Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

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«Ero un esponente della Dc e organizzavo
le feste dell’amicizia. Ho sempre amato il blues e  invitai Fabio Treves. Lui, però era
consigliere comunale di Democrazia Proletaria a Milano e non sapevo se avrebbe
accettato. Invece arrivò e il concerto andò bene, tanto che mi disse: “Perché
non organizzi un festival blues? ’’». Sono già passati venti anni e Luca
Romani
, anima del Torrita Blues Festival, racconta spesso e
volentieri questo episodio. Anche poco prima dell’inizio del festival numero venti,
un’edizione che come di consueto ha portato nel piccolo centro della
Valdichiana senese una folla di appassionati del genere anche grazie alla collocazione
temporale consolidata: ultimo fine settimana di giugno. E Treves c’era anche questa volta, così
come la prima e come la decima (speriamo anche la trentesima per lui e per il
festival). Unico artista italiano di un poker d’assi. Con lui Keith B. Brown, noto per essere stato
anche attore per Wim Wenders nel
film “Soul of a Man”, il British Blues Quintet (esclusiva
italiana) formato da cinque artisti dalle varie esperienze (tra cui i Bluesbreakers di John Mayall) e Sherman Robertson
(anch’egli in esclusiva italiana) chitarrista americano dotato di eccezionale
abilità che, con i suoi Bluesmove. In questa sede però l’attenzione non può
non essere incentrata su Treves e i suoi eccezionali musicisti, segno di una
grande salute del blues italiano. Specialmente il chitarrista biellese Alessandro Gariazzo è ben calato nel
ruolo di spalla che puà diventare frontman con assoli di grande bravura, mentre
Tino Cappelletti compie il suo
lavoro al basso con impeccabile precisione, aiutando  anche le percussioni di Massimo Serra a compiere qualche
variazione sul tema senza che l’impostazione ritmica ne risentisse. Treves ha
reso omaggio al festival scegliendo i classici che sono in parte inclusi nel
suo ultimo album: autori come Robert
Johnson o Sonny Boy Williamson
(trascinante la versione di Your funeral and my trial) sono resi con
grande professionalità e con la passione che, pur con il passare degli anni,
non passa mai. Forse è il blues a mantenere giovani, se no perché è chiamata
“musica del diavolo”?

Artista:
Torrita Blues Festival
Location Concerto:
Torrita di Siena (SI)
Data Concerto:
26/06/2008