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Petrina

Petrina

Che Debora Petrina, giovane compositrice, cantautrice e pianista di Padova sia figura dotata di originalità e forte personalità s’intuisce subito.
Sia dalla copertina di questo suo secondo lavoro discografico dove è ritratta davanti ad un grande ventilatore con i capelli di un intensissimo color rosso tiziano letteralmente sparati verso l’alto, sia dal titolo scelto, semplicemente Petrina, quasi a voler ribadire che questa sua nuova fatica la rappresenta pienamente.

In effetti, qui Petrina sembra voler continuare e approfondire sia a livello compositivo sia di arrangiamenti quanto di buono aveva già mostrato con il suo primo lavoro da solista In doma, uscito nel 2009.

È sempre lei, infatti, il factotum dell’intero progetto; è lei a scrivere le partiture per i fiati e gli archi, a suonare il suo amato pianoforte, ma anche sinth e tastiere, introducendo questa volta, con maggiore decisione, anche l’elettronica.
A dire il vero, questa volta non fa proprio tutto da sola, ma coinvolge nel progetto un nutrito gruppo di musicisti tra cui Mirko Di Cataldo che, oltre ad aver svolto un ruolo di supporto durante tutta la produzione del disco, ha collaborato in maniera essenziale nell’arrangiamento di alcuni brani.

Da segnalare poi tra gli ospiti, anche la presenza di John Parish e David Byrne, quest’ultimo con un piccolissimo cameo vocale in Lina, brano che inizia con il rumore della puntina su un vecchio disco in vinile, raccontandoci una storia d’amore vero datato 1963 e, interrottosi per una parentesi di dieci anni, fino al ricongiungimento dei due protagonisti.

Sempre a Byrne, si deve l’idea di far incontrare Debora con Jherek Bischoff, arrangiatore, compositore e polistrumentista di Seattle, per la realizzazione di una versione orchestrale di Sky-Stripes in August, che va a chiudere questo disco.

Il resto? Il resto, come d’altronde il brano appena citato che ci descrive lo smarrimento di lei bambina sotto le stelle cadenti di un lontano agosto, attinge soprattutto da sue esperienze personali, quasi a giustificare, come dicevamo in apertura, a pieno il titolo del disco.
Infatti, seppure attraverso l’uso della lingua inglese, le canzoni riportano in vita episodi del suo passato, come ad esempio le gite in montagna con il padre in Princess o il ricordo del suo amato cane, ucciso da un’automobile in Dog in space, uno dei brani più belli, il tutto mescolando generi diversi dal jazz fino al rock. Questo, va sottolineato, deriva anche dalla esperienza vissuta in giro per il mondo a suonare (Stati Uniti, Cuba, Inghilterra…), confrontandosi con artisti e stili molto diversi tra loro, prima di approdare e scegliere la strada da “cantautrice”.
Definire la sua musica è davvero impresa ardua, oscillando continuamente tra sperimentalismo, richiami al passato, influssi jazz, impennate rock e non solo.

Se dovessimo dire a chi somiglia Petrina, potremmo semplicemente dire che assomiglia maledettamente a se stessa e questo sarebbe sicuramente un gran pregio, però non possiamo nascondere che l’essere così originale e, per altro tecnicamente perfetta, è arma a doppio taglio. Sempre dietro l’angolo c’è il rischio di risultare poco accessibili o peggio perdersi ad ammirare, un po’ narcisisticamente, la propria bravura.
Vedremo come saprà evolversi in futuro.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Debora Petrina  
  • Anno: 2013
  • Durata: 50:04
  • Etichetta: Alabianca Group / Warner

Elenco delle tracce

01. Little Fish from the Sky

02. The Invisible Circus

03. Princess

04. Niente dei ricci

05. Sky-Stripes in August

06. Denti

07. I fuochi d’artificio

08. Vita da cani

09. Dog in space

10. Lina

11. Sky-Stipes in August (orchestral version)


Brani migliori

  1. Lina
  2. Dog in space
  3. Princess

Musicisti

Debora Petrina: voce, pianoforte, tastiere, synth  -  Mirko Di Cataldo: chitarre, basso, charanghi  -  Piero Bittolo Bon: sassofoni, basso  -  Alessandro Fedrigo: basso  -  Gianni Bertoncini: batteria, elettronica  -  Niccolò Romanin: batteria  -  Nicola Manzan: violino  -  Giancarlo Trimboli: violoncello  -  Carlo Carcano: elettronica  -  Amy Kohn: fisarmonica  -  David Boato: tromba  -  Riccardo Marogna: clarinetto  -  Thomas Riato: basso tuba  -  Arrigo Axia: percussioni  -  Jherek Bischoff: orchestrazione (11)  -  John Parish: lead guitar (03)  -  Davide Byrne: voce (10)  -  Lina: fischio (10), voce narrante (10)