Un percorso artistico particolare, quello dei Mercanti di Liquore: a fronte di tre album di inediti, l’ultimo dei quali, Non ci troverete mai, è uscito lo scorso maggio, la band guidata da Lorenzo Monguzzi ha in realtà quasi trent’anni di attività alle spalle. Nata sotto l’influsso di Fabrizio De André, al cui repertorio ha reso omaggio nel disco di esordio “Mai paura” nel 1999, la formazione brianzola vanta numerose collaborazioni con Marco Paolini e partecipazioni a vari progetti. Il nuovo lavoro ha un titolo emblematico che è già di per sé una dichiarazione di intenti. Monguzzi e soci vogliono infatti ribadire la propria identità e procedere “in direzione ostinata e contraria” in una situazione come quella odierna, in cui è sempre più importante prendere posizione nei confronti delle disparità e dei contrasti che affliggono la società.

A livello di sonorità, il disco si caratterizza per atmosfere rock e combat-folk contaminate da ritmi latinoamericani e alternate a momenti più intimi e riflessivi. L’opener Coltivare l’Ortica invita a ribellarsi, andando al di là dagli schemi e dalle abitudini che l’omologazione prevalente vorrebbe imporre. Per chi non lo sapesse, l’Ortica è un quartiere periferico di Milano di origine operaia e popolare, oggi “rinato” grazie agli investimenti immobiliari e a una serie di murales che ne hanno cambiato il volto ma, secondo alcuni, vittima di quel processo di “gentrificazione” che sta trasformando la città seguendo logiche di profitto. A seguire, un Quadretto in cui due anziane signore (alle quali danno voce Lella Costa e Francesca Botti) discutono di immigrazione, mostrando quanto siano diffusi, a Milano come in provincia, i luoghi comuni e l’intolleranza. La voce narrante dipinge, in un crescendo di sarcasmo e di negatività, il contesto in cui si svolge una conversazione all’insegna del pregiudizio e del razzismo. Da un episodio come questo, “piccolo” ma significativo, Monguzzi estende poi la sua analisi a livello globale in Gli amici dell’odio. L’odio è un sentimento che serpeggia nella società e soprattutto sul web, dirigendosi verso presunti “capri espiatori”. Esso viene suscitato e manipolato da un certo modo di fare notizia ed è sufficiente leggere i commenti ai post sui social o in calce agli articoli online per rendersene conto. Monguzzi, in un lungo elenco, stigmatizza i politici, gli opinionisti, i nostalgici di regimi del passato, “la massa plaudente” e tutti coloro che si lasciano guidare dalle tendenze in atto, diventando di fatto “amici dell’odio”. Musicalmente parlando, il pezzo inizia come un canto popolare per poi proseguire in un rap ed evolversi in un energico rock.
La delicata Quel giorno è dedicata a Roberto e Walter, una coppia di sposi la cui unione civile ha fatto “tremare” le certezze dei moralisti nel piccolo paese dove il frontman dei Mercanti vive. È un inno al diritto alla felicità, a dispetto del perbenismo e delle convenzioni imperanti. Si ritorna poi al tema dell’appartenenza e della vita in città con Nel quartiere: in una piccola realtà urbana ciascun individuo deve togliersi di dosso le etichette e le aspettative per conquistare la propria indipendenza e per fare ciò può decidere di restare o di fuggire. Dopo una doverosa invocazione alla cessazione di ogni conflitto (Il topo) il brano di chiusura, Questa chitarra, è dedicato a tutti i musicisti e al potere salvifico della musica. Il musicista che Monguzzi rappresenta, come il suonatore Jones di De André, va incontro alla gente, senza nulla da perdere, semplicemente donando le sue note a chi lo ascolterà.

Lo strumento è per ogni suonatore una parte di sé, ma anche un’arma per combattere, con accordi di bellezza, le battaglie che la vita pone davanti. In questo assunto, forse, è racchiusa l’essenza di Non ci troverete mai, un disco che vuol essere un esempio di come la musica possa cercare di “opporre resistenza” al mondo circostante, rivendicando libertà e valori autentici.
Mercanti di Liquore
MRM Records
01. Coltivare l’ortica
02. Quadretto
03. Balordi
04. Gli amici dell’odio
05. Prigioniero poetico
06. Quel giorno
07. La tortora
08. Nel quartiere
09. Il topo
10. Questa chitarra
Lorenzo Monguzzi: voce e chitarre acustiche - Andrea Verga: banjo, mandolino, chitarre elettriche e cori - Nadir Giori: basso elettrico e contrabbasso - Elio Biffi: tastiere, fisarmonica e cori - Lorenzo Bonfanti: batteria e cori Ospiti: Giancarlo “Charlie” Cinelli: basso elettrico in Quel giorno - Antonio Amadeus Pinnetti: voce narrante in Quel giorno - Lella Costa e Francesca Botti: voci in Quadretto
2025
