C’era una volta, e c’è ancora, l’amicizia. Quella autentica, fondata su passioni comuni, maturata in giornate e nottate spese in chiacchiere, discorsi seri, bevute, mangiate e incroci di sentimenti. Per il valtromplino Charlie Cinelli e il monzese Lorenzo Monguzzi è successo proprio così, ed è stato naturale, a un certo punto della loro amicizia, pensare di tradurla in musica e parole, circondandosi di altri amici musicisti. I due percorsi paralleli stavolta si incontrano, diventando un pugno di canzoni che rispecchiano non solo gli interessi comuni, ma anche le specificità dei singoli artisti; ed è questa la cifra distintiva del progetto, a cura di Maremmano Records, da sempre attenta alla canzone d’autore, lontana da ogni (il)logica di profitto, che rischierebbe di snaturare l’autenticità di due personalità ben definite.
L’ironia stralunata e teatrale di Monguzzi, che conosciamo dal percorso pluridecennale coi Mercanti di Liquore, ma anche da quello parallelo con Marco Paolini, si intreccia con l’esperienza versatile, internazionale, eppure radicata nel suo territorio, di Cinelli, e il risultato è un disco dai toni, dalle lingue e dai temi poliedrici, una sorta di summa della loro visione dell’arte e della vita. I due ci invitano a una sorta di giro del loro mondo, da un Restoran Balkan, in cui Cinelli, con tanto di violino tzigano di Aleksandar Gajic, descrive un luogo dove “nessuno resta fuori”, all’America vista da un vagabondo, che ha la voce di Monguzzi, e che, in dialetto monzese, racconta un viaggio realistico e amaro negli USA di oggi (da ascoltare con attenzione l’inciso parlato, che dipinge la situazione contemporanea: “E l’America l’è bela dentar la televisiùn, ma se te vet a vedela, l’è un casòtt…”). Anche la musica rispecchia tale varietà: possiamo infatti ascoltare il purissimo country di Valtrompia, col banjo di Andrea Verga, preceduto dal flatpicking di Indovinello, impreziosito dalla voce di Stefano Vergani, gli echi mediterranei orientali di Alì Rosario, o ancora la “nostalgia dance” – parole loro – della caustica Fiori dappertutto.
L’occhio acuto dei due, nei testi, che siano in italiano o in dialetto – comunque tradotto nello splendido e artistico libretto – , non risparmia nessun difetto di questa nostra scriteriata società, dall’ebetismo social (la deliziosa Il mio neurone, con un arrangiamento curioso, arpa e coro) alla manipolazione delle menti (“Dicono che la guerra è necessaria, chirurgica, inevitabile e intelligente / Dicono che dieci minuti di guerra farebbero bene a tanta gente”, in Dicono), allo sfruttamento dei rider (in Alì Rosario), alla mercificazione dell’arte (“Ah la musica è l’unico mestiere che ci va / Ah che scandalo, non siam capaci neanche di delinquere”: l’autobiografica e autoironica Farabutti, con l’intervento di un altro cantautore di qualità, Alessandro Sipolo), fino a proporre l’utopia realizzabile di una pace possibile. In Fate largo ai sognatori, ecco infatti i due chiudere il disco con una canzone che non sfigurerebbe in un Premio Amnesty: il testo di Gianni Rodari, tratto dalla poesia Sulla Luna, viene rielaborato e interpretato con grande emozione, grazie anche a Filippo “Pax” Pascuzzi, voce e Pier Panzeri alla chitarra elettrica, entrambi di The Pax Side of The Moon. Perché due amici si divertono, bevono, mangiano e cantano insieme, ma sanno anche sognare, e invitano anche noi a seguirli.

Charlie Cinelli - Lorenzo Monguzzi
Maremmano Records / IRD
01. Alì Rosario
02. Farabutti
03. Restoran Balkan
04. America
05. Il mio neurone
06. Dicono
07. Ol leròi
08. Fiori dappertutto
09. Indovinello
10. Valtrompia
11. Fate largo ai sognatori
Charlie Cinelli e Lorenzo Monguzzi
Alessandro Sipolo, voce - Savino Verni, voce - Stefano Vergani, voce - Adriano Sangineto, clarinetto basso e arpa - Aleksandar Gajic, violino - Dejan Vozlic, Arrangiamento in Restoran Balkan - Umberto Zanetti, poeta in Ol Leroi - Andrea Verga, banjo in Valtrompia - Filippo Pax, voce - Pier Panzeri, chitarra elettrica
2025
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