Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

Per contattare la Redazione
o avere informazioni, SCRIVI a:

«Get ready for / lover memories in the gut»: il quinto album dei Giardini di Mirò è un caldo affresco di rovine, «memories long gone», disincanto e desolazione sociale, boccate d’aria “clandestina”, miserie e splendori resistenti nell’ambiguo rifugio del tesoro di un abbraccio, «that is cross, it’s full of fear, emptiness but love», mentre si cerca di scoprire «a new way for dancing in the mud» (There Is A Place).

Ogni colore è impastato e disteso con sapiente maestria tecnica ed emozionale: così i riff delle chitarre spandono bagliori dolcemente struggenti o ritraggono calibrate sferzate di vento, tra selve misteriose di spettri di insoddisfazione e passioni voraci, che non possono accontentarsi e trovare pace in un modesto «quiet embrace» dopo «a night of vanishing bliss» (Spurious Love, uno dei due brani con l’inquieta musa Angela Baraldi), mettono in moto ombre avvolgenti o portano a scivolare in «a long fall that makes me old» (Ride). La ritmica permette alle figure di stagliarsi con nettezza, disegnando fremiti nell’oscurità e «pulses of the body» (Spurious Love), mentre gli archi possiedono i colori flessuosi, suadenti e regali del crepuscolo (ad es. in quel piccolo capolavoro delicato e sofferto che è il duetto, sospiroso e passionale, con Sara Lov dei Devics, There Is A Place) e rammentano l’eleganza morbida e sontuosa dei Piano Magic (d’altronde Glen Johnson fu ospite di Dividing Opinions quand’erano le due band erano compagne di etichetta in casa Homesleep).

Ma in quest’album, registrato tra i casolari rossi, la natura assolata e gli alberi brumosi della campagna emiliana, i Giardini di Mirò non hanno bisogno di mentori o sigilli di garanzia: sarebbe anzi limitante definire ancora solo post-rock la loro musica, che squaderna una forza visionaria tra synths evanescenti, fiati dolorosi o seducenti, scrosci di chitarre ora oniriche, ora vertiginose (v. la title-track strumentale), dosa i volumi per dipingere vuoti e silenzi accorati con classe quasi springsteeniana (mediata da sonorità corpose e raffinate à la National) per poi saturare l’aria di suoni distorti (Rome), oppure ancora affila basi ritmiche post-punk taglienti, lievi e setose (Time On Time).

Al di là delle esemplificazioni di comodo per i lettori, questo è soltanto il loro stile, inconfondibile e preziosa cascata di gemme che nasconde la cura in una bellezza lancinante. I brani della band della leggendaria Cavriago infatti potrebbero risuonare sofisticati, forti della rara qualità dei loro arrangiamenti e di un sound internazionale come il linguaggio universale delle loro chitarre liquide e materiche, scintillanti e ctonie (v. l’epica, amara Flat Heart Society) e invece la loro raffinatezza sa affondare nelle viscere.

Il fascino al contempo decadente e misurato della musica di Jukka Reverberi, Corrado Nuccini e soci ne fa ormai un’eccellenza assoluta: chapeau.  

Artista:
Giardini di Mirò
Etichetta:
Santeria/Audioglobe
Elenco Tracce:

01. Memories


02. Spurious Love


03. Ride


04. There Is A Place


05. Good Luck


06. Rome


07. Time On Time


08. Flat Heart Society

Produzione Artistica:

Francesco Donadello, Andrea Sologni e Giardini di Mirò

Musicisti:

Jukka Reverberi: voce, chitarra e basso

Corrado Nuccini: voce e chitarra

Luca di Mira: tastiere e piano elettrico

Emanuele Reverberi: violino e tromba

Mirko Venturelli: basso, clarinetto e sassofono

Francesco Donadello: batteria in 01, 02, 04, 06, 07 e 08

Andrea Mancin: batteria in 03, 05

Sara Lov (Devics): voce in 04

Stefano Pilia: chitarra in 02

Angela Baraldi: voce in 02 e 06

Andrea Sologni: mixaggio

Andrea Suriani: mixaggio e mastering

Anno di Uscita:
2012
Durata:
38:53