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Non è semplice la recensione di questo album “dai minuti contati” (supera di poco i venti minuti di musica) sia perché i RadiodervishMichele Lobaccaro e Nabil Salameh – hanno scelto brani molto particolari per esprimere il loro afflato artistico attuale, sia perché i brani scelti sono pervasi da un potente climax sonoro con atmosfere mediterranee che lasciano il segno. Un climax in cui si inserisce in maniera perfetta l’ultimo brano, Giorni senza memoria, pubblicato anni fa in formato videoclip e che, come nella versione odierna, vedeva (e vede) la presenza delle chitarre elettriche di Massimo Zamboni (ex CCCP, ex CSI e tanto altro…). I Radiodervish, come sappiamo, sono un gruppo originale che da metà/fine anni ’90 ha perseguito una proposta artistica capace di coniugare suoni ed atmosfere mediterranee con testi impegnati rivolti alle tematiche più varie tra le quali, non secondaria la “questione palestinese”.

Proprio abbracciando questo tema l’apertura di Cuore meridiano non poteva essere più netta ma, anche, rischiosa. Perché cimentarsi con un monumento quale è Luglio, Agosto, Settembre (nero) è davvero un rischio avendo tutti nelle orecchie e nella memoria il canto ancestrale e potente di Demetrio Stratos e l’incipit chitarristico/synth di Paolo Tofani. Il risultato è sontuoso e l’inserimento di un coro di bambini è davvero una sorta di mistero che si svela trasformando la ‘violenza espressiva’ dell’originale in una sorta di delicato anelito universale di giustizia. Davvero una versione notevole che manifesta il grande sforzo interpretativo da parte dei Radiodervish di un brano che, pur con le sue cinquantuno primavere di vita, sa ancora trasmettere forza e passione, malinconia e desiderio di riscatto.

Le temps de vivre, è invece un brano di Georges Moustaki (al secolo Giuseppe Mustacchi), cantautore greco naturalizzato francese, che divenne famoso in Italia con la famosa Lo straniero il quale, nel corso della sua carriera, tra album in studio e dal vivo, pubblicò ventinove lavori di buona qualità. L’interpretazione di questo brano mostra la capacità dei Radiodervish di rendere completamente propri i brani altrui. La musica è avvolgente e cattura l’attenzione dell’ascoltatore in maniera inesorabile, conducendo verso sensazioni di dolce malinconia che la voce ammaliante di Nabil Salameh (pur nella differenziandosi molto da quella di Moustaki), evoca tempi lontani e colmi di sogni sfumati dallo scorrere dei giorni.

Cuore Meridiano
Cuore Meridiano

La figura di Franco Battiato, uno dei punti di riferimento artistico dei Radiodervish, si staglia netta nella versione de La stagione dell’amore con una gradevolissima atmosfera quasi uguale alla versione originale. Una versione “atto di fede” nei confronti di un originale e indimenticabile alfiere della musica italiana, della ricerca sonora, della spazialità delle melodie. Leggermente più ritmica dell’originale, questa versione si muove sui binari di un canone interpretativo sobrio e senza svolazzi inutili, connessa in maniera delicata e rispettosa con la versione originale trasferendo in chi ascolta la ‘venerazione’ artistica verso il musicista siciliano.

La melodia di Pourquoi cette pluie?, quarta traccia del disco, ci accompagna alle porte di un mondo velato dal mistero. La canzone, che fa parte della discografia di Idir, un cantautore di origine berbero algerine, attraverso un suono ritmico e, al contempo, malinconico e con testi ben strutturati, rievoca il dolore della guerra civile che ha insanguinato l’Algeria negli anni dal 1992 al 2002 portando con sé distruzioni e la morte di migliaia di vittime. Il canto di Nabil Salameh, anche per ragioni legate all’interpretazione in lingua arabo-berbera del testo, è una sorta di segnale deposto nel deserto delle guerre che insanguinano il mondo. Da sempre e, probabilmente, per sempre. Un brano profondo e ricco di atmosfere che attraggono l’attenzione dell’ascoltatore.

Il brano finale, Giorni senza memoria, è un atto d’accusa contro tutte le guerre, contro gli stermini delle popolazioni native americane, dei giapponesi colpiti dalle atomiche nell’agosto del 1945, sui genocidi che hanno attraversato la storia, sulla violenza che opprime il mondo come una maledizione. Al brano partecipa il già citato Massimo Zamboni, che dona gli accordi morbidi delle sue chitarre elettriche. È un finale volutamente triste e quasi senza speranza quello che saluta l’ascoltatore. È un racconto che porta il pensiero ai disastri delle guerre che hanno costellato la vita degli uomini e che tutt’ora sono parte importante, ma nefasta, del nostro quotidiano. Una follia che, come chiedono le parole del brano, necessita di qualcuno che risvegli l’umanità presente (o nascosta) in ciascuno di noi…

Un lavoro profondo e ricco di sfumature sonore affascinanti e ammalianti. Un lavoro da ascoltare più volte per accorgersi che ha il potere di ipnotizzare chi ascolta. Ci fossero stati altri cinque brani del livello proposto i Radiodervish avrebbero scritto una pagina importante nella discografia italiana. In ogni caso sono cinque riflessioni che vanno oltre il concetto di essere canzoni. Cinque tracce da ascoltare assolutamente.

Cuore Meridiano
Cuore Meridiano
Artista:
Radiodervish
Etichetta:
Cosmasola
Elenco Tracce:
01. Luglio, Agosto, Settembre (Nero)
02. Le temps de vivre
03. La stagione dell’amore
04. Pourquoi cette pluie?
05. Giorni senza memoria
Produzione Artistica:
Radiodervish
Musicisti:
Nabil Salameh: voce, back vocals; Michele Lobaccaro: chitarre acustiche, basso, synth, back vocals; Alessadro Pipino: pianoforte, tastiere, synth, vocoder, fisarmonica, melodica, flauto, kalimba, flute tubes, chitarra classica, chitarra elettrica, back vocals; Pippo “Ark” D’Ambrosio: batteria, percussioni; Andrea Senatore: synth, electronics; Adolfo La Volpe: chitarre elettriche; Massimo Zamboni: chitarre elettriche i Giorni senza memoria; Pentawhite: coro di voci bianche diretto dal Maestro Marco Giuliani in Luglio, Agosto, Settembre (Nero).
Anno di Uscita:
2024
Durata:
21:36