singolo in collaborazione con Anna, che ha fatto parlare di sé prima dell’uscita del disco. Il pezzo è una hit che ha da subito ottenuto un ottimo riscontro di numeri. D’altro canto, il pubblico non ha apprezzato questo abbinamento, percepito come non spontaneo e forzato. Molti accusano Kid Yugi di essere un venduto, che ha rinunciato al suo stile pur di raggiungere il maggior numero di persone possibile.
In effetti all’interno del disco ci sono tracce che possono accontentare chiunque. Pezzi come Berserker o La violenza necessaria restituiscono un Kid yugi crudo e grezzo su beat altrettanto duri e frenetici; i numerosi feat come Shiva, Simba La Rue e Artie 5ive, per citarne alcuni, servono a mostrare un Kid Yugi classico, quello a cui ci siamo abituati. Invece, tracce come Amelie, Tristano e Isotta o Eroina con Tutti Fenomeni, ne mostrano un lato più vulnerabile e conscious, con sonorità vicine al pop; a un primo ascolto canzoni come queste disorientano l’ascoltatore.
Il progetto vive quindi di due anime che poche volte trovano conciliazione. Un caso è quello di Mostro, in collaborazione con Tony Boy. La traccia offre delle strofe rap accompagnate da una base leggera con un ritornello melodico: “Anche oggi mi inginocchierò a ‘sto mondo, Ti prego non rendermi un mostro”. È una delle parti più significative del progetto, dove è possibile intravedere il concept del disco: Kid Yugi non è l’eroe che molti si aspettano.

Con la parola “eroe” che troviamo nel titolo, si intende un personaggio disposto a sacrificarsi pur di salvare delle vite o far valere un particolare ideale. Ecco, Kid Yugi è l’esatto opposto, e non aspira ad essere il paladino di nessuno. L’intera scena rap continua a cambiare genere rinnegando quello precedente, e dando quindi l’idea di non essere mai stata davvero legata al rap come il pubblico poteva credere. Allo stesso modo grandi esponenti di altri generi si avvicinano al rap quando vive un momento di popolarità. L’arte oggi più che mai è una merce di scambio, talvolta usa e getta. Nella maggior parte dei casi un artista è chiamato a sperimentare solo nel momento in cui deve emergere e farsi notare, ma per rimanere sulla cresta dell’onda gli viene chiesto di omologarsi ai trend e a tutti gli altri.
Ma cosa significa questo? Kid Yugi ha deciso di diventare più “commerciale”?
Per molti artisti la risposta sarebbe certamente un sì, ma il personaggio di Kid Yugi è ben diverso, e il suo percorso non può essere riassunto così semplicemente. La chiave di lettura dell’intera raccolta si trova nell’ultima traccia. Davide e Golia è infatti una canzone ricchissima di concetti e significati, che si intersecano tutti in un unico punto: “Io sono un filo d’erba che sfida una mietitrebbia”, “Un vampiro che di giorno passeggia”, “Un cane con la rabbia che chiede una carezza”.
In un mix di contrapposizioni brillanti Kid Yugi esprime la sua idea di artista: colui che sfida le regole e l’industria per far valere la propria arte, anche a costo di vederla morire. Se così fosse però, non ci sarebbe una spiegazione a tutte quelle tracce del disco che strizzano l’occhio al mainstream italiano. E infatti il pezzo in questione ha un’altra chiave di lettura, meno eroica e speranzosa: “Ogni mia parte deve essere perfetta, Ora che sono vendibile e chiunque vuole la sua fetta”. Kid Yugi, nonostante l’impatto della sua musica non può niente nei confronti di un sistema così radicato. Ed è proprio qui che risiede la grandezza dell’artista di Massafra. Quella che molti chiamerebbero ipocrisia, Kid Yugi la trasforma in lucida consapevolezza.

Non racconta come abbia sentito la necessità di una svolta nella sua carriera che lo portasse ad abbracciare nuovi generi, non si giustifica da solo. Il cambiamento fa parte del percorso, e molti cantanti lo abbracciano completamente, alcuni in modo onesto, e altri meno. Anche il rapper pugliese lo fa, ma in maniera del tutto diversa: Kid Yugi è sincero e schietto con il suo pubblico. Non vuole vendere una facciata ma solo la verità delle cose, che in questo caso coincide proprio con la consapevolezza già citata. E infatti, ogni traccia che si allontana dal mondo del rap purista pieno di punchline, nel disco trova il proprio spazio, ogni rima trasuda dell’immaginario di Kid Yugi e trasmette autenticità. Per esempio, Per te che lotto è dedicata alla sorella e Per il sangue versato è un inno a tutti i ragazzi di strada in difficoltà, come un tempo lo era lui.
Quello che Kid Yugi racconta l’ha vissuto, che sia trasposto in chiave rap oppure no non ha importanza. Sia i pezzi più crudi, sia quelli più leggeri sono di altissima qualità, e la narrazione rimane il suo punto forte. Kid Yugi grida al mondo che non si sposta, che la sua penna è infuocata e che di cose da dire ne ha tante. Il rapper vuole lanciare un messaggio, il suo nome è ancora sulla grande mappa del rap game, ma sicuramente con questo disco ha ampliato gli orizzonti. AGEM non è il progetto perfetto e paradossalmente non è per tutti. Stiamo parlando di un album in cui Kid Yugi dà il meglio di sé in un’altra forma meno impulsiva, ma certamente più lucida e matura.
(foto tratte dai canali social ufficiali degli artisti)

Kid Yugi
Universal Music Italy
01. L’ultimo a cadere
02. La violenza necessaria - Shiva
03. Eroina - Tutti Fenomeni
04. Jolly
05. Mostro - Tony Boy
06. Berserker
07. Push It - ANNA
08. Amelie
09. Gilgamesh
10. Chuck Norris - Papa V, RRARI DAL TACCO, Nerissima Serpe
11. Tristano e Isotta
12. Mu’Ammar Gheddafi - Simba La Rue
13. Bullet Ballet - Artie 5ive
14. Per il sangue versato
15. Per te che lotto
16. Davide e Golia
2026
48:05
