Attenti a quei due, Georges Brassens
e Alberto Patrucco. Le due anime
ironicamente sottili dello chansonnier francese e dell’attore comico milanese
si uniscono in un binomio tanto azzeccato quanto travolgente nel disco “Chi non
la pensa come noi”, composto da dodici canzoni tradotte dallo stesso Patrucco insieme
a Sergio Secondiano Sacchi. Un progetto versato anche sul palcoscenico e che ha
aperto la quinta rassegna Roma di
Amilcare, organizzata dal Club Tenco e dal The Place. Uno spettacolo di
puro teatro canzone in cui parole e
musica fanno riflettere, divertire (di testa) ed emozionare. Si ride amaro, per
dirla in breve. Politica, società, costume, vizi e virtù del nostro Paese, sono
i temi proposti da Patrucco con quell’ironia che lo contraddistingue e lo rende
uno dei cabarettisti più significativi del momento. Da attore che canta, si
serve della forma “canzone” per esprimere il suo mondo intellettuale, il suo
punto di vista su ciò che ci circonda, dalla televisione agli pseudo-personaggi
che ormai popolano la quotidianità di tutti. La satira acuta e raffinata
dell’attore si lega alle canzoni di Brassens in forma speculare, creando un
plot che cattura dall’inizio alla fine. Tra i brani proposti Chi non la pensa come noi (“Ceux qui ne
pensent pas comme nous” – 1982), I rampanti (“Les croquants” – 1956) e Stanze per uno svaligiatore (“Stances à un cambrioleur” – 1972), interpretate
con intelligenza e con inconfondibile stile. Ottimo inizio per la rassegna romana
dedicata ad Amilcare Rambaldi, storico fondatore del Club Tenco.
Alberto Patrucco
The Place, Roma
03/02/2009
