Si sente spesso parlare di stile-ECM: se c’è un disco (come tanti altri, per carità) capace di sintetizzare ed esprimere tale concetto, questo è certamente Stories Yet To Tell, realizzato da un singolare trio ormai ampiamente collaudato come quello composto dalla cantante londinese Norma Winstone, fra le muse del british jazz che corroborò i primi anni Settanta, avendo come collante-principe le big band dei vari Tippett, Westbrook e McGregor, e poi vertice di un altro trio atipico come Azimuth, il polisassofonista tedesco Klaus Gesing, da tempo molto attivo anche dalle nostre parti, e il friulano Glauco Venier, fra i più inventivi (per quanto appartato) pianisti italiani.
A informare il disco – inciso nel dicembre 2009, con molto materiale originale, accanto a brani di tradizione e pagine di Armando Manzanero (Just Sometimes), Maria Schneider (Among the Clouds) e Wayne Shorter (Goddess), tutti con testi creati ad hoc da Norma Winstone – è un clima costantemente in bilico fra jazz da camera, avanguardia contemporanea e – in fondo predominante – song di prevalente ascendenza nordica. Il bilanciamento delle forze in campo è invidiabile: non sempre è la voce a determinare i destini, l’evaporare (termine quanto mai appropriato, nello specifico), della musica; talvolta è il piano a procedere ora solitario, ora in affiancamento alla stessa voce o all’ancia di turno, né mancano ovviamente i momenti a ranghi compatti (peraltro non preponderanti).
Tutto ciò dà origine a una musica raffinata ed evocativa, magra ma non per questo fredda, ariosa, rilassata, a maglie larghe, mai concitata o troppo affermativa. Una musica che sa farsi amare nella sua globalità, senza picchi né cedimenti se non infinitesimali. Un disco largamente consigliabile.
ECM/Ducale
01. Just sometimes
02. Sisyphus
03. Cradle song (Hoy Nazan)
04. Like a lover
05. Rush
06. The titles
07. Carnera
08. Lipe Rosize
09. Among the clouds
10. Ballo furlano
11. Goddess
12. En mort d'En Joan de Cucanh
Norma Winstone: voce
Klaus Gesing: clarinetto basso, sax soprano
Glauco Venier: pianoforte
2010
52:15
