L’ottavo disco di Olden (Davide Sellari) dal titolo La fretta e la pazienza – opera per nulla contemporanea ma col forte anelito di raccogliersi in un grande respiro intimistico – proietta la sua visione narrativa nelle lande estese del sentimento umano che si trova a fronteggiare le situazioni del distacco e dell’abbandono e le relative conseguenze che mettono alla prova la resilienza dell’animo senza però mai perdere la speranza del rinascere.

Il percorso dei nove brani in elenco ha il netto intento di definirsi con pochi ma vibranti ausilii strumentistici, poiché solo restando lontano dal clamore-rumore che serpeggia in epoca moderna si ha la chance di adescare soluzioni nella quiete, nel silenzio quasi totale che fa intravedere porte d’uscita che, diversamente, non potrebbero palesarsi nella fretta e nel caos devastante. La ‘pazienza’ invece Olden la pondera come un’adozione risolutiva alla frenesia, alla dissoluta corsa umana, alla ‘fretta’, prigioniera di lancette schiavizzanti e allucinanti ostentazioni d’immagini, vanitose, edonistiche.
Indi fa partire il racconto, proiettando nel Cinema compositivo un eloquente episodio morbido e nostalgico, mentre in Fidati di me alza la voce in modo declamatorio ma senza risultare come spocchia intellettiva, bensì uno sfogo urgente e passionale. La pregiata presenza di Paolo Benvegnù nella titletrack rende l’episodio coeso in un mood emozionalmente suadente e luminoso. Tutta l’opera non è soltanto esultanza per le orecchie ma anche Gioia negli occhi, perché l’intensa espressione di Olden dona, oltremodo, visioni di scorci d’immagini che altrimenti non apparirebbero mai e poi mai in altre occasioni e, se in Il cuore sbaglia sempre, se la gioca con insolita narrazione tra minimalità e piccoli silenzi, mentre in Libellule opta per intensificare il frasario e volare alto nell’élite della qualità autoriale. A riprova di tutto, quando ascolterete Improvvisamente, un giorno, chiedetevi come possa Davide far vibrare sorprendentemente il cuore in soli 100 secondi o come ci si può congedare elegantemente con La natura leggera delle cose con cotanto garbo intellettivo. Eh, beh! Quando si dice talento…così è, se vi pare.

Olden
Vrec / Audioglobe
01. Cinema
02. Fidati di me
03. Libellule
04. La fretta e la pazienza (Ospite: Paolo Benvegnù)
05. Gioia negli occhi
06. Ho sognato Jannacci
07. Il cuore sbaglia sempre
08. Improvvisamente, un giorno
09. La natura leggera delle cose
Olden & Ulrich Sandner
Olden: piano, voce - Ulrich Sandner : chitarra acustica, chitarra elettrica - Simona Colonna: violoncello
2024
30:54
