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Paolo Farina è senza dubbio un musicista eclettico, dotato da una visione della musica che non si ferma al classico cantautorato ma, nel tempo, ha saputo soffermarsi su vari ambiti della musica e con buoni risultati artistici. Farina, è bene dirlo, è uno di quegli inguaribili sognatori che si è fatto da solo e, ancora oggi, imperterrito, pubblica album senza avere il supporto di una casa discografica ma di tanti e valenti amici musicisti certamente sì.

 

L’artista pugliese ha attraversato vari mondi, come la sua discografia racconta (dalla musica del sud Italia al prog, dal cantautorato al blues) e dopo “Dieci pezzi facili”, un bel lavoro del 2023, si è ora cimentato in Ballate avanzate. Un titolo emblematico che l’autore declina in due modi: avanzate perché non incise in altri album (la canzone più datata è del 2005) ed avanzate perché prefiguravano situazioni future.

 

 

E Posa le armi, brano d’apertura dell’album, è una di quelle che osservavano il futuro dove, con chitarra e voce, viene sviluppata una canzone intimamente pacifista in cui forte è l’attenzione alla necessità di trovare modalità di convivenza pacifica, dove ciascuno deve e può rendersi consapevole a ricordare che, come sollecitava Papa Francesco, siamo ‘Fratelli, tutti’. Una canzone semplice, in classico stile pacifista anni ’60, ma incisiva. Le donne del futuro è un bozzetto in cui si delinea la figura femminile con difficoltà ad essere sé stesse in una società che di attenzione a questa dimensione del mondo ne pone poca e che, come la dura realtà ci insegna ogni giorno, l’attenzione è data ai nuovi necrologi. Il canto è quasi raccontato mentre il suono delle tastiere (è Lele Battista a metterci le sue preziose mani) dipinge un quadro sonoro delicato ed accattivante. Domani mi riprendo il mondo possiede un’atmosfera “da figli delle stelle” molto soft e da fine anni ’70, che crea un mood delizioso e fluente che accompagna liriche che danno il senso del desiderio di cambiare vita. Anelito spesso rincorso da ciascuno di noi, con risultati non sempre adeguati. Intrigante il finale con i passaggi al vibrafono a fare da collante tra le note.

 

Sono malato è un brano dall’atmosfera battistiana con un suono ritmato e il testo che parla di un malato immaginario (o semplicemente un furbacchione…) che non riesce a decidere sul da farsi della giornata anche se, alla fine, la scelta appare in versione presumibilmente onirica. Un brano ricco di delicati tocchi di pennelli sonori con il sax soprano di Vito D’Elia e la fisarmonica di Nicola Gallo a dare un tocco di classe all’impianto sonoro della parte finale del brano. Verso sud si accende con la voce di Mirella Mastronardi e si inerpica su un sentiero emotivo nel racconto del cammino che viene declamato nelle liriche, dove queste riescono a rendere l’idea di un luogo come l’Africa, con tutte le sue contraddizioni, come il rapporto caldo/freddo evocato dal testo. A vei d’cos (La via di casa) è il ritorno al dialetto pugliese per Farina (con una voce alla Edoardo Bennato prima maniera) con un filo di fisarmonica e il violino di Donato Pugliese a fare da supporto al canto. Percussioni a dare il tempo e la voce a raccontare che dalla casa d’origine si parte (per necessità) e si ritorna (per amore delle radici). Delicato brano della memoria e del tempo che scorre…rimanendo fermo ad aspettare. La lettera di Samir è un racconto pieno di dolore di un uomo in fuga dalla miseria e dalle guerre. Un brano colmo di speranze che racconta il desiderio del protagonista di arrivare nel nostro Paese per poi portarvi la sua amata. Il testo è quello di una lettera reale e, come racconta la voce di una speaker (Maya Erika), è stata trovata al collo di Samir, mai spedita. Perché Samir, nel viaggio, è deceduto. La fisarmonica di Armando Illario ben racconta con le note il dolore di questa tragedia. Nel 2018 questa canzone vinse il primo premio al concorso ‘Diversamente Uguali’ (sezione Canzone d’Autore) dell’associazione torinese Il Cielo Capovolto.

