Se ne va Tricarico ed entra in
sala stampa Chiara Canzian. Per lei
ieri sera un esordio tutt’altro che facile nella categoria Proposte 2009: «Sono
soddisfatta di come sia andata ieri sera nonostante la febbre a trentotto e
mezzo e la tonsillite. Ho rotto il ghiaccio e sono sicura che stasera andrà
meglio». Come tutti ormai sanno Chiara è una delle due figlie d’arte del
Festival, l’altra è Irene Fornaciari (figlia di Zucchero), e proprio dal
rapporto col padre Red – ma anche con la madre: la cantante Delia Gualtiero – prendono
spunto tante delle domande dei giornalisti: «Sicuramente l’essere nata in una
famiglia in cui la musica è così importante mi ha aiutato perché ha alimentato
la mia passione. Ma la musica è una cosa innata dentro di me: cantavo ancor
prima di poter capire che i miei lavoravano in quel mondo». Chiara pubblicherà
domani il suo primo disco, che conterrà Novembre
’96, il brano che nei mesi scorsi l’ha fatta conoscere al pubblico, e la
canzone sanremese. Tante le collaborazioni importanti dell’album: «Al disco
hanno lavorato Giuliano Sangiorgi, che ha firmato il testo di Prova a dire il mio nome con il
soprannome di Pellecalamaio, ma anche Niccolò Agliardi e Pacifico. Le
collaborazioni con Giuliano e Niccolò sono nate dalla nostra amicizia, entrambi
hanno saputo scrivere dei testi che io sento miei perché mi conoscono bene. A Pacifico
invece ho chiesto io se voleva lavorare con me. Ha accettato con molto
entusiasmo e ne sono molto contenta perché quel che è venuto fuori è una vera e
propria chicca». La canzone portata al Festival e quelle del disco sono sua
stessa ammissione «orecchiabili, diciamo anche commerciali» ma gli ascolti di
Chiara sono piuttosto atipici rispetto alle rotte sanremesi: «Da piccola
ascoltavo la musica che mi proponeva mia madre, come James Taylor. Poi intorno
agli undici-dodici anni grandi cantanti come Mariah Carrey. La svolta c’è stata
quando ho conosciuto Jeff Buckley, che mi ha aperto un mondo completamente
nuovo. Da lì ho deciso di provare a trasmettere alla gente almeno un millesimo
di quello che lui ha trasmesso a me. Poi ho scoperto altre grandi artisti che
oggi amo moltissimo come Damien Rice, Feist ed Erykah Badu. Queste influenze
però non si trovano nel disco in modo palese, perché le canzoni che ho scritto
per l’album rappresentano soprattutto me come persona. Gli ascoltatori più
attenti troveranno comunque diverse particolari che si allontanano dal classico
pop-rock». Stasera Chiara Canzian, salirà sul palco col padrino Roberto
Vecchioni e a lui sono dedicate le ultime battute: «Per me è molto importante
cantare con lui stasera. Roberto è un modello da seguire». (Luca Barachetti)
sala stampa Chiara Canzian. Per lei
ieri sera un esordio tutt’altro che facile nella categoria Proposte 2009: «Sono
soddisfatta di come sia andata ieri sera nonostante la febbre a trentotto e
mezzo e la tonsillite. Ho rotto il ghiaccio e sono sicura che stasera andrà
meglio». Come tutti ormai sanno Chiara è una delle due figlie d’arte del
Festival, l’altra è Irene Fornaciari (figlia di Zucchero), e proprio dal
rapporto col padre Red – ma anche con la madre: la cantante Delia Gualtiero – prendono
spunto tante delle domande dei giornalisti: «Sicuramente l’essere nata in una
famiglia in cui la musica è così importante mi ha aiutato perché ha alimentato
la mia passione. Ma la musica è una cosa innata dentro di me: cantavo ancor
prima di poter capire che i miei lavoravano in quel mondo». Chiara pubblicherà
domani il suo primo disco, che conterrà Novembre
’96, il brano che nei mesi scorsi l’ha fatta conoscere al pubblico, e la
canzone sanremese. Tante le collaborazioni importanti dell’album: «Al disco
hanno lavorato Giuliano Sangiorgi, che ha firmato il testo di Prova a dire il mio nome con il
soprannome di Pellecalamaio, ma anche Niccolò Agliardi e Pacifico. Le
collaborazioni con Giuliano e Niccolò sono nate dalla nostra amicizia, entrambi
hanno saputo scrivere dei testi che io sento miei perché mi conoscono bene. A Pacifico
invece ho chiesto io se voleva lavorare con me. Ha accettato con molto
entusiasmo e ne sono molto contenta perché quel che è venuto fuori è una vera e
propria chicca». La canzone portata al Festival e quelle del disco sono sua
stessa ammissione «orecchiabili, diciamo anche commerciali» ma gli ascolti di
Chiara sono piuttosto atipici rispetto alle rotte sanremesi: «Da piccola
ascoltavo la musica che mi proponeva mia madre, come James Taylor. Poi intorno
agli undici-dodici anni grandi cantanti come Mariah Carrey. La svolta c’è stata
quando ho conosciuto Jeff Buckley, che mi ha aperto un mondo completamente
nuovo. Da lì ho deciso di provare a trasmettere alla gente almeno un millesimo
di quello che lui ha trasmesso a me. Poi ho scoperto altre grandi artisti che
oggi amo moltissimo come Damien Rice, Feist ed Erykah Badu. Queste influenze
però non si trovano nel disco in modo palese, perché le canzoni che ho scritto
per l’album rappresentano soprattutto me come persona. Gli ascoltatori più
attenti troveranno comunque diverse particolari che si allontanano dal classico
pop-rock». Stasera Chiara Canzian, salirà sul palco col padrino Roberto
Vecchioni e a lui sono dedicate le ultime battute: «Per me è molto importante
cantare con lui stasera. Roberto è un modello da seguire». (Luca Barachetti)
