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E’ morto nella notte tra sabato e
domenica all’ospedale San Paolo di Milano il cantautore, poeta e scrittore Ivan Della Mea, una delle voci più
importanti della canzone popolare e di protesta del nostro Paese. Nato a Lucca il 16 ottobre 1940,
Della Mea si trasferì in giovanissima età a Milano, divenendo un cantautore in
dialetto milanese in quel movimento di autori popolari di canzoni politiche che
ebbe tra i maggiori esponenti Fausto Amodei, Giovanna Daffini, Gualtiero Bertelli
e Paolo Pietrangeli, artisti che gravitavano tutti attorno all’etichetta I
Dischi del Sole. Prima di diventare cantautore, durante la sua esistenza svolse
vari altri lavori, quali l’operaio in fabbrica, il barista, lo scaricatore e il
fattorino al Calendario del Popolo di Giulio Trevisani, rivista per la quale
diventerà prima correttore di bozze e poi redattore, passando quindi al
giornale Stasera e continuando la sua carriera editoriale come revisore di
collane periodiche della Mondadori, per cui scrisse anche alcuni racconti. Iscritto dal 1956 al Partito
Comunista Italiano, fu tra i fondatori del Nuovo Canzoniere Italiano, con cui
porterà avanti un’intensa attività di spettacoli, ricerca e dischi. La prima
incisione risale al 1962 nel disco “Canti e inni socialisti” ed è dello stesso anno
il primo disco in proprio, “Ballate della piccola e della grande violenza”,
edito da I Dischi del Sole, a cui seguiranno “Ho letto sul giornale” (1964), “La
mia vita ormai (1965), “Io so che un giorno” (1966), “Il rosso è diventato
giallo” (1969), “La balorda” (1972), “La nave dei folli” (1972), “Se qualcuno
ti fa morto” (1972), “Ringhera” (1974), “Fiaba grande” (1975), “La piccola
ragione di allegria” (1978), “Sudadio giuda bestia” (1979), “Sudadio
giudabestia 2” (1980) e “Karlett” (1983), tutti ep ed lp pubblicati sempre da I
Dischi del Sole. Nel 1997 pubblica invece il cd “Ho male all’orologio” e nel
2000 “La cantagranda forse walzer”, entrambi per il Manifesto Dischi. Oltre all’attività discografica
Della Mea partecipò a diversi spettacoli del Nuovo Canzoniere Italiano: nel
1963 uno spettacolo di canzoni padane con Fausto Amodei, Giovanna Daffini, Sandra
Mantovani, Michele Luciano Straniero e Rudi Assuntino; nel 1964 “L’altra Italia”
e “Pietà l’è morta (la resistenza nelle canzoni)”; nel 1965 “Bella ciao”; nel
1966 “Ci ragiono e canto”. Dopo aver lasciato nel 1967 il Nuovo Canzoniere
Italiano (dove rientrerà nel 1971), scrive nel 1969 insieme a Franco Solinas lo
spaghetti-western “Tepepa” con Tomas Milian e Orson Welles. Dal 1996 diresse l’Istituto
Ernesto De Martino, con sede a Sesto Fiorentino. Tra le pubblicazioni
letterarie i romanzi “Fiaba d’orso, di bagatto di un giorno centenario” (1984)
e “Il sasso dentro” (1990) e le raccolte di poesie “L’Ambrosiana” (1992), “La
cantagranda” (1998) e “Prima di dire (2004). Da ricordare anche la sua attività
giornalisti su l’Unità e Liberazione e il Premio Ciampi alla carriera del 2003. (Luca Barachetti)