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Canzoni contro “il logorio della vita moderna” (come recitava un Carosello d’altri tempi), l’indifferenza, l’omologazione; canzoni per aprire gli occhi su ciò che ci passa accanto, per prendere posizione nei confronti delle contraddizioni del presente, per non dimenticare le tragedie del nostro recente passato. In una parola, canzoni “resistenti”. Andreacarlo sceglie dunque per il proprio full-length d’esordio un titolo impegnativo che è anche una dichiarazione di intenti.

 

Canzoni Resistenti

Nove tracce che scelgono il pop-rock come forma espressiva vanno così ad indagare la contemporaneità e i suoi aspetti più problematici, ma anche figure emblematiche come quella di Pier Paolo Pasolini e drammatici episodi come la strage di Piazza Fontana o la morte di Carlo Giuliani durante gli scontri del G8 di Genova. Fa parte della cifra stilistica del cantautore milanese il gusto per la citazione e dunque richiami a canzoni celebri, ma anche riferimenti alla cinematografia, compaiono qua e là nei testi. Si va da Jannacci (“si potrebbe andare tutti quanti in piazza Fontana”) a Fiordaliso (“non voglio mica due lune”) e a Bennato (“dalla finestra una madre chiama”), ma si coglie anche un’eco di Pensiero stupendo nell’incipit di Due Lune. Tali elementi, anche se a tratti possono apparire un po’ forzati, sono un esempio di come l’artista abbia i propri riferimenti in un panorama musicale trasversale che spazia dal cantautorato “storico” alle nuove tendenze.

 

L’opener La canzone precedente rievoca l’epoca ante-social, in cui le relazioni umane erano più autentiche e non si trascorreva il tempo mettendo “like”, “scrollando” sequenze di immagini e osservando a distanza le vite altrui o meglio, la parvenza di vita che le foto su Instagram o Facebook vogliono mostrare. Segue Oggi no, brano che, in versione acustica, era già stato inserito nel disco “17 fili rossi + 1 – Ricordando Piazza Fontana”, arrivato secondo alle Targhe Tenco 2024 nella categoria “Miglior album a progetto”. Nella canzone viene assunto il punto di vista di una persona che, pur non avendo vissuto per motivi anagrafici il periodo in cui ebbe luogo l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura del 12 dicembre 1969, si ritrova nel centro di Milano nel periodo natalizio e non può fare a meno di essere presa da malinconia e sconcerto ripensando a quel tragico evento. PPP, il cui testo è firmato da Claudio Ravasi, rievoca l’assassinio di uno degli intellettuali più significativi e “scomodi” del Novecento perpetrato, in apparenza, da un “bastardo senza gloria” ma in realtà avvolto nel mistero. C’era un ragazzo dipinge poi, con toni delicati, l’ultima giornata di Carlo Giuliani, rappresentato come un giovane come tanti, con la sua quotidianità fatta di affetti familiari e passione per il calcio, la cui esistenza viene stroncata quasi per caso, dato che (come Andrecarlo non manca di sottolineare quando presenta il brano dal vivo), prima di essere ucciso da un proiettile in Piazza Alimonda il 20 luglio 2001, Carlo era indeciso se recarsi alla manifestazione o andare al mare, tanto da indossare un costume da bagno sotto la tuta.

 


L’attenzione si sposta verso l’attualità in Ghost Rider, dedicata a tutti i lavoratori impegnati nelle consegne in bicicletta, di frequente vittime di incidenti sulla strada, mentre alla violenza di genere fa riferimento Due lune, cantata in duetto con R. E. D., che tratteggia le storie spesso invisibili di abusi domestici e allude ai delitti eclatanti che salgono alla ribalta della cronaca, ma anche ai desideri di tante donne che vorrebbero uscire dalla spirale di una relazione tossica o da una condizione di dignità negata. Come lo stesso cantautore ha spiegato, la canzone è stata scritta successivamente al femminicidio di Giulia Cecchettin e le “due lune” rappresentano i due volti di coloro che dietro un’apparenza di partner premurosi si rivelano, in realtà, individui persecutori e brutali, ma anche la mancanza di assunzione di responsabilità da parte di chi non vuole ammettere che per risolvere queste problematiche sarebbe necessario un radicale cambiamento nella mentalità corrente.

La sequenza si chiude con Padre nostro, ideale invocazione ad un’entità superiore che sembra ostentare “divina Indifferenza” e alla quale l’io lirico implora salvezza “dalla stupidità, dall’ingenuità, dalle vanterie, dalla malvagità, dalla mancanza di pazienza, dalla tracotante ignoranza”. Il brano racchiude il messaggio di tutto l’album, vale a dire che di fronte ai drammi che affliggono la società è necessario “restare umani”, coltivando i valori della solidarietà, della condivisione, della memoria storica, “perché la Storia è la memoria che si difende”, come afferma il musicista in un verso di Oggi no già divenuto uno slogan riprodotto sulle magliette realizzate a sostegno della campagna di crowdfunding che ha contribuito alla realizzazione del disco.

 

A livello di sonorità, il disco risulta piuttosto eterogeneo, spaziando dal cantautorato “classico” con qualche spruzzata di rock alle ultime tendenze del pop contemporaneo. In alcuni episodi arrangiamenti più essenziali avrebbero forse conferito maggiore efficacia ai diversi brani, facendo risaltare maggiormente il contenuto “impegnato” dei testi o alcuni passaggi più intimisti.  Resta il fatto che “Canzoni resistenti” sia un interessante disco di esordio, che coniuga la gradevolezza dell’ascolto ed il buon livello esecutivo – che vede la presenza di validi musicisti – con numerosi spunti di riflessione sull’attualità e sulla storia.

 

Canzoni Resistenti

Scatti per gentile concessione dell’artista

 

Artista:
Andreacarlo
Etichetta:
Latlantide
Elenco Tracce:
01. La canzone precedente
02. Oggi no
03.PPP
04. C’era un ragazzo
05. Ghost Rider
06. Ballando nel buio
07. Due lune
08. La scala immobile
09. Padre nostro
Musicisti:
Sami Zambon: chitarre elettriche, Francesco Bacigalupo: basso e percussioni, Alessandro Diegoli: batteria, Gianfranco D'Adda: percussioni in "Due Lune", Angelo Antoniani: tromba in "La canzone precedente", Vincenzo “Viki” Ferrara: batteria in "Ballando nel buio", Gianfranco Scala: chitarra dobro in "PPP", Andreacarlo: voce, chitarra acustica, chitarre elettriche in "PPP" e "Padre nostro", percussioni e computer. La voce in "Due lune" è di R.E.D.
Anno di Uscita:
2025