La seconda serata del Premio Tenco 2008 si apre con Ettore Giuradei, accompagnato solo dal fratello Marco al
pianoforte, che propone due brani: Prendimi in un mazzo di fiorellini e Zingara. Forse le canzoni sono poche per
comprendere la poetica dell’artista bresciano, ma i testi particolari e una
gestualità altrettanto peculiare lasciano una buona impressione. Dopo è il
momento di Marco Ongaro, che propone tre brani fra cui Landru e Il salvatore
delle donne tristi, per
poi far commuovere sul palco Silva cantando Il fidanzatino (testo
di Sergio Secondiano Sacchi su una canzone di Renaud), dal disco dei Pan Brumisti “Quelle piccole cose”, dedicato al presentatore del Tenco. L’esibizione dell’artista colpisce
anche per la scelta dei brani che rappresentano l’evoluzione di un ipotetico
personaggio dall’egoismo più spietato alla totale abnegazione. E’ poi il
momento di Giovanni Block che, pur giovane e senza un disco solista
all’attivo, può vantare una precedente esibizione presso la rassegna: che
quelli del Club Tenco credano nelle sue capacità è palese, però l’artista
colpisce più per una eccessiva padronanza della scena che per le sue canzoni, scatenando
comunque l’entusiasmo del pubblico e chiudendo la sua (lunga) esibizione con
una sentita Luna di miele dall’album dei Pan Brumisti. Tocca poi ai Baustelle
che si presentano con una
formazione in acustico, graziata anche da un quartetto d’archi, e ottengono un
ottimo risultato: a Il
corvo Joe segue la toccante Alfredo
(che il pubblico riconosce
dalle prime note), ma è la cover di Latte 70 di Gaber
a lasciare ancora più piacevolmente colpiti per l’intensità e la qualità
dell’interpretazione. Decisamente uno fra i set migliori della serata e
dell’intera tre giorni. Segue, dopo l’intervallo, il set di Ascanio Celestini,
attore, scrittore e cantautore coi suoi brani a metà tra canto e recitazione:
da Nella casa del ladro a La rivoluzione la sua esibizione brilla tanto per forza poetica
quanto per precisione nell’esecuzione, e giustamente il pubblico apprezza. Segue poi Alberto
Patrucco che, oltre ad
intrattenere con un lungo e divertente monologo dei suoi, propone due brani da “Chi non la pensa
come noi”, il suo primo album che
raccoglie alcune canzoni di Georges Brassens tradotte in italiano. La serata si conclude con il live al fulmicotone di Caparezza, il quale porta nel tempio della canzone d’autore Eroe. Storia di Luigi Delle Bicocche, Io
diventerò qualcuno e Vieni a ballare in Puglia, raccogliendo consensi anche nello
straordinario finale in cui duetta con Frankie Hi Nrg su Quelli che benpensano. E il Tenco si apre sempre di più ad
esperienze musicali diverse.
Premio Tenco 2008 - seconda serata
Teatro Ariston, Sanremo
07/11/2008
http://www.clubtenco.it
