Come
molti che si avvicinano al mondo della musica, anche Edoardo Cerea ha iniziato
il suo percorso sonoro militando in svariate band rock e r&b.
Dopo
svariati anni in questo percorso, nel 2004 inizia la sua attività di autore con
l’album “Come se fosse normale” prodotto da Mario Congiu personaggio a lui caro
che accompagna tuttora Edoardo nel suo cammino musicale.
In
“Come se fosse normale” c’è un altro incontro fondamentale per la carriera di
Edoardo Cerea e cioè l’incontro con l’autore Marco Peroni, con il quale
inizierà una collaborazione tuttora attiva.
Nel
gennaio del 2008 esce “Disperanza”, disco della quale Edoardo scrive tutte le
musiche e Marco Peroni i testi. È un disco importante perché parla, in anticipo
rispetto ai tempi, di un tema caldo dell’ultimo periodo italiano: la
generazione “mille euro”.
“Disperanza”
è un disco di dieci canzoni che descrivono il senso di precarietà di un’intera
generazione, la difficoltà di trovare certezze per il proprio quotidiano, ma
anche lo spazio per realizzare i sogni per cui ci si era preparati. La
generazione “mille euro”, infatti, non è fatta solo di giovani in cerca di una
prima occupazione, ma anche e soprattutto di ricercatori, laureati, musicisti e
in generale “cervelli” a cui, come sottolineano Edoardo Cerea e Marco Peroni in
“Disperanza”, l’Italia chiude troppo spesso le porte in faccia.
Il
tentativo principale di quest’ultimo lavoro di Edoardo è quello di realizzare
un ritratto il più veritiero possibile di quella che spesso viene definita come
“generazione invisibile”.
Fra
speranza e disperazione, ironia e rabbia “Disperanza” risulta essere un disco
rock per l’energia ma anche e soprattutto un disco di musica d’autore per
l’attenzione ai testi e l’urgenza di raccontare.
Da
qualche anno Edoardo è anche voce de “L’aria triste che tu amavi tanto”,
spettacolo tributo a Luigi Tenco allestito da Renzo Sicco per la compagnia
torinese “Assemblea Teatro”.
Da
questo spettacolo sono stati realizzati due cd.
