Francesco De Gregori festeggia insieme al pubblico i 50 anni dell’album Rimmel con un tour speciale, “Rimmel 2025 – Teatri Palasport Club”, che dopo alcune date estive in location storiche all’aperto è approdato nei teatri italiani da fine ottobre e ha fatto tappa lo scorso 13 novembre al Gran Teatro Geox di Padova, con un concerto (promosso da Zed live) che si annunciava soldout da tempo. La particolarità del tour è che i concerti si svolgeranno in differenti tipologie di location, in modo da proporre atmosfere diverse e quindi diverse modalità di interazione con il pubblico.

Questo lungo omaggio all’album del 1975 che non solo ha segnato una generazione ma ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama della musica italiana, eseguito ora per la prima volta integralmente dal vivo (cosa che non accadde nemmeno immediatamente dopo la sua pubblicazione né all’Arena di Verona nel 40° anniversario del disco), offre l’occasione di riascoltare quelle canzoni che, pur facendo parte della nostra memoria collettiva, suonano ancora straordinariamente attuali. Il ricordo si fa quindi presente, ed il pubblico dimostra da subito di entrare nell’atmosfera intensa della serata rispondendo con entusiasmo fin dalle prime canzoni in scaletta, con lunghi applausi e acclamazioni.

Il concerto si apre con un verso folgorante: «Era mattino presto, e mi chiamano alla finestra / mi dicono “Francesco ti vogliono ammazzare”» e sono già iniziate le sorprese (che non sveleremo del tutto). Cercando un altro Egitto, brano visionario del 1974 che unisce immagini oniriche a riferimenti storico-sociali, da moltissimi anni non compare in un live del Principe, ed è considerato un gioiello nascosto della sua produzione, molto amato dagli appassionati ma meno conosciuto dal grande pubblico. De Gregori sembra proprio aver deciso di spiazzare il pubblico riportando alla luce in questi concerti altre gemme della sua produzione meno recente, come Atlantide, I matti o Deriva, proponendo alla fine una scaletta particolarmente preziosa e per nulla scontata. Una sequenza di brani che, è importante ricordare, oltre ai nove di Rimmel proposti di seguito nella parte centrale del concerto (tranne Buonanotte fiorellino che chiuderà in modo danzante i bis e quindi l’intero spettacolo) varia di sera in sera, ad eccezione di alcuni pezzi imprescindibili come La donna cannone, Sempre e per sempre e Generale.

Sul palco Francesco De Gregori è accompagnato dalla sua band ben affiatata composta da musicisti di altissimo livello che danno il meglio ogni sera per costruire un concerto musicalmente ineccepibile, con (cosa non da poco) evidente divertimento: Guido Guglielminetti (basso e contrabbasso), Carlo Gaudiello (pianoforte), Primiano Di Biase (organo Hammond, tastiere e fisarmonica), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel, chitarre e mandolino), Simone Talone (percussioni), e le coriste Francesca La Colla e Cristina Greco.

A 74 anni De Gregori mantiene una gran voce, piena e graffiante, sempre ricca di sfumature, nonché una presenza scenica sobria ma intensa. Il cantautore è oggi straordinario interprete della propria opera, si è liberato dagli strumenti (suona la chitarra rarissimamente e in più pezzi invece l’amata armonica) e si è lasciato andare ad una gestualità ancor più elegante. Il modo di stare sul palco si è ammorbidito, il cantautore ha messo da parte quella sorta di ruvidezza che gli era propria, a favore di una maggiore rilassatezza. Il Principe è arrivato persino a “spiegare” certe sue canzoni nell’introdurle, suscitando ancora applausi e più di qualche sorriso. Pur avvicinandosi al suo pubblico come mai era accaduto prima dei tour nei piccoli teatri, alla Garbatella nel 2019 come al Out-Off di Milano nel 2014, la sua figura rimane quella di un artista elegante e raffinato che ha saputo trasformare la canzone in letteratura popolare, capace di raccontare l’Italia e le sue contraddizioni e che ora può concedersi una certa libertà fuori dai canoni e dal commerciale. Considerato l’eccesso di apparenza e l’appiattimento musicale che vediamo e ascoltiamo di questi tempi in giro per stadi e palasport, possiamo senz’altro ringraziare il Principe De Gregori per questa immensa boccata di ossigeno e di qualità. Con questo concerto inoltre il cantautore ha ribadito che la sua eredità non è soltanto musicale, ma culturale: un patrimonio che continua ad arricchirsi di sfumature e che si evolve in sonorità nuove pur rimanendo fedele alla propria storia, un repertorio che ancora interroga ed emoziona lo spettatore, risultando nel contempo straordinariamente attuale. Del resto sappiamo che la canzone d’autore, quando è espressione autentica, rimane un linguaggio universale, capace di attraversare il tempo e restare viva nella coscienza collettiva.

In conclusione, il concerto del 13 novembre a Padova, come l’intera tournée, non è solo una celebrazione, ma un potente viaggio emotivo, un dialogo vivo tra generazioni: i più giovani scoprono la potenza della parola cantata, i meno giovani ritrovano tra le righe e fra le note pezzi di sé, magari sussurrando emozionati come allora il ventiquattrenne Francesco: “hai detto è tutto quel che hai di me, è tutto quel che ho di te.”
Report e foto di Valeria Bissacco
Il Tour Rimmel 2025, organizzato da Friends & Partners, proseguirà nei teatri fino 14 dicembre, comprenderà due date nei palasport di Milano e Roma il 6 e il 10 dicembre, e riprenderà a gennaio 2026 nei club fino a concludersi il 14 febbraio al Fabrique di Milano.

Francesco De Gregori
Gran Teatro Geox, Padova
13/11/2025
