In occasione del Parma Poesia Festival e della Giornata della
Musica si è tenuto al Teatro Regio di Parma un concerto-omaggio al cantautore
livornese Piero Ciampi. Undici protagonisti
della canzone d’autore italiana si sono alternati sul palco con l’accompagnamento
dell’Orchestra del Regio di Parma per un tributo in grande stile, ottimo sia per
chi già conosceva Ciampi sia per chi ha approfittato dell’occasione per
scoprire una delle voci più interessanti del cantautorato di casa nostra degli
ultimi trent’anni. Realizzato con la
collaborazione del Club Tenco di Sanremo, il concerto è stato anticipato da una
conferenza pomeridiana presso il ridotto del teatro. Condotto da Alessandro
Albertini ed Enrico de Angelis, l’incontro serviva a tratteggiare la figura e
la poetica di Ciampi. Presenti in sala Ezio
Alovisi (autore del film “Adius”, ispirato a Ciampi, di cui è stato proiettato
un frammento alla fine della conferenza), Ugo
Marcheselli del Circolo Piero Ciampi di Senigallia, Nada, Sergio Secondiano
Sacchi del Club Tenco nonché gli stessi collaboratori di Ciampi Pino Pavone e Gianfranco Reverberi. Gremito il teatro per lo
spettacolo serale, che è iniziato con un montaggio di immagini e parole di
Ciampi, tratto da una trasmissione inedita degli archivi Rai, un incrocio fra
teatro e canzone d’autore. Con gli arrangiamenti e la direzione di Marco
Biscarini (a parte Niccolò Fabi che sarà diretto da Reverberi), gli ospiti
hanno interpretato alcune canzoni che l’artista scrisse tra il 1961 – anno
d’esordio col nome di Piero Litaliano – e la fine degli anni Settanta, con la
possibilità di scegliere se proporre due brani ciampiani o solo uno insieme ad
una canzone del proprio repertorio. Sul palco Morgan esordisce con la battuta «i tempi morti sono i migliori»,
ovviando a un piccolo problema tecnico. Poi riparte all’attacco e subito travolge
con L’amore è tutto qui e Il denaro. Pino Marino incanta subito dopo con le toccanti Sporca Estate e Tu no, che grazie ad un’ottima interpretazione riescono a reggere
il confronto con le versioni originali. Bobo Rondelli e Luca Faggella sono livornesi Doc e hanno dedicato parte della loro
carriera artistica a Ciampi. Rondelli con la canzone sul precariato artistico Il Merlo rappresenta al meglio l’anima
più sarcastica di Ciampi, con un cantato strascicato che coinvolge subito. Diversa
l’interpretazione di Faggella, molto intima, che conclude l’esibizione di Livorno con una passeggiata verso il
pubblico stralunata e commovente. A chiudere la prima parte dello spettacolo ci
sono Pino Pavone, grande amico e
collaboratore di Ciampi, che riprende Sobborghi
e dal suo repertorio la jazzata Maledetti
amici, e Samuele Bersani, il
quale dopo Qualcuno tornerà stupisce
il pubblico con la sua Giudizi Universali
accolta fin dalle note iniziali da un boato. Il
secondo tempo si apre con Niccolò Fabi
che subito commuove il pubblico con la doppietta formata da Fino all’ultimo minuto e la sua Costruire: quest’ultima, nonostante un’interpretazione
non proprio perfetta a causa di alcuni problemi di voce, risulta densa e
trascinante meritandosi gli applausi che riceve. I La Crus invece appaiono, tra gli artisti coinvolti, quelli più
vicini allo spirito di Ciampi e la loro versione de Il vino accompagnata dall’orchestra e da un improvvisato coro
formato da alcuni artisti è lì a dimostrarlo. D’altra parte il gruppo milanese
fu tra i primi ad inizio anni novanta a riscoprire il canzoniere ciampicano incidendo
proprio Il vino sul primo disco
pubblicato. Discorso che, pubblicazioni a parte, vale anche per Simone
Cristicchi: le sue due riletture (Autunno a Milano, Io e te Maria) suggeriscono
un’affinità con il cantautore livornese del tutto inaspettata, ma decisamente
feconda, che a fine serata risulterà tra le migliori. Anche le interpretazioni dei
due brani proposti da Nada sono
poesia pura, visto anche l’affetto che l’ha legata con il cantante livornese: Confiteor ed Eri proprio tu sono sentite come un omaggio da una figlia al
proprio padre e conquistano il pubblico che la omaggia con una giusta standing
ovation. Vinicio Capossela conclude con un bellissimo collage di frammenti
di testi ciampiani accompagnati solamente dal pianoforte intitolato Mi è sfuggito l’amore
e con la splendida Adius: il finale del brano, così disperato e irriverente, sembra
calzare a pennello addosso all’autore di “Canzoni a manovella” ed è la chiusura
perfetta di una serata ad alto gradiente emozionale, che è stata il momento
ideale per ricordare, e vivere, la poesia di un uomo troppo prematuramente
scomparso.
E continuo a cantare - Tributo a Piero Ciampi
Teatro Regio, Parma
21/06/2008
