A Villa Serra di Comago (Sant’Olcese) sabato 30 Maggio i personaggi cantati da Fabrizio De André, zingari, prostitute, giudici e detenuti e tanti altri, sono stati i protagonisti di un emozionante ricordo di Faber. L’evento ad ingresso gratuito dal titolo Voi quella notte, voi c’eravate è stato curato da Radio Popolare in collaborazione con la Comunità di Don Gallo, ed è stata l’inizio della XXI edizione del Break Out Festival. Nella splendida cornice del parco storico di Villa Serra, artisti, musicisti e scrittori sono saliti sul palco per proporre un tributo personale al grande cantautore genovese a dieci anni dalla sua scomparsa. Un Ensemble d’archi accompagna la soprano afro-americana Moncia Small, che con Le Nuvole e poi Ottocento, a seguire Hotel Supramonte con il giudice Vincenzi Papillo insieme a Gian Maria Testa. Preghiera di gennaio è stata interpretata con una ritrovata Paola Turci, in ottima forma accompagnata per l’occasione dalla Rumenian Gipsy Band. Si procede così, con musica, parole e visioni, grazie ad uno schermo messo a lato del palcoscenico che trasmetteva materiale su Fabrizio. Altro momento suggestivo è quello in cui, Doris, dell’associazione “Le Graziose” per la difesa dei diritti delle prostitute, insieme a De Scalzi ha proposto Vorrei comprare una strada (tratta dall’indimenticato album “Senza orario, senza bandiera” del 1968, scritto dai New Trolls con testi del poeta ligure Riccardo Mannerini e la supervisione di Faber), e Valentina, trans-gender/camallo del porto di Genova, tra omaggi a Paride Batini e dichiarazioni sulla corsa al profitto, si è cimentata in una riuscitissima Princesa, con Fabio Barovero dei Mau Mau alla fisarmonica e Mirco Menna alla voce e chitarra. Poi Mauro Ermanno Giovanardi con l’Orchestra Bailam crea magia con Rimini, anticipata da un piccolo brano del Coccodrillo di Pasolini. Due detenuti del carcere di Marassi, recitano La canzone di Marinella, ripresa a seguire da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, che lascia quantomeno perplessi (scegliete voi in che termini), per la sua interpretazione così personale. Dicevamo di alcune proiezioni che di tanto in tanto hanno punteggiato la serata e in effetti l’idea di trasmettere sul maxi schermo alcune scene di ”Effedia’, sulla mia cattiva strada”, film-documentario prodotto da Dori Ghezzi per la regia di Teresa Marchesi, si è rivelata vincente. Ha creato un impatto emotivo molto forte, soprattutto quando è passato il video de La domenica delle salme, girato da un giovane Gabriele Salvatores e l’interevista di un altro regista, Wim Wenders, estimatore del cantautore ligure e che chiude l’intervista augurandosi che si faccia un grande concerto in memoria di Fabrizio, in Europa o magari negli States, in modo che lui possa riprenderlo e farne diventare un ricordo vivo e sempiterno dell’artista. La qualità musicale è andata in crescendo fino alla chiusura, con l’arrivo del gruppo Mille anni ancora, che con uno strepitoso Alessandro Adami alla voce, (classe 1982), hanno riproposto inizialmente l’intero concept album del 1973 “Storia di un Impiegato” (sesto lavoro da studio), in un’originale e fedele rilettura, compresa l’emozionante Verranno a chiederti del nostro amore o brani più ironici come Bombarolo, per poi dedicarsi nel finale ad una carrellata di classici come Il pescatore, brano tipico da jam-session che hanno concluso la serata. “Mille anni ancora”, è un gruppo composto da vari musicisti che hanno collaborato (anche) con Faber, come Ellade Bandini alla batteria, Giorgio Cordini alle chitarre e bouzouki, Mario Arcari ai fiati ed ancora Alessandro Adami (voce), Max Gabanizza (basso), Eros Cristiani (tastiere), Enrico Mantovani (chitarra) e Stefano Zeni (violino). A distanza di anni, i testi e le musiche di Fabrizio, soprattutto dal vivo, riescono ad esprimere perfettamente le contraddizioni della vita moderna, sapendo suscitare nei più amore e rispetto per i deboli e gli sconfitti: sempre una grande lezione di vita. Oggi come ieri. E c’è da scommetterci, anche per domani.
Villa Serra di Comago, Sant'Olcese
30/05/2009
