L’opera prima del chirurgo sanbenedettese d’origine
e pavese d’adozione Giuseppe Novelli respira di aria propria, raccolta nei
polmoni di un lavoro personale, anche se non riesce a nascondere le influenze
di ascolto delle varie componenti del gruppo che lo accompagna (rock, blues e
talvolta quasi con ritmi sudamericani).
Dopo diverse demo e più di qualche apparizione come
gruppo supporter (insieme ai suoi Parecchio Acustici) ad esempio di
Daniele Silvestri o dei Massimo Volume, eccolo con il primo album autoprodotto:
un disco che sembra riuscire ad essere tanto introspettivo quanto affacciato
alle realtà quotidiane, con una discreta cura dei testi e un’accurata analisi e
realizzazione degli arrangiamenti, grazie anche a ottimi musicisti, come il
chitarrista Marco Gelmetti che è
intervenuto in due pezzi della track list del disco (“Sparami e bruciami”
e “Favola di una notte”).
I suoni a volta elettronici e altre acustici, con
la presenza spesso dei fiati (la tromba in cui si è diplomato Novelli) o del
clarinetto ben ammaestrato di Matteo
Mignani (da evidenziare la delicatezza musicale nella nenia di chiusura del
disco. “Arara mi nene”) o – non con sporadica apparizione – di una
disincantata armonica, quasi a ricordare sicuramente uno degli artisti
ispiratori, e cioè quell’Edoardo Bennato che nella sua “faccia” rock più di una
volta fa capolino nei vari pezzi del disco.
Tra i brani è da sottolineare l’apertura affidata a
“Le 5 a
Voghera”, una vera e propria fotografia notturna, una natura morta che
prende vita nei volti e negli sguardi di quelle donne, vittime del loro stesso
destino che rincasano quando il resto del paese prende il treno per recarsi a
lavoro. Quelle stesse donne che come in una cantilena cantano la loro disperazione
e che qualcuno non aspetta altro che a metterle al margine.
È nell’osservazione della gente che Novelli dimostra
davvero acutezza, soprattutto quando dipinge storie e racconti che non possono
non essere autobiografici.
Ma dopo ripetuti ascolti riulta evidente che la
forza non risiede esclusivamente nel suo autore ma nel gruppo, tanto che, senza
torto, se il lavoro fosse stato attribuito a Giuseppe Novelli e i Parecchio Acustici, avrebbe reso l’idea di un
lavoro da band, in cui l’autore o gli autori si coagulano e realizzano
l’attività. Lo stesso Novelli, in un’intervista ad un giornale abruzzese ha sottolineato,
infatti, che la scelta di “assegnarlo” a nome suo e non anche della band sia
stata condivisa.
A coronare un lavoro che seppur lasci ampi spazi di
miglioramento già si dimostra maturo, c’è da sottolineare la potenza vocale
dell’autore che raggiunge toni tanto elevati (“L’aquilone”) quanto a
volte aspri e ruvidi (“Passo di cavallo”) senza perdere spessore e
accuratezza.
Giuseppe Novelli
Autoprodotto
01. Le 5 a Voghera
02. Foglie sparse
03. Come
04. Corro sull’acqua
05. Favola di una notte
06. L’aquilone
07. Sparami e bruciami
08. Passo di cavallo
09. Gioca al buio
10. Arara mi nene
Edoardo Olivieri e Parecchio Acustici
Giuseppe Novelli: chitarra acustica, voce, tromba, armonica
Matteo Mignani: basso, clarinetto, percussioni, chitarra acustica
Edoardo Olivieri: batteria
Marco Gelmetti: chitarre elettriche, chitarre acustiche
Michele Caldara: chitarre acustiche
Andrea Mignani: tastiere
2009
35:54
