Un elogio della vita, della terra e delle proprie origini – senza marketing territoriale che ha il sapore di plastica – sono alcuni degli elementi che compongono
Tutt’altro però che spiantato è il sound, composto di un reggae che si amalgama con il bacino del mediterraneo e la musica balcanica, il tutto cantato in lingua arbereshe – un albanese antico parlato per lo più in Italia centro-meridionale – in italiano, in francese e in spagnolo.
Nata nel 1996, la band vive a Santa Sofia d’Epiro (basta già il nome ad evocare popoli, culture, volti e gesti antichi ) e vanta una lunga e prestigiosa carriera live: nel
Roots e il suono carismatico dell’arbereshe, il ritmo in levare e dieci brani – forse troppi – che non hanno alcuna pretesa se non quella di veicolare il senso della titletrack,
Brani come Adesso se puoi, Waiting for my love, Brucia sono il ‘classico’ esempio di reggae cantato in italiano, che non trova i nostri abbastanza personali come invece lo sono nella loro lingua madre.
Un disco che sarà molto apprezzato per gli amanti del genere e che non svende idee e prospettive esistenziali con un buonismo sempre in agguato.
Spasulati
MK Records
01. Vida
02. Vagabondi
03. Pagueç
04. Adesso se puoi
05. U e TP
06. Og o jo
07. Waiting for my love
08. Somenate u zgjova
09. Brucia
10. Kultura nderron
Fabi 'Il Zalles': Voce e basso -
Carmine Pizzuti: sax -
Tony Perri: chitarra e voce -
Federico 'me Feder: tastiere e fisarmonica -
Antonio Chiarella: batteria e percussioni
2012
40:10
