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Mattina presto. Sei nel letto, apri gli occhi, una pigra sbirciata all’orario.
Poggi i piedi per terra, ti svegli lentamente, ti trascini in cucina.
E poi colazione.

Che non è solo morsi e sorsi, ma quasi un accenno di postura che forse assumeremo durante la giornata. È una parentesi ancora non definita, coi bordi sfumati, le forme imprecise, e il peso delle cose ancora lontano dalla mano. Una sensazione che conosciamo tutti, ma che non riusciremmo a descrivere bene solo con le parole.

Da questa miccia narrativa è nato Invito per colazione, il primo album di Simone Matteuzzi, pubblicato ad aprile da Zebra Sound e distribuito da Virgin Music Italia, in cui il cantautore e musicista della nebbiosa provincia di Milano ci introduce in questo limbo imprevedibile e ci descrive le diverse alterità racchiuse tra il sonno e la nutrizione, i desideri e la fame, l’immaginazione e l’azione.

“La soggettività umana è troppo complessa per essere racchiusa in poche righe chiare, lapidarie. Ritrovo nel surrealismo l’iperrealtà del quotidiano”.
Con questo approccio, l’artista classe 2001 ha avuto modo di divertirsi molto durante la scrittura e gli arrangiamenti, così come siamo sicuri che vi divertirete anche voi ad ascoltarlo ma solo se rinuncerete a scovare a tutti i costi la hit che spaccherebbe in radio o nelle piattaforme, al genere esatto in cui collocarlo, o a un’identità precisa a cui ricondurlo. Ecco, è proprio questo il punto: scoprire finalmente e serenamente che non siamo un’unica persona, un’unica canzone.

La copertina dell’album sintetizza molto bene tutto ciò, con il soggetto raffigurato senza volto e dunque senza identità perché in via di definizione, e il mondo intorno ancora liquido, giacente ma per nulla fermo.

Musicalmente Simone Matteuzzi attinge parecchio dalla musica black, che sovente scuote e scompiglia con incursioni elettroniche davvero interessanti; lettura e scrittura del mondo, invece, possono indirizzarsi verso la canzone d’autore, specialmente quando lo sguardo personale si proietta al politico in senso lato, dunque storicizzato, immedesimato in un contesto.

Una delle canzoni che descrive al meglio l’universo sonoro di Simone Matteuzzi è Ipersensibile, un brano acuto, intelligente, che sembra mutare ad ogni ascolto quasi avesse vita propria. In poco più di due minuti rapisce e conquista, come ha dimostrato dal vivo allo Sferisterio di Macerata in occasione di Musicultura 2023 (recuperate quell’esibizione, e capirete il talento purissimo dell’artista e della band).

Costruita e interpretata molto bene anche la title track Invito per colazione, che parte in modo sussurrato e gentile per poi evolversi decisamente nell’energica coda strumentale. Ma le competenze di Simone Matteuzzi non si notano solo per le armonizzazioni, gli strumenti scelti o le numerose piroette sonore. Componendo il brano Affinché il mare, ad esempio, ha preferito dare maggiore luce al testo accarezzandolo appena con una struttura musicale delicata, rasserenante, precisa, quasi salmastra diremmo, che non sovrasta anzi lascia parlare le parole.

Non è frequente trovare questo allineamento, questo dialogo tra forma e contenuto in un album di esordio, così come succede anche in Caldo, dove si percepisce davvero la fatica dei passi nei giorni roventi d’estate, la rinuncia all’azione, e tutto il resto che fluttua.

Simone Matteuzzi studia e ha studiato tanto, e questo emerge dall’ampia gamma di terreni musicali che riformula e dalla sicurezza con cui gestisce la voce. Nel 2022 ha vinto il Premio ‘Ricerca e Contaminazione’ della Pino Daniele Trust Onlus, mentre nell’anno seguente è tra gli otto finalisti dell’edizione 2023 di Musicultura e finalista per il contest Jazz the Future. Segnaliamo infine gli ottimi contributi anche nelle vesti di produttore per il progetto di Anna Castiglia, una delle migliori promesse del ‘nuovo’ cantautorato (artista che L’Isola conosce bene, visto che nel 2021, giovanissima, vinse la 18ª edizione del Premio L’Artista che non c’era).

In virtù di questa poliedricità, riteniamo che il valore potenziale di Simone venga fuori per quella sua innata curiosità di ascoltare brani e generi diversi, ché dopotutto i significati e i volti emergono meglio nelle differenze, nelle distanze, nei solchi. C’è da dare fiducia a questo nuovo progetto musicale, capace di utilizzare una scrittura che si serve dell’astrazione per poi sviscerare le molteplicità in musica.

Da giovani si ha il tempo dalla propria parte, e allora ogni fatto è un’occasione di vita. Un foglio bianco senza mittente né destinatario, dunque un foglio completamente bianco, con cui vale la pena divertirsi.
Simone Matteuzzi, classe 2001, dalla provincia di Milano, l’ha già capito e ci invita per colazione. Sarà uno spasso.

 

Artwork di Camilla Matteuzzi

Artista:
Simone Matteuzzi
Etichetta:
Zebra Sound / Virgin Music Italia
Elenco Tracce:
01. Le mele
02. Elettrico
03. Ipersensibile
04. Caldo
05. Invito per colazione
06. Oblomov
07. Affinché il mare
08. Vorrei essere un gatto
09. Riposo
10. Zanzare
Anno di Uscita:
2024
Durata:
32:17