Enrico De Angelis, Sergio
Secondiano Sacchi e Sergio Cammariere presentano le
pubblicazioni del Club Tenco in memoria di Sergio
Bardotti, grande amico del Club, autore, traduttore, produttore e operatore
culturale fra i più grandi del nostro Paese. Si tratta di un doppio album
intitolato Bardocì (l’appellativo
con cui Bardotti veniva chiamato in Brasile) e di un libro più cd intitolato Se tutti fossero uguali a te. Il disco contiene preziosi brani,
inediti o rari, scritti o tradotti da Sergio Bardotti ed eseguiti per la
maggior parte appositamente per il disco da una folta schiera di importanti
artisti italiani (tra gli altri Simone Cristicchi, Gianmaria Testa, Teresa De
Sio, Massimo Ranieri, Stefano Bollani e lo stesso Cammariere) e da alcuni
altrettanto grandi artisti stranieri (Chico Buarque de Hollanda, Joan Isaac),
più un inedito intitolato Samba per
Bardocì scritto da Sacchi e Armando Corsi e cantato da Carlo Fava. «Potevamo
realizzare un semplice Best of della produzione di Sergio per tanti artisti
diversi», dice De Angelis, «ma abbiamo preferito orientare il disco più sul
Bardotti traduttore, andando a scovare una serie di brani tradotti e mai incisi,
che abbiamo chiesto di cantare ad artisti vicini a lui». Il libro è invece un’antologia
della produzione testuale di Bardotti («con questo volume abbiamo voluto
testimoniare come anche i parolieri, e non solo i cantautori veri e propri,
possano avere una loro grande forza poetica» dice ancora De Angelis),
completato da una prefazione di Ornella Vanoni, da saggi di Sergio Secondiano
Sacchi e De Angelis e da alcune interviste ai famigliari di Bardotti. Nel disco
allegato è lo stesso Bardotti – che pur essendo un paroliere conosceva anche la
musica e incise ad inizio carriera anche due 45 giri – a cantare alcuni
frammenti di brani a cui stava lavorando: «sono chicche che siamo andati a
scovare grazie all’aiuto della famiglia Bardotti: tra di esse ci sono pure dei
frammenti di un musica che Lucio Dalla e Chico Buarque de Hollanda avevano
cominciato a scrivere partendo dal romanzo “Dona Flor e i suoi due amanti” di Jorge
Amado». Tanti i momento emozionanti
durante la presentazione: dalla lettura di due testi poco conosciuti di
Bardotti a conclusione dell’intervento di De Angelis (Il colonnello, brano cantato poi da Dalla, e Amiamoci, cantanta da Endrigo) fino alla presentazione da parte di Cammariere
di un cortometraggio realizzato da lui stesso per ricordare i suoi tanti
incontri con Bardotti. «E’ il mio esordio da regista, si intitola
scherzosamente La domenica delle palle
perché io e Sergio ci siamo incontrati spesso nel giorno della domenica delle
palme, che piano piano è diventata “delle palle”. Veniva spesso a casa mia e io
filmavo le ore passate con lui ad ascoltare musica, parlare, scrivere canzoni,
come quella volta che arrivò chiedendomi una parte di pianoforte per il disco
della Vanoni e di Paoli senza nulla da cui partire. Rimarrà sempre una persona
molto importante per me. Io lo chiamavo Sergione, lui mi chiamava Sergino: ricordo
che fu Sergio a telefonarmi per dirmi che ero stato ammesso a Sanremo nel 2003.
Lui faceva parte della giuria ed insieme a Baudo mi aveva voluto fortemente al
Festival. Quando mi chiamò era molto felice». Il corto racconta molto bene la
gioia di vivere e l’entusiasmo di Bardotti, cogliendolo in tanti momenti
quotidiani come nei dietro le quinte delle più svariate manifestazioni, ma
anche intento a lavorare nello studio di registrazione come sul palco a
ricordare l’amico Endrigo all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Finita la
proiezione del filmato, il pubblico presente in sala applaude, commosso come lo
stesso Cammariere che si merita il caloroso abbraccio di Enrico De Angelis. (Luca Barachetti)
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