Un brusio discreto inonda
Lui abbraccia la sua chitarra, circondato dai fedelissimi musicisti Antonio Fresa (pianoforte), Sergio Di Natale (batteria), Giacomo Pedicini (contrabbasso) e Stefano Jorio (violoncello), e a dare fiato a tromba e flicorno Gianfranco Campagnoli.
Tutto è pronto per un breve viaggio senza tempo, che ha radici nella storia della grande musica, italiana e non solo, e segue il filo ininterrotto passato prima per “In parole povere” e poi per “Maison Maravilha”. Le spezie di Zenzero e cannella – che contiene anche “pepe”, “paprika”, “vaniglia”, “chiodi di garofano”, “curcuma e coriandolo” – inaugurano il suo ultimo lavoro e aprono il concerto. Non a caso, perché di ingredienti qui ve ne sono tanti. L’incedere dei suoni e dei ritmi – a tratti – ha il gusto dell’estate, fresco, profumato, ricco di colori come i fiori sul booklet dell’album: l’ironia di Diamoci del tu, Le milonghe del sabato – quasi un omaggio a Paolo Conte che nel disco è un duetto con Gian Maria Testa – e il sapore di operetta de Il balconcino del quinto piano (“La peonia si pavoneggia sul davanzale in abito da sera…”).
A tratti, invece, la tenerezza dolorosa di una perdita si insinua tra le parole e i suoni: “Se ti ho perduta così/scusami” (Scusami), “Bevo dal lato del bicchiere in cui hai bevuto tu/l’istante prima di essertene andata via” (Un regno da disfare, nel disco con Stefano Bollani), “Vane le sere appese a un filo/vane le scene di questo addio/vana la forma che non ha sostanza” (Sostanza e forma). Si assaggia poi anche un po’ di quell’anima nostalgica partenopea che sa esprimersi solo nella sua lingua madre: “Parlame n’ata vota comme ajere/che ogni parola era promessa antica/che ogni suspiro nun me pareva overo” (‘E vase annure, nel disco con Fabrizio Bosso). Nel mezzo, in ordine sparso, Joe Barbieri infila perle raccolte dagli album precedenti, come Malegrìa, Lacrime di coccodrillo, In questo preciso momento, La nuda verità; e a chiudere, una vera “sigla finale” d’annata, ma alleggerita con spirito e ritmo, firmata Calabrese-Calvi: “Finisce qui, non ci rimane che concludere…”.
Scaletta
1. Zenzero e cannella
2. Fammi tremare i polsi
3. Diamoci del tu
4. Scusami
5. Leggera
6. Gira e rigira
7. Malegrìa
8. E vase annure
9. Fa’ conto
10. Sia
11. La nuda verità
12. Il balconcino del quinto piano
13. Sostanza e forma
14. Pura ambra
15. Le milonghe del sabato
16. In questo preciso momento
17. Lacrime di coccodrillo
18. Etape par étape par étape
19. Normalmente
20. Wanda stai seria con la faccia (cover di Conte)
21. Microcosmo
22. Finisce qui, non ci rimane che concludere (cover Calabrese-Calvi)
Musicisti:
Joe Barbieri – voce e chitarra
Antonio Fresa – pianoforte
Sergio Di Natale – batteria
Giacomo Pedicini – contrabbasso
Stefano Jorio – violoncello
Gianfranco Campagnoli – tromba e flicorno
Foto 1 di Carmine Miceli
Foto 2 di Luigi Orrù
Foto 3 di Andrea Boccalini
Joe Barbieri
Auditorium Parco della Musica, Roma
09/05/2012
