Dopo il buon riscontro ottenuto con Te la ricordi Lella (libro+CD) che ha voluto ricordare i quarant’anni di carriera del cantautore romano, ecco che Edoardo De Angelis omaggia una terra, la Sicilia (e soprattutto Palermo), che lo ha spesso accolto e coinvolto con i suoi profumi, le sue tradizioni non solo musicali, i suoi ritmi – il suo “sale” appunto. E si intitola proprio Sale di Sicilia il suo ultimo lavoro discografico.
L’omaggio a questa terra è tale per cui i quindici pezzi che ne fanno parte sono quasi totalmente frutto di collaborazioni, non solo musicali, con artisti siciliani.
Sale di Sicilia (omaggio alle “saline” e al loro canto) e Speranza disperata (ispirata ad un libro di Erri De Luca e che solletica una riflessione sui “migranti” di oggi con uno sguardo a quelli del passato) sono nate dalla collaborazione con l’ennese Mario Incudine, ospite dei brani insieme all’inconfondibile voce popolare di Laura Mollica; Rosario e Raffaella (due storie vere che si coagulano in una speranza per il futuro) vede la partecipazione del cantautore Rosario Di Bella.
Stella stella mia, (uno sguardo dall’alto: Erice: sulle Egadi, tra sogno e realtà) e Voglio un amore sono cantate in diretta, accompagnate dalle note romantiche del pianoforte di Antonio Vasta.
Accomunate dal tema delle parole sono La valigia dell’addio (dedicata alla madre: «Ciao ma’ volevo dirti tante cose ma tutto il tempo se ne va»), Parole che appartengono al mio cuore e Benedetta, con il timbro ardente del sassofono di Francesco Cafiso e la voce di Aida Satta Flores che duetta con Eduardo anche in Con un sorriso, arricchita sul finale da un assolo di clarinetto di Antonio Putzu.
E poi Una storia da raccontare (dove si riprende il tema della migrazione) impreziosita dall’introduzione della chitarra classica di Toti Basso; Abele, invece, è interpretata assieme all’attore Neri Marcorè, ed è unica per la presenza dell’erede della grande tradizione siciliana del cuntu, il grande Mimmo Cuticchio, e per la narrazione di suo figlio Giacomo, in cui sembra quasi scorgersi il dubbio che possa essere stato Abele ad uccidere Caino e non viceversa.
Tra le altre spicca Il giardino di Giovanni, brano di Sergio Endrigo che presenta gli arrangiamenti del celebre chitarrista agrigentino Francesco Buzzurro (che compare anche in Alloro, racconto della storia dell’amicizia tra De Angelis e Francesco Giunta) e vede la presenza del violino “notturno” di Giuseppe Cusumano e l’intervento del gruppo polifonico del Balzo diretto dal maestro Vincenzo Pillitteri e di Rosalia Pizzitola.
E chiudiamo con Nostra signora del golpe, preghiera laica caratterizzata dalle percussioni di Massimo La Guardia, fondatore insieme a Pippo Pollina dei siciliani Agricantus, e Spasimo, in cui la presenza di due siciliani d’eccellenza, Andrea Camilleri e Franco Battiato (con un frammento della sua Stranizza d’amuri), fa da cornice al quadro dolceamaro di una terra, bagnata sì dal Mediterraneo, ma spesso anche da tante lacrime, alcune di gioia e altre di disperazione.
In una recente intervista il cantautore ha dichiarato: «Mi sento in debito con questa terra alla quale ho rubato colori, sogni, respiro. Forse quest’album ha il significato di un’offerta, seppure inadeguata. Il sale a cui mi riferisco non è, come potrebbe sembrare, il sale delle saline presenti numerose in Sicilia ma bensì una metafora con la quale intendo sottolineare l’ingegno, l’intelligenza e il carattere del popolo siciliano». Questo omaggio è stato reso perciò anche con un’accurata scelta di strumenti, tale da rispettare la tradizione e il gusto di una terra di sapori e dissapori, ma sempre naturale, immediata e, quindi, tradizionale. La batteria è del tutto assente, così come il basso elettrico, mentre la chitarra elettrica è usata quasi mai: una volta per creare leggeri accostamenti inavvertibili, e un’altra in un fraseggio; sono tammorre e tamburelli, aerofoni etnici – dal siciliano friscalettu all’armeno duduk, fisarmoniche -, zampogne a costituire la struttura e il tono degli arrangiamenti.
Edoardo De Angelis
Rai Trade
01. Sale di Sicilia
02. Benedetta
03. Rosario e Raffaella
04. Stella stella mia
05. Una storia da raccontare
06. Speranza disperata
07. Abele
08. Con un sorriso
09. Il giardino di Giovanni
10. Nostra Signora del Golpe
11. Voglio un amore
12. La valigia dell’addio
13. Alloro
14. Parole che appartengono al mio cuore
15. Spasimo
Francesco Giunta
Paolo Avvento: contrabbasso
Fabrizio Guarino: chitarre
Massimo La Guardia: percussioni, aggeggi, voce popolare
Carmelo Nicotra: violoncello
Antonio Putzu: areofoni etnici, clarinetto, sax soprano
Antonio Vasta: pianoforte, fisarmonica, zampogna
Luca Lo Bianco: contrabbasso
Salvo Compagno: cajon, udu
Piero Ricosta: contrabbasso
Orchestra Canzoni di Confine: archi
Laura Mollica: voce
Mario Incudine: voce, chitarre, mandola
Francesco Cafiso: sax
Rosario Di Bella: voce
Toti Basso: chitarra
Mimmo Cuticchio: voce
Walter Sivillotti: direzione archi
Giacomo Cuticchio: voce
Giuseppe Greco: mandoloncello, decacordo
Neri Marcorè: voce
Aida Satta: Flores: voce
Francesco Buzzurro: chitarre
Giuseppe Cusumano: violino, sax
Gruppo Polifonico del Balzo
Rosaria Pizzitola: soprano
Francesco Giunta: voce
Franco Battiato: voce
Andrea Camilleri: voce
2011
67:56