 

Foto di ‘qualche’ decennio fa…

 

Passata la metà dell’album incontriamo L’eredità, un cameo a carattere famigliare in cui si racconta di uno zio Nicola, sconosciuto all’autore, ma che nell’economia famigliare, dalle parole del fratello (e padre del narratore) citato nella canzone, doveva essere stata una persona importante. Nella visione di questo zio sconosciuto emerge la differenza tra due fratelli. Facce opposte della stessa medaglia “che non si sono mai incontrate, né guardate”. Dolcissimo il violino suonato da Feyzi Brera. Neve candida è un brano breve, voce e chitarra che scorrono veloci evocando quella neve che si attendeva da bambini e che non vediamo più. Fascista (testo di Carlo Francavilla) è un duro j’accuse nei confronti di chi si ritrova a comportarsi in maniera autoritaria e, infine, come un fascista. Da sottolineare il bel ritmo della chitarra di Mimmo De Carlo. Si presenta, invece, a ritmo di raggae Sto bene con te che vede ancora la presenza della voce di Mirella Mastronardi e la chitarra elettrica di Max Liotti in grande spolvero. Un brano molto insinuante, ottimo per una serata in salsa latina. Chiude l’album Turista un brano strumentale molto cinematografico, che rende l’idea di luoghi lontani dove, magari, si potrebbe andare in vacanza. Leggero, frizzante, insinuante e colorato.

 

Che altro aggiungere? Che dalla lista dei musicisti che hanno suonato in questi brani si può presumere che Paolo Farina ha molti estimatori e che nel suo incedere, spesso sognante ci sono, da sempre, buone idee e capacità artistiche. Poi, il raggiungimento dei desideri è scritto dagli Dei e noi nulla possiamo contro il Fato…

 

Artista:
Paolo Farina
Etichetta:
Radici Music Records
Elenco Tracce:
01. Posa le armi
02. Le donne del futuro
03. Domani mi riprendo il mondo
04. Sono malato
05. Verso sud
06. A vei d’cos
07. La lettera di Samir
08. L’eredità
09. Neve candida (versione acustica)
10. Fascista
11. Sto bene con te
12. Turista (versione strumentale)
Produzione Artistica:
Paolo Farina (e altri)
Musicisti:
Testi e musica: Paolo Farina (tranne #1) con testo di Vincenzo Aversa e Paolo Farina e (10) con testo di Carlo Francavilla. Paolo Farina: chitarra acustica (in 3), voce (in tutti i brani con aggiunta di Mirella Mastronardi in 5 e 11); Mirella Mastronardi: voce, coro (in 11), voce e parlato in dialetto pugliese (in 5); Lele Battista: coro (in 1,2,3,9), tastiere (in 2,3,7), basso elettrico (7), pianoforte (12), arrangiamenti (2 e 3); Guido Guglielminetti: basso elettrico, tastiere, chitarra acustica ed elettrica, arrangiamenti (in 4 e 8); Mimmo De Carlo: chitarra acustica (in 1,6,10), coro (in 6, 10), arrangiamenti (in 1,6,10); Giuseppe Fiori: basso elettrico, tastiere, chitarra elettrica (in 12) e acustica (in 9), arrangiamenti(in 9 e 12); Massimo Germini: chitarra acustica, arrangiamenti (in 7); Pino Laudadio: tastiere e arrangiamenti (in 5); Antonio Valente: vibrafono (in 3) e percussioni (in 3,6,10); Massimo Bonuccelli: contrabbasso (in 6 e 10) e basso elettrico (in 11); Feyzi Brera: archi (in 8 e 12); Antonio Neglia: chitarra elettrica (in 11) e acustica (in 5); Giancarlo Parisi: flauto dolce basso, ottavino (in 5); Max Lotti: chitarra elettrica, tastiere (in 11); Armando Illario: fisarmonica, coro (in 7); Vito D’Elia: sax soprano (in 4); Roberto Fietta: batteria (in 11); Donato Pugliese: violino (in 6); Francesco Plantone: fisarmonica (in 6); Alessandro Tarolo: flauti (in 7); Antonio Manzo: percussioni (in 7); Nicola Gallo: fisarmonica (in 4); Marina De Pizzol: coro (in 11); Maya Erika: speaker (in 7)
Anno di Uscita:
2025
Durata:
46:05