L’essenza della musica
dei Levia Gravia può essere ritrovata
direttamente nel nome del gruppo. Leggerezza e spensieratezza si alleano per
avere un prodotto finale non frivolo e superficiale, ma autorevole, essenziale
e rilevante. Il Contributo che la
band riesce a dare alla musica italiana è
come una goccia d’acqua dolce in un lago che riesce a rimanere puro e
semplice nonostante l’oceano salato sia molto vicino. Musica “lieve” fatta di
chitarre acustiche, pianoforti e leggerissimi strumenti a fiato che sanno
accompagnare testi “gravosi” che si vogliono far ascoltare e apprezzare. Un
concetto di musica che riporta ad altri tempi e in altri luoghi e li avvicina all’arte
di Niccolò Fabi o di Paolo Benvegnù, per la loro voglia di costruire canzoni
semplici ma con una ponderosità di fondo che riesce a fare capolino in molte
sue composizioni. Quello che comunemente si definisce pop d’autore incontra qui
un punto forte dove poter ritrovare, riscoprire e riassaporare quella musica
d’autore che troppe volte vacilla nei panorami della musica moderna. In un
lavoro completo e omogeneo riescono a prendersi il proprio spazio due pezzi che
più degli altri sanno trasmettere l’essenza del progetto: Troppo tempo e Dalla finestra
di villa Quiete. Musica elegante, intelligente e attraente quella dei Levia Gravia, facile da apprezzare e
difficile da comprendere, per continuare sulla linea dei termini contrastanti
che sin dai tempi di Ovidio riescono a convivere e a rendere universali
concetti che sembrano nati per essere compresi solamente da una ristretta
èlite.
dei Levia Gravia può essere ritrovata
direttamente nel nome del gruppo. Leggerezza e spensieratezza si alleano per
avere un prodotto finale non frivolo e superficiale, ma autorevole, essenziale
e rilevante. Il Contributo che la
band riesce a dare alla musica italiana è
come una goccia d’acqua dolce in un lago che riesce a rimanere puro e
semplice nonostante l’oceano salato sia molto vicino. Musica “lieve” fatta di
chitarre acustiche, pianoforti e leggerissimi strumenti a fiato che sanno
accompagnare testi “gravosi” che si vogliono far ascoltare e apprezzare. Un
concetto di musica che riporta ad altri tempi e in altri luoghi e li avvicina all’arte
di Niccolò Fabi o di Paolo Benvegnù, per la loro voglia di costruire canzoni
semplici ma con una ponderosità di fondo che riesce a fare capolino in molte
sue composizioni. Quello che comunemente si definisce pop d’autore incontra qui
un punto forte dove poter ritrovare, riscoprire e riassaporare quella musica
d’autore che troppe volte vacilla nei panorami della musica moderna. In un
lavoro completo e omogeneo riescono a prendersi il proprio spazio due pezzi che
più degli altri sanno trasmettere l’essenza del progetto: Troppo tempo e Dalla finestra
di villa Quiete. Musica elegante, intelligente e attraente quella dei Levia Gravia, facile da apprezzare e
difficile da comprendere, per continuare sulla linea dei termini contrastanti
che sin dai tempi di Ovidio riescono a convivere e a rendere universali
concetti che sembrano nati per essere compresi solamente da una ristretta
èlite.
Artista:
Levia Gravia
Levia Gravia
Etichetta:
Otium Records
Otium Records
Elenco Tracce:
01. Cinque soldati
02. Dalla finestra di villa Quiete
03. Niente di veramente blu
04. Troppo tempo
05. Lunedì al sole
06. Ferito a morte
07. La vittima attraente
08. Il fiore d’inchiostro
09. Cera bruciata
10. Disamore
01. Cinque soldati
02. Dalla finestra di villa Quiete
03. Niente di veramente blu
04. Troppo tempo
05. Lunedì al sole
06. Ferito a morte
07. La vittima attraente
08. Il fiore d’inchiostro
09. Cera bruciata
10. Disamore
Produzione Artistica:
Musicisti:
Alfonso
De Chiara: voce, piano, rhodes e chitarra
Fabio Raiola: chitarra elettrica e
acustica, bouzuki, cuatro
Pasquale Lancuba: fisarmonica
Antonello Altieri: sax soprano
Domenico Andria: basso elettrico
Franco Gregorio: batteria
Alfonso Deidda: piano, rhodes e
sassofono
Tommaso Scannapieco: contrabbasso
Giovanni Borriello: oboe
Lello Carotenuto: trombone
Anno di Uscita:
2008
2008
Durata:
45:45
45:45
