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Chiara White

Biancoinascoltato

Tutto inizia con un grido di gabbiano, sullo sfondo, e il canto di Chiara White che si alza in volo leggero quasi come un sussurro. Dietro di lei, la spiaggia di una partenza (è Itaca, simbolo di ogni partenza e di un qualche ritorno) e davanti il mare blu cobalto che fa da cornice ad un viaggio interiore. Ci sono viaggi reali e altri viaggi ben più intimi e solitari attraverso luoghi esistenti e panorami di vissuto o d’immaginario personale. Quest’album è come una serie di cartoline su cui sono appuntate immagini e stati d’animo, raccolte e mai spedite. Legate insieme da un nastro di seta, bianco. Sono ricordi da conservare, desideri da raggiungere, luoghi dell’anima da attraversare.

Sono nove i brani che compongono Biancoinascoltato, l’album d’esordio della cantautrice fiorentina Chiara White, all’anagrafe Chiara Cavallina (White è il cognome della madre, non un nome d’arte di fantasia, che si sposa alla perfezione con quest’album e forse con un aspetto importante della sua stessa personalità), uscito a fine 2017. Nove canzoni confezionate con molta cura, con begli arrangiamenti spesso per nulla scontati, che con delicatezza ci accompagnano in questo viaggio autobiografico in cui in fondo possiamo tutti specchiarci, ammesso di saper ascoltare.

Il viaggio, appunto, è il tema centrale dell’album; vissuto con gli occhi dell’anima, raccontato in testi semplici, poetici ed evocativi, che affondano le proprie radici nella canzone d’autore classica ma guardano oltre. È una visione tutta al femminile, accurata e precisa, che si esprime attraverso una intensa ricerca vocale su un tappeto melodico che ne esalta le sfumature e che si apre al rock alternativo e strizza l’occhio al pop internazionale. Attraverso una scrittura intimistica, a volte quasi onirica, Chiara si svela come una donna alla ricerca di quiete, di risposte, di quella parte di sé che ancora sembra sfuggirle e che noi ci apprestiamo insieme a lei a scoprire, ascoltandola. Il colore Bianco rappresenta per convenzione lo stato di purezza e i nobili sentimenti, ma anche la voglia di cambiamento, un voltar pagina e trovarne una nuova, bianca appunto, da solcare di vita. Ci piace pensare a questo primo album come ad una scelta di rotta tra le onde spumeggianti non facili da cavalcare del panorama musicale attuale. Candida è la schiuma del mare ma è anche la neve che cade su Praga e che accompagna come una ninnananna “il mio suicidio bianco inascoltato”, intendendo forse la morte della parte più fragile di una donna che si riscopre eroina nell’attesa, forte ed astuta come Penny, che nel tessere la sua tela realizza l’inganno e riempie un vuoto.

Ci sono viaggi nello spazio che conducono a città reali, e viaggi interiori, abbiamo detto, che coincidono con stati d’animo e percorsi verticali, nel tempo. Quando rivedrai il mare fa parte di questi ultimi, ed è uno dei brani più riusciti, più intensi ed intimi, una costellazione di ricordi ed emozioni legati a una presenza che forse non riesce più a stare al passo di una donna divenuta forte e in procinto di prendere il proprio volo. Qui, nel canto come nella scrittura notiamo un richiamo ad una Carmen Consoli agli esordi, cosa per nulla negativa, anzi, magari di buon auspicio per la carriera futura della giovane cantautrice toscana. Accarezzando la tua anima ripercorre invece i ricordi di un amore platonico, segreto, forse adolescenziale, un altro modo di “rovistare” nella propria essenza interiore. Quasi sfacciata e ironica è invece Canzone allegra, una sorta di presa in giro del sentimento, più del proprio che di quello altrui, con quell’ossessivo ripetere “non mi ricordo più di te” come un mantra autoconvincente.

“Partire per vederti di lontano soffrire, per non dimenticare che sei tu”. ( da Nostos, ultimo brano del disco). A chiudere il viaggio e l’album, iniziato proprio dall’isola di Ulisse con il brano che ne porta il nome, una canzone delicata e lieve che dall’acqua trae spunto e sembra riemergere. Una dolce ballata sulle note di chitarra, anzi, sulle sei corde sulle quali si sviluppa una vita intera, la vita di una musicista sensibile e raffinata come Chiara White.
“Sì, viaggiare per essere ancora qui e tornare, per rimanere un passo più su”
E allora buon mare e buon viaggio a questo lavoro, e arrivederci al prossimo porto, al prossimo disco, al prossimo sbarco dove saremo in attesa, ancora curiosi, ancora attenti, ancora pronti ad ascoltare altri colori e altri suoni.

 

Foto di Carlotta Nucci

 

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In dettaglio

  • Anno: 2017
  • Durata: 41:00
  • Etichetta: Suburban Sky Records

Elenco delle tracce

01. Itaca
02. Praga
03. Chiedimi ancora
04. Quando rivedrai il mare
05. Sönghellir
06. Accarezzando la tua anima
07. Canzone allegra
08. Penny
09. Nostos

Brani migliori

  1. Praga
  2. Canzone allegra
  3. Quando rivedrai il mare

Musicisti

Alessandro Alajmo, chitarra elettrica  -  Giulia Nuti, viola  -  Guido Melis, basso  -  Tommaso Giuliani, batteria   -  Simone Milli, piano e tastiere