Parrebbe
l’ennesima storia del musicista jazz genio e ragazzo, ma Enrico Zanisi, romano,
classe 1990, vanta già di numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali e
la sua carriera anche ora, a pochi mesi dall’uscita del suo disco d’esordio
sembra esser un jet supersonico diretto al successo.
Un
folgorante talento creativo che lo porta ad incidere con un’etichetta giovane
di tutto rispetto il suo primo album chiamato “Quasi Troppo Serio” e
a partecipare a sessions con i più grandi musicisti jazz.
La libertà
di improvvisare secondo il proprio sentire giovane, con il gusto di esplorare
nuovi territori avendo consapevolezza del passato è il miglior metodo per
creare la magia musicale. Con l’aggiunta poi di una buona padronanza della
tecnica, le idee musicali ravvivano l’intera sostanza. Zanisi rende corpose e
fresche le undici tracce, togliendo la polvere da capolavori che di solito
invece vengono suonati sempre con maestria ma con paura di personalizzare
troppo il brano discostandosi dal gusto del compositore originale. Il rispetto
e l’approfondimento, e l’utilizzo di un filtro personale porta il pianista a
dare un volto nuovo e talvolta inaspettatamente immediato alle parti. Un
perfetto equilibrio tra passato e futuro che finalmente svecchia e appassiona anche
l’ascoltatore meno esperto.
Due
maestri jazz di prim’ordine come Pietro Ciancaglini, contrabassista romano,
classe 1975 ed Ettore Fioravanti, batterista, compositore, direttore,
arrangiatore, classe 1958, membro del Paolo Fresu Quintet, lo accompagnano in questa avventura e
rimangono leggeri ma presenti, come solo due maestri di alto livello sanno
fare. Enrico Zanisi compone, sembra avere già in testa l’intera struttura
melodica, inventa melodie, utilizza facili progressioni armoniche capaci di
arrivare precise e sempre più comprensibili, improvvisa semplicemente creando
connessioni jazz e swing. Oltre all’approccio classico, la scrittura è
decisamente contemporanea, con rimandi a Radiohead, Pink Floyd, Brad Mehldau,
Herbie Hancock.
Dinamiche
pseudo-rock come in “Chantez”, rendono
divertenti alcuni passaggi, mentre standard come “Alone Together” o ballad come
“Corale” scorrono veloci e precise. Ancora swing come “Springtime”, di Giovanni
Mazzarino, pianista siciliano e amico di Zanisi, o “Il Volo”, sono composizioni
dal tema molto intenso e vivace. “Isidore” invece è una composizione molto
interessante, un po’ malinconica di Ettore Fioravanti. Ne “Il Caso Pone” quasi
dieci minuti che scorrono rapidissimi, presenta una progressione di accordi
molto efficace quasi prog-rock (ci mancherebbe solo sul finire un assolo di
chitarra elettrica). L’artista riesce grazie al suo talento a conversare con
gli altri due musicisti, creando vera perfezione nel suo trio. Con Alfie, di
Bacharach, solo piano, che conclude l’opera, l’autore torna a sottolineare
l’assoluta coerenza nella sua personale visione musicale.
In definitiva davvero un disco molto bello e fonte di ispirazione, da
ascoltare e riassaporare.
Enrico Zanisi Trio
Nuccia
01. Von Fremden
Landern und Menschen (R. Shumann)
02.
Chantez (Enrico Zanisi)
03. Alone
Together (A. Schwartz / H. Diez)
04.
Corale (Enrico Zanisi)
05.
Springtime (G. Mazzarino)
06. Il
volo (Enrico Zanisi)
07. Just
in Time (I. Berlin /J. Styne)
08.
Isidore (E. Fioravanti)
09.
Easter Eggster (G. Burk)
10. Il
Caso Pone (Enrico Zanisi)
11. Alfie
(B. Bacharach)
Enrico Zanisi, pianoforte
Pietro Ciancaglini, contrabbasso
Ettore Fioravanti, batteria
2009
46:12
