Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
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Un doppio cd, con due
firmatari, e addirittura una terza, almeno virtuale, in quanto
omaggiata. Un piccolo evento, insomma, a cui
L’Isola ha
voluto dedicare una recensione un po’ speciale, a due voci, che si
rimpallano considerazioni e input vari, cercando di toccare i vari
tasti che un lavoro di così ampio respiro suggerisce.

(GF) I musicisti
si possono dividere in due tipi: quelli che fanno solo le proprie
cose e quelli che invece pensano e agiscono guardandosi anche
intorno. In questo Paese uno dei più curiosi e attivi (e bravi) si
chiama Riccardo Tesi. Perché lavorare con gli altri aiuta a
progredire, vivifica e aggiorna; e poi, nell’andare avanti, a
ricordarsi delle proprie radici non si fa mai danno, anzi. È così –
pensato e condiviso – che arriva questo omaggio alla figura mitica
e pioniera di Caterina Bueno, cantante dedita al recupero
delle tradizioni popolari con cui Tesi e il socio Maurizio Geri
cominciarono, e a cui l’Italia deve straordinari impegno e memoria.
Ovvero c’era una volta il “folk revival italiano”, quel momento
storico nei Settanta in cui la musica di questo Paese, da Nord a Sud,
ha sentito che profumo fa poter essere un’avanguardia mondiale: era
“sul pezzo” con un gran patrimonio e una formidabile schiera di
interpreti – e poi invece ha perso il passo, per sempre.

(AB) Andrà
al proposito sottolineata la (forse ovvia) convivenza, nell’universo
popolare, tra leggerezza e impegno, ballabilità e concettosità. Il
canto popolare – almeno quello con le iniziali maiuscole – ha
sempre veicolato questa dicotomia di input: da un lato arie
musicali, e spesso testi, sbarazzini, dall’altro l’engagement,
il canto di lotta. Questo disco non fa che confermarci tutto ciò.

(GF) L’iniziativa
va considerata un vero e proprio progetto culturale, consta di due
dischi con una bella scelta di musicisti (24) e brani (19) immersa in
una saporita opera di arrangiamento: gli approcci migliori, quelli
che sanno fare, dell’amore e della riconoscenza per il contenuto in
oggetto, la matrice vitale per una disobbedienza nuova. Tesi e Geri
hanno radunato alcuni fidi compari (Melone, Carboni, Fadda: la
Banditaliana, del cui passo etno-jazz tutto il lavoro si giova) e poi
si son giocati dei jolly, soprattutto sulle voci, giustamente
ricondotte alla regione Toscana d’appartenenza (come lo sono
produzione e discografica). E a quelli che pensano che la musica
tradizionale sia roba noiosa e di nicchia per vecchi, ecco qui che
arriva ad esempio gente come Nada, David Riondino,
Gianna Nannini e Piero Pelù, a spiegare che le radici
tutti gli alberi le hanno, e che pure un rocker deve molto a una come
Caterina Bueno.

(AB) Volendo
tracciare un piccolo – e magari personalissimo – vademecum delle
cose migliori del lavoro, saranno da citare, in ordine di
apparizione, Tirallà, sorta di ballad popolare col profumo,
quasi, della filastrocca e una Lucilla Galeazzi magistrale
proprio in quel sublimare la sua naturale esuberanza in una
delicatezza di notevole forza evocativa. Anche la successiva Suite
dei pastori
va menzionata, fra un iniziale andamento quasi da
canto sardo e il successivo sviluppo, saltellante quanto raffinato.
Notevole ancora la Galeazzi in Battan l’otto, che assume via
via coloriture morbidamente danzanti. Nel più mosso Donna
lombarda
, un ruolo centrale spetta alle percussioni, e c’è da
sottolineare un bel solo di Carboni al sax soprano. Bellissimo, poi,
il trio, quanto mai pudico, tra Nada/Tesi/Geri in 500 catenelle
d’oro
, mentre una minisuite (come già La leggera delle
donne
) è L’anatra, svolta in prevalenza nel segno di
voci e percussioni. Un episodio di estrema varietà.

Passando al secondo cd,
notevole risulta subito il dittico Maggio / La passione, con,
singolarmente, due diversi sopranisti sugli scudi: l’ospite Daniele
Sepe
e ancora Carboni. Delicato, quasi domestico, e molto
suggestivo, poi, Il trenino che parte e va, su cui si erge un
ottimo assolo di organetto, mentre in chiusura – quasi
fisiologicamente, verrebbe da dire, visto che da lì proviene anche
il titolo del lavoro – troviamo la Caterina di De Gregori,
in duo fra i soli Geri (voce e chitarra) e Tesi. Una lettura quanto
mai preziosa, senza neppure la volontà di riprendere moduli
degregoriani (anzi: forse lo sforzo è proprio quello opposto, e
quindi meritorio).

(GF) Francesco De Gregori
ha fatto sapere d’aver gradito l’esecuzione e l’inclusione nel
progetto (ed è un bel merito reciproco). Anche il cantautore romano,
agli inizi, ebbe a che fare con la Bueno e così deliziosamente seppe
incastonarla nei quattro minuti di una canzone, tanto semplice quanto
perfetta e commovente. Come le canzoni popolari, da che è mondo,
sanno fare.

Artista:
Riccardo Tesi & Maurizio Geri
Etichetta:
Materiali Sonori
Elenco Tracce:

01. Italia bella mostrati gentile


02. Tirallà


Suite dei pastori
03. Eni ma vieni /
Dirindina
04. Trescone
05. Battan l'otto
06. Donna
lombarda
07. La leggera delle donne
08. 500 catenelle d'oro
09.
Suite della mietitura




CD 2
01. E bene venga maggio
02.
Maggio
03. La passione
04. Il Sirio
05. Bella una serpe
06.
Il trenino che parte e va
07. Fagioli con le cotenne
08. Storia
del 107
09. L'anatra
10. Caterina

Produzione Artistica:

Riccardo tesi, Maurizio Geri & Stefano Melone

Musicisti:

Lucilla Galeazzi: voce
Maurizio Geri: voce, chitarra, saz
Riccardo Tesi: organetto, tamorra
Claudio Carboni: sax soprano, sax alto, flauto
Stefano Melone: piano, tastiere, voce
Filippo Pedol: contrabbasso
Marco Fadda: percussioni

Carlo Monni: voce recitante in # 1.01 e 1.09

Caterina Bueno: voce in # 1.07 e 2.01

Gianna Nannini, David Riondino: voce in # 1.07

Nada: voce in # 1.08

Alice Sobrero: voce in # 1.09 e 2.03

Emma Biondi: voce in # 1.09

Coro delle Mietitrici di Scansano: voce in # 1.09 e 2.02

Piero Pelù, Tiziano Mazzoni: voce in # 2.02

Daniele Sepe: sax soprano in # 2.02

Riccardo Tarlini: tuba in # 2.02

Francesca Breschi: voce in # 2.03

Custodio Castelo: chitarra portoghese in # 2.04

Anno di Uscita:
2010
Durata:
85:19