Già il singolo di lancio Susy e l’infinito aveva lasciato intravedere la freschezza musicale che avrebbe animato tutto il disco e così è stato: L’attesa, l’ultimo lavoro de
Le trame delle varie canzoni attraversano mondi vissuti quotidianamente da quella popolazione di giovani che sono appunto costantemente in attesa del loro Crescere, come se il prossimo passaggio non fosse Solo una scia, ma magari una vera e propria Rivoluzione.
E allora ecco che, avvolti talvolta dal dolce suono dei violini, veniamo accompagnati nella gradevole visione di qualcosa che potrebbe rimanere solo nelle nostri menti, ma sarebbe capace di portarci lontano come Susy e l’infinito o verso mete percorse davvero solo dagli Astronauti, verso luoghi che, benché distanti e sconosciuti, come molti meandri della nostra vita, non devono instillare in noi ansie e paure, ma solo desiderio di esplorare e conoscere.
Dobbiamo stare attenti e far sì che ogni (Un) uomo non si abbatta dinanzi agli inganni (Giuda) che la vita ti palesa ogni giorno di fronte, ma reagisca davanti a questo senso di inquietudine, facendosi accompagnare dall’amore, dal desiderio di vivere (Niente che ti assomigli).
Solo così la vita può diventare leggerezza e abbracci di gioia, ed ecco che anche i suoni si illuminano di sole e di voglia di camminare, correre e viaggiare (Bye Bye, Baby).
Talvolta, però, dobbiamo ricordarci dei passaggi del nostro percorso e non dobbiamo ostacolare la nostra mente che desidera abbandonarsi alla nostalgia, quella nostalgia che porta con sé i sentimenti e talora la malinconia (L’altra metà) o la paura della solitudine che deve sollecitarci alla ricerca di un nuovo e liberatorio sorriso e, se non siamo riusciti a trattenerle, anche l’aver versato Due lacrime ci ha permesso di aprire lo sguardo su Un pezzo di cielo in più.
«L’idea dell’album – come afferma il cantante della band – è quella di fornire uno spaccato sulla condizione della generazione dei giovani, sull’attesa snervante di qualcosa che migliori le proprie vite».
I brani si alternano, invasi da musicalità e arrangiamenti dolci e morbidi e decisamente discreti, fino a realizzare delle vere e proprie perle acustiche con l’abbraccio costante dei veri protagonisti che sono sempre i testi, con i quali Meta riesce a comunicare con una riservata autenticità. L’inizio del disco, lasciato a La stagione dell’amore silenzioso («una canzone fortemente autobiografica, alla quale ci sentiamo molto legati» afferma Meta), ci proietta da subito sulla scena di una vita che sarà combattuta tra i rimpianti e la voglia di guardare avanti, quello stesso sguardo che la band deve serbare per raggiungere mete che, se desiderate con convinzione e passione come oggi, saranno molto probabilmente raggiunte.
La Fame di Camilla
Universal Music Italy
01. La stagione dell'amore silenzioso
02 Crescere
03. Solo una scia
04. Rivoluzione
05. Susy e l'infinito
06. La mia parte più debole
07. Astronauti
08. Giuda
09. Niente che ti assomigli
10. Un uomo
11. L'altra metà
12. Bye Bye, Baby
13. Un pezzo di cielo in più
Fabrizio Barbacci
- Ermal Meta: voce, chitarra, piano, campionamenti, synth, programming
- Giovanni Colatorti: chitarre
- Dino Rubini: basso
- Lele Diana: batteria;
- Luca Chiaravalli: pianoforte, synth in 05
- Lara Pagin: cori in 05
- Renato di Bonito: cori in 05
- Fabrizio Barbacci: chitarra elettrica in 01
2012
53:25
