La cifra stilistica di Stona si misura in un ambiente che è quello della varietà attorno al perno centrale del ragionamento. Le sue liriche in Ci faremo bastare i ricordi sono lucidissime analisi dell’io o del mondo che lo circonda, quindi quanto di più lontano ci possa essere dall’indifferenza. Se i Baustelle cantano l’amore viscerale e intimista come unica soluzione contro un mondo ostile e crudele, Stona preferisce sottolineare quanto i nostri fastidi siano futili in confronto al disastro dilagante: «La storia è infinita come la vita / come le notti a Gaza o le bombe a Zaporižžja / tutto da rifare e tu che ti lamenti delle zanzare». La canzone in questione è Confucio, che come molte altre cerca una connessione con il mondo, metaforizzata nella tecnologia contemporanea proprio come connessione wi-fi, perché questo filo senza fili dev’essere in sintonia con la storia; anziché prevaricare l’altro, bisogna aspettare come Confucio.
La connessione con il mondo avviene anche nel microcosmo delle persone: poco prima dei versi riportati, Stona cita se stesso, col termine Uragani che viene ripetuto qui dopo che è stato caricato di senso nella canzone precedente. Gli uragani che possono provocare le farfalle col loro innocente battito d’ali vengono paragonati agli effetti a cascata che provocano le nostre azioni. Ci si riferisce in particolare ai rapporti di coppia, o ai micro-rapporti tra persone; ma ecco che quindi, come si vede in Confucio, il battito d’ali è diventato uragano, si è universalizzato, perché le nostre piccole azioni incoscienti diventano quelle dei grandi potenti che si muovono con la stessa incoscienza. È proprio per questo che subito viene dichiarata ad apertura del disco La resistenza, che non è solo politica locale e storica, ma soprattutto fiducia nel fatto che un germoglio di speranza risieda nella lotta contro le storture del pianeta.
E se falliremo nella lotta? Allora ci faremo bastare i ricordi: in 7 kili di sale…che, ho fatto il calcolo, più o meno si assumono in 20 anni com’è detto nella canzone, ma solo se si mangia sano…il cantante racconta la rabbia della sconfitta di fronte alle avversità, ma allo stesso tempo ne amplifica ancora di più la portata rivoluzionaria grazie alla fiducia nei valori che ci sono stati tramandati. Questa canzone mette in scena una rabbia composta proprio grazie alla sua natura più rock. Non è però la cifra stilistica musicale predominante nell’album, che presenta una varietà davvero invidiabile per i tempi in cui viviamo. Si rinuncia (e per fortuna direi) a un marchio di sound prestampato da riproporre ogni volta, anzi si cerca di adattare il contenuto delle canzoni il più possibile alla forma. Se a volte può risultare un po’ didascalico, come nella storia del mafioso pentito Asparinu in cui si sente l’accompagnamento di un campionato scacciapensieri, risulta invece subliminale ed efficace in un brano come Puntine, dove i suoni elettronici quasi anni ’80 servono a denotare i dolori pungenti della vita, sempre in una correlazione tra la solitudine d’amore e i più grandi dolori di persone con problemi fisici e psicologici più importanti e certificati. E quindi come si vede c’è sempre questo confronto tra un’interiorità fatta di piccoli problemi che deve resistere perché c’è altro di più importante fuori da combattere.
In chiusura vorrei sottolineare come la maggior parte dei testi, specie quelli ben fatti, è improntata a un versoliberismo che costringe il cantante a variare la melodia continuamente, e così si scosta da un facile pop ormai dilagante. La varietà dei metri, quasi alla Genesis, è ciò che rende l’album difficile al primo ascolto, quasi fastidioso per chi si aspetta ripetizioni della stessa parola in ottonari tronchi con rime identiche; ma contemporaneamente lo rende sempre più interessante ai nuovi ascolti, come se si scoprisse ogni volta la varietà ritmica che si intesse tra le trame dei discorsi, che si scostano in questo modo quanto più è possibile dalla banalità.

Stona
01. La resistenza
02. Uragani
03. Confucio
04. La pioggia che passa dal tetto
05. #underdog
06. Puntine
07. Le piccole cose
08. 7 kili di sale
09. #il pittore
10. Asparinu
11. Altaluna
Lorenzo Morra
2025
37:00
