Col titolo Buon
compleanno Enrico, la sera del 24 novembre in una Sala del Minor Consiglio
di Palazzo Ducale gremita, il Museo del Jazz di Genova ha celebrato i
settant’anni di Enrico Rava (caduti per la verità lo scorso 20 agosto),
con la proiezione di filmati (dal quartetto con Massimo Urbani di metà anni
Settanta, alla celebre “Opera Va”, a cose più recenti) e la presenza dello
stesso trombettista, il quale ha risposto anche a diverse domande. Celiando
sulla sua età, ha per esempio sottolineato come la creatività non si possa mai
ridurre a un mero fatto anagrafico. “C’è gente vecchia a trent’anni, e chi
rimane giovane anche ben oltre i settanta”, ha detto. E come dargli torto,
anche proprio in considerazione delle diffuse carenze ispirative che
attanagliano tanti giovani jazzisti, italiani e non?
Di Rava, triestino di nascita, torinese d’adozione e
giramondo per vocazione (attualmente vive a Genova), vanno ricordati almeno,
per limitarsi al presente, il prestigioso riconoscimento assegnatogli dalla
città di Vienna, l’European Jazz Prize (vedi news), nonché
l’album New York Days, edito da ECM
a inizio anno e fra i migliori della stagione (vedi nostra recensione):
recentissima è poi la presenza in edicola, con “L’Espresso” e “La Repubblica”, di un cd realizzato dal grande
trombettista in settembre alla Casa del Jazz di Roma. La creatività appunto,
non è un fatto anagrafico…
