Esce oggi Musiche ribelli, il nuovo lavoro di Luca Carboni che torna al suo pubblico dopo un’assenza di tre anni
da “Le band si sciolgono”, ultima raccolta di inediti del cantautore bolognese. Con “Musiche ribelli” Carboni
rilegge e reinterpreta con il suo timbro assolutamente personale e sincero i
grandi cantautori degli anni Settanta: Bennato, Guccini, Dalla, Battiato,
Bertoli, Lolli, Jannacci, Finardi. Ed un doppio De Gregori «perché sono un po’
un degregoriano – sottolinea alla presentazione dell’album – De Gregori è stato
per me un grande punto di riferimento nella scrittura, un artista che ho amato
tanto e ho voluto sottolinearlo inserendo in questo lavoro due pezzi suoi». Un album di cover che vuole
essere un omaggio e un ringraziamento ai grandi cantautori degli anni settanta,
quelli che hanno fatto grande la canzone d’autore italiana: «Il motivo per cui ho fatto questo
disco è che da un lato volevo fare un omaggio alla grande canzone d’autore ed
in particolare a certi autori che sono stati voci per me familiari perché sono entrati
in casa mia, dentro il mio cuore, dentro la mia testa di quando ero bambino. Sono
gli artisti che ascoltavano i miei fratelli più grandi. Ho conosciuto attraverso
di loro una generazione musicale che altrimenti non mi sarebbe appartenuta e
che non avrei potuto scoprire da solo». Una scelta fortemente affettiva
quella dell’autore di “Ci vuole un fisico bestiale”, in questo progetto
coadiuvato dall’ex Tiromancino Riccardo
Sinigallia, co-produttore del disco che ritroviamo accanto a Carboni
nell’interpretazione di La casa di Hilde
e nel primo singolo Ho visto anche gli
zingari felici – e Claudio Lolli
è stato tra i primi colleghi a dare un feed-back positivo al progetto di Luca
Carboni, tanto da rendersi disponibile alla partecipazione nel videoclip con un
cameo. «Generalmente non amo cantare o
impossessarmi di canzoni di altri perché mi piace molto anche il ruolo
apparentemente passivo dell’ascoltare – spiega ancora Carboni – In questo album
ci sono canzoni e autori che hanno contribuito ad accendere dentro di me il
desiderio di raccontare e di scrivere canzoni a mia volta. Temi e autori che a
distanza di trent’anni sono ancora forti ed attuali». Tra le scelte del cantautore bolognese
brani degli anni settanta e soprattutto del 1976, anno in cui Carboni ha
cominciato a fare musica con la sua prima band, i Teobaldi Rock. Tra le cover
anche Up patriots to arms di Franco
Battiato, del 1980, «forse il brano più distante da me» secondo l’artista; Vincenzina e la fabbrica di Enzo Jannacci
e brani dei colleghi bolognesi Dalla e Guccini. Al lancio dell’album seguirà un tour breve ma fitto di appuntmenti: un mese
di concerti, tredici date nei maggiori teatri italiani a partire dal prossimo 2
marzo al Teatro Filarmonico di Verona. Sul palco con lui, anche Riccardo Sinigallia.
Durante i concerti Carboni proporrà brani tratti da “Musiche ribelli” e dal suo
repertorio, passando da una dimensione acustica ad una più elettrica.
Luca Carboni: «In “Musiche ribelli” i brani che mi hanno fatto diventare un cantautore»
Autore: Luca Barachetti
