Ora, se sei un cantautore genovese puoi pure provare ad emanciparti e ad affrancarti come vuoi, ma tanto i conti con i Mostri Sacri della Scuola genovese (ma sarà poi esistita veramente? ) li devi fare. E quando neppure ci pensi, qualche solerte critico te lo farà notare (ne sanno qualcosa gli amici Max Manfredi e Federico Sirianni, freschi finalisti alle Targhe Tenco).
Ora, se sei un quartetto d’archi tra i più apprezzati della scena musicale italiana puoi provare ad emanciparti ad affrancarti, ma tanto i conti con il Mostro Sacro del violino genovese prima o poi li devi fare. E così lo Gnu Quartet ha preso il proverbiale toro per le corna, dedicando un intero disco a Niccolò Paganini. Ma, ovviamente, lo ha fatto a modo suo. Mescolando la musica classica con un pizzico – un bel po’ più di un pizzico – di rock, di citazionismo e di follia. Un omaggio, quindi, al genio romantico genovese (quello che avrebbe siglato un patto con il diavolo: “E lo sapeva bene Paganini che il diavolo è mancino e subdolo e suona il violino”, per dirla alla Battiato)? Sì e no. Perché questo disco – che consolida la collaborazione con il produttore Raffaele Abbate e che vede in sede di produzione Roberto Vigo – già dal titolo per certi aspetti dichiara il proprio intento: Paganini the rock album. Nessun accenno insomma a termini attinenti alla musica classica (concerto, suonata…), ma a quella che qualche anno fa si chiamava musica leggera, il rock, appunto. .

Come ampiamente risaputo, il rapporto tra questi due mondi è stato a lungo complesso per non dire conflittuale. Leggendari i racconti in cui le orchestre che si mettevano al servizio dei gruppi Rock o Prog guardavano con malcelata superiorità gli spartiti che erano “costretti” a suonare. Il problema non si è mai posto per il quartetto genovese – Francesca Rapetti al flauto, Roberto Izzo al violino, Raffaele Rebaudengo alla viola e Stefano Cabrera al violoncello – da sempre amante della contaminazione (se non vi fidate andate a riascoltarvi "80 voglia di Gnu" o "Gnu Quartet plays Muse!"), con alle spalle decine di collaborazioni in ambito “leggero” (da Ermal Meta a De Gregori, giusto per citarne due).
Con "Paganini the rock album" non ci troviamo, però, di fronte a un lavoro di semplice coverizzazione paganiniana. I quattro hanno, infatti, deciso di lasciarsi ispirare dalle atmosfere romantiche del virtuoso genovese per costruire 12 brani del tutto originali. Certo, chi conosce un poco le singole attitudini dei Nostri saprà riconoscere la cifra stilistica di chi ha composto il pezzo: la vena più malinconica, ma alle volte anche ironica di Cabrera che cita in Capriccio 24 Profondo Rosso dei Goblin e il tema della Pantera rosa di Henry Mancini passando per Vivaldi; l’impeto rock di Izzo che simula una chitarra elettrica Prog col suo violino ne La campanella (con tanto di citazione deandreiana); quello strano miscuglio di onirico e filmico di Rebaudengo (Capriccio 10), così come il suo amore per il riff fatto di contrappunti (La caccia – Riff Hunter). Ma alla fine le pur diverse anime dei quattro si amalgamo perfettamente, perché mai come che per lo Gnu Quartet vale la legge dell’olismo: la sommatoria delle parti è sempre maggiore delle medesime parti prese singolarmente.

Un disco che certo alle volte sembra uscito dalle pieghe della musica rock prog anni Settanta, ma che – grazie al cielo – rifugge poi quell’alone di “seriosità” che tanto appesantiva (troppo e spesso) il dettato della musica di quegli anni e, come la storia insegna, spesso non ha resistito allo scorrere del tempo.
"Paganini the rock album" è un lavoro da ascoltare in cuffia oppure da sparare a tutto volume in stanza. Ma d’altronde lo Gnu Quartet è proprio questo, la capacità di conciliare gli estremi: dolcezza e ruvidezza, serietà e ironia, malinconia e gioia allo stato puro. E, ovviamente musica classica e rock.
Che abbiano firmato un patto con "qualcuno"?
Gnu Quartet
Orange Home Records
01. La Campanella
02. Capriccio 1
03. Capriccio
04. Capriccio 22
05. Capriccio 4
06. La Caccia, Riff Hunter
07. Capriccio 3
08. Sonata
09. Capriccio 24
10. Capriccio 6
11. Capriccio 10
12. Ninna Nanna
Gnu Quartet, Roberto Vigo
Francesca Rapetti: flauto - Roberto Izzo: violino - Raffaele Rebaudengo: viola - Stefano Cabrera: violoncello
2022
37:12
