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Chiusi i battenti dell’undicesima
edizione del Biella Festival,
rimangono gli attestati di stima per i vincitori di questo importante concorso
che, pur tra mille difficoltà, è riuscito a ritagliarsi un’attenzione mediatica
che cresce anno dopo anno.

La vittoria è andata a Giulia Tripodi (nella foto), romana, che forte della
sua esperienza live di questi anni e di un background di spessore, ha avuto la
meglio su Giacomo Lariccia e MariaLuisa De Prisco, quest’ultima
dalla voce davvero notevole.

La finale, svoltasi sabato 24
ottobre nella splendida cornice del Teatro Sociale Villani di Biella, ha visto
dipanarsi nelle tre ore di spettacolo ospiti stranieri e ragazzi in gara, in un
alternarsi di emozioni che ha appassionato pubblico e protagonisti.

L’idea di proporre una finale
così particolare nasce dall’esigenza di trovare sbocchi artistici per i giovani
artisti italiani e da qui l’idea di Giorgio
Pezzana
e più in generale dell’Associazione Anni Verdi che da anni
organizza e gestisce il festival, di portare a Biella giovani emergenti
stranieri per far sì che questo scambio sia reciproco e che si possano creare
osmosi artistiche tra i vari paesi.

Così infatti è stato, visto che i
vincitori della scorsa edizione, i Perenne Simposio (gruppo dalla straordinaria
vocalità) hanno duettato con la spagnola Cristina Maez che includerà il brano Patì nel suo prossimo lavoro
discografico.

Altri riconoscimenti sono andati
a Davide Zilli, estroso pianista piacentino, che ha ricevuto il Premio Giovani
decretato da una giuria di under 20. Al campano Aldo Granese è andato
l’importante Premio Gozzano come miglior testo, mentre il Premio Siae “Sergio
Endrigo” se lo sono aggiudicati i Pennelli Di Vermeer, arrivati anch’essi dalla
terra partenopea.

Un esempio di tenacia e determinazione quello del Biella Festival, che
ostinatamente continua il suo lavoro di promozione per la musica emergente
facendolo da un palcoscenico defilato come può esserlo quello di una provincia,
ma non per questo meno affascinante nei contenuti e nei risultati