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Che l’ultima serata del Tenco sia
la migliore delle tre non è sempre vero, ma è una regola che vale per l’edizione
2008 del Premio. Il motivo? Semplice: la presenza di due delle migliori
esibizioni di tutta la rassegna: quelle di Davide Van De Sfroos ed Eugenio
Finardi. Ma andiamo con ordine: apre la Banda Elastica Pellizza, Premio Siae come
miglior autore di quest’anno, che si fa accompagnare sul palco dall’ospite Antonio Marangolo al sax in un’esibizione
perfetta a livello esecutivo ma che necessita di una spinta in più nell’interpretazione.
Davide Van De Sfroos conferma poi lo
stato di grazia che sta attraversando in questo periodo: tre brani in versione
acustica (Missisipi, Il costruttore di motoscafi, Lo sciamano) uno più intenso dell’altro
nonostante un pesante raffreddamento incomba sulla voce. Tocca quindi a un Moni Ovadia sempre in bilico tra
canzone e teatro, il quale si presenta all’Ariston nella prima delle due vesti
e dopo un brano estratto dal suo spettacolo “La bella utopia” propone I musicanti dal disco dei Pan Brumisti e
una canzone di Wysotsky in lingua originale, anticipando quello che poi sarà il
fulcro dell’esibizione di Finardi. A Frankie
Hi Nrg
viene invece affidata la chiusura del primo tempo ed il rapper di
origini torinesi non delude: una manciata di brani estratti dai cinque dischi
fino ad oggi pubblicati in compagnia di un trio acustico
chitarra-basso-batteria che rinuncia ai campioni a favore di un impianto
ritmico serrato come il flow del titolare. In scaletta Disconnetti il potere e Potere
alla parola
, ma anche la lettura della recente dichiarazione di Cossiga su
come arginare (tutt’altro che democraticamente) il movimento studentesco dell’Onda. In apertura del secondo tempo ad Eugenio Finardi e l’ensemble Sentieri Selvaggi bastano una ventina
di minuti per lasciare intendere quanto sia potente, e del tutto centrata, la
loro rilettura delle canzoni di Vladimir Wysotsky. La voce di pietra e la
gestualità teatrale di Finardi da un lato e l’esecuzione per archi e piano dell’ensemble
dall’altra ridanno vitalità (musicale in primis) ad uno dei personaggi più
atipici della canzone d’autore del novecento: Targa Tenco per la miglior
interpretazione del tutto meritata, obbligatorio andarli a vedere dal vivo in
un concerto completo. Attorno a Stefano
Bollani
, per la prima volta sul palco nelle vesti di cantante, c’era invece
tanta curiosità. Il pianista toscano tutto sommato non ha deluso, sia nei brani
più seri (due traduzioni di Bardotti a continuare l’omaggio della prima sera: Il bene mio di Djavan e Gli argonauti di Veloso), sia nella
parodia di Fred Bongusto con Mafalda;
certamente però manca alla prova dei fatti uno o più brani autografi “seri”,
che speriamo di poter sentire al più presto. Dei tanti intermezzi di Jimmy Villotti durante le tre serate
quello con Ellade Bandini al
rullante (che gli ha consegnato il Premio I Suoni della canzone) è stato tra i
migliori: i due si conoscono da una vita e non hanno molti problemi ad
avventurarsi in una decina di minuti di jam, nella quale ad un certo punto
compare pure Un tubo di crema, brano
quantomai surreale di Villotti che insieme al resto si merita gli applausi del
pubblico. A chiudere la serata e tutto il Tenco
non può che essere Roberto Vecchioni.
Il Professore, assente da due anni sul palco dell’Ariston dopo essere stato
parte attiva del Premio per tutte le altre edizioni, apre con I miei vecchi anch’essa dal disco dei
Pan Brumisti e spiega il perché della sua assenza cantando con tanta commozione
Le rose blu. Il breve set, in verità poco
convincente sotto il profilo interpretativo, termina con Il violinista sul tetto. Poi è l’abbraccio sentito a tutta la
platea e ai musicisti del conduttore Antonio
Silva
, cui va la dedica del disco dei Pan Brumisti, a chiudere la tre
giorni. Se da una parte gli incontri pomeridiani continuano ad avere al loro
interno momenti fin troppo autoreferenziali, dall’altra l’apertura del cast e
delle Targhe a nomi e generi nuovi, che danno al Tenco un futuro vero e
proprio, lascia in positivo il bilancio di questa edizione. Arrivederci all’anno
prossimo.

Artista:
Premio Tenco 2008 - terza serata
Location Concerto:
Teatro Ariston, Sanremo
Data Concerto:
08/11/2008