Musica e letteratura si intrecciano, danzano, si allontanano ma non troppo a lungo. Musica e letteratura si abbracciano, si comprendono, a volte si compenetrano. Pierluigi Lucadei – giornalista e scrittore – prova ad evidenziare questo rapporto complesso e curioso con Ascolti d’autore. La narrativa contemporanea e la musica. Interviste a venticinque scrittori. Le interviste ad autori italiani e stranieri sono edite e inedite e frutto dell’omonima e fortunata rubrica nata nel 2012 su Suono. Il compito è arduo e intimo, svelare la discoteca di un individuo e immaginare le eventuali connessioni nella produzione letteraria o sulla vita stessa dell’autore.
La musica e la narrativa, due arti figlie della stessa madre, non trovano corrispondenze meccaniche, ma sfumano l’una con l’altra: Joyce, Goethe, Proust, Kerouac, Cortàzar e Kundera sono solo alcuni nomi che avvertono la presenza della musica come imprescindibile per la loro vita e determinante per la produzione letteraria. Non manca nemmeno il nostro Italo Calvino che nel 1982 si proietta nel tempo come compositore: “Ho sempre pensato che a un certo punto mi sarei dedicato più alla musica, soprattutto alla musica sinfonica e da camera, lasciando l’opera come piacere”.
Niccolò Ammaniti, Giuseppe Culicchia, Paul Harding, Hanaif Kureishi, Piersandro Pallavicini, Veronica Raimo, Dana Spiotta e tanti altri rappresentano un campione ben nutrito su cui dividersi tra Beatles e Rolling Stones, progressive, rock, jazz, classica o country.
Come e quando nutrirsi di note? Si scrive in silenzio o senza musica? Quanto e come grazie agli ascolti i personaggi prendono vita? Ecco che Lucadei confeziona una piccola fotografia di stili e modi differenti d’arte e lavoro, con domande acute e serene.
“La musica può arrivare dove la letteratura non arriva? ” – chiede Lucadei – e David Leavitt risponde che: “La musica può raggiungere luoghi dell’anima che si trovano oltre le parole. ”
Proprio lo scrittore statunitense esprime un sentimento che accomuna un po’ tutti, la musica esprime ciò che non si può esprimere a parole, che sia musica classica oppure rock. Per dirla con le parole di Nicola Lagioia che ha curato la postfazione, oltre ad essere uno dei venticinque intervistati: "A parte la musica, non c’è altra arte che uno scrittore riconosca superiore alla propria".
Non è il caso di affermare se è più importante, bello, colto o elegante ascoltare i Led Zeppelin invece di Mozart, qui nessuno può permetterselo, perché ognuno di noi tra le note di una canzone – bella o brutta che sia – ha la sua madeleinette, il suo ricordo, il sapore di un’emozione che solo quel brano è capace di evocare. Ancora Marcel Proust ci viene incontro: "La musica è stata una delle grandi passioni della mia vita… Essa m’ha portato gioie e certezze ineffabili, e mi ha dato la prova che qualcos’altro esiste oltre il nulla, contro il quale sono andato a sbattere dovunque. Essa corre come un filo conduttore attraverso il labirinto di tutta la mia vita".
Ascolti d’autore è un libro agevole, la formula domanda-risposta è vincente e avvincente, e poi è un piacere rimirarsi l’espressione di Jack Kerouac in copertina, tutto intento ad ascoltarsi in radio nella foto di John Cohen.
Pierluigi Lucadei
Galaad Edizioni
2014
175
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